Tilly Norwood, l’attrice creata con l’IA al centro di un nuovo caso

Tilly Norwood, attrice creata con l’intelligenza artificiale, ha cambiato improvvisamente lingua durante un’intervista con Piers Morgan, riaccendendo il dibattito sugli interpreti sintetici.

Tilly Norwood, personaggio digitale creato attraverso l’intelligenza artificiale e presentato come un’“attrice”, è tornata al centro dell’attenzione dopo un episodio avvenuto durante un’intervista con Piers Morgan. Nel corso della conversazione, infatti, ha smesso improvvisamente di parlare inglese e, dopo alcuni secondi di silenzio, ha iniziato a esprimersi in cantonese.

Il cambio improvviso di lingua durante l’intervista

L’episodio è avvenuto mentre Norwood stava rispondendo a una domanda legata al film Misaligned. A un certo punto ha interrotto la frase e ha ripreso a parlare in un’altra lingua.

Piers Morgan le ha chiesto il motivo dell’inaspettato cambio. Norwood si è scusata, spiegando che si era verificato un momentaneo inconveniente e facendo riferimento, in modo figurato, a dei “fili incrociati”.

Particle 6: «Non è stato un problema tecnico»

Una spiegazione differente è arrivata da Particle 6, la società che ha sviluppato il personaggio. Michelle Waldron ha sostenuto che quanto accaduto non sarebbe stato un vero malfunzionamento.

Secondo la società, Tilly avrebbe creduto di aver sentito una parola in cantonese e avrebbe quindi cambiato rapidamente lingua, mostrando una delle capacità del sistema. La versione impegnata nelle interviste è stata denominata Talking Tilly ed è distinta da quella utilizzata come “attrice”.

Come funziona Talking Tilly

Talking Tilly è stata progettata appositamente per sostenere conversazioni e partecipare a interviste, conferenze ed eventi.

Il sistema utilizza un modello linguistico di grandi dimensioni accompagnato da istruzioni che ne definiscono personalità, umorismo e limiti. Secondo le informazioni diffuse dalla società, la configurazione comprende un documento di dodici pagine dedicato al comportamento del personaggio e una base di conoscenze composta da diversi materiali relativi al suo mondo, al lavoro e alle opinioni che deve esprimere.

Chi è Tilly Norwood

Tilly Norwood è stata creata da Eline Van der Velden, attrice e produttrice alla guida di Particle 6 e della divisione dedicata all’intelligenza artificiale Xicoia.

Il progetto era stato presentato con l’ambizione di trasformare Tilly in una nuova figura del mondo dello spettacolo, paragonandone le aspirazioni professionali a quelle di star come Scarlett Johansson e Natalie Portman.

La comparsa di un’interprete interamente sintetica ha però provocato forti discussioni all’interno dell’industria cinematografica.

Le critiche degli attori e del sindacato

Tra le reazioni più nette c’è stata quella di SAG-AFTRA, il sindacato statunitense degli interpreti.

L’organizzazione ha ribadito che la creatività dovrebbe restare un’attività centrata sull’essere umano e ha espresso la propria contrarietà alla sostituzione degli attori con interpreti sintetici. Il sindacato ha inoltre sottolineato che l’utilizzo di personaggi digitali nelle produzioni firmatarie deve rispettare precisi obblighi contrattuali.

Il tour di interviste e le reazioni della stampa

Talking Tilly è stata protagonista di una vera e propria campagna promozionale, con interviste con numerose testate e reti televisive.

Le reazioni, però, non sono state sempre positive. Alcune conversazioni sono state giudicate poco spontanee o prive della profondità tipica di un’intervista tradizionale, mentre altri osservatori si sono interrogati sull’effettivo pubblico al quale un progetto del genere possa rivolgersi.

La risposta sui timori legati all’intelligenza artificiale

Durante un’altra intervista, a Norwood è stato chiesto anche di rispondere ai timori legati allo sviluppo sempre più rapido dell’intelligenza artificiale.

Il personaggio ha definito il proprio ruolo quello di uno strumento creativo e non di una minaccia, prima di riportare l’attenzione sul suo debutto cinematografico in Misaligned, prodotto dalla stessa Particle 6.

Proprio la promozione del film ha portato Tilly Norwood a moltiplicare le apparizioni pubbliche, trasformandola allo stesso tempo in un esperimento tecnologico e in uno dei casi più discussi sul rapporto tra intelligenza artificiale e industria dello spettacolo.

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