La morte di Presley Gerber, figlio maggiore di Cindy Crawford e Rande Gerber, ha riportato al centro dell’attenzione anche il lungo percorso affrontato dal giovane negli ultimi anni tra dipendenze, difficoltà legate alla salute mentale e tentativi di recupero. Presley è morto a 27 anni in una struttura di riabilitazione. La causa del decesso non è stata resa pubblica.
Accanto a lui, nei momenti più difficili, era rimasta la famiglia, che aveva più volte mostrato pubblicamente sostegno e incoraggiamento.
Cindy Crawford al figlio: «Sei un guerriero»
Uno dei messaggi più significativi risale allo scorso marzo, quando Presley raccontò di essersi sottoposto in Messico a un trattamento con ibogaina.
Il giovane pubblicò un’immagine scattata prima di ricevere la dose e scrisse: «Prima della dose di ibogaina, un momento di tranquillità prima che tutto cambiasse. Ero assolutamente terrorizzato».
Cindy Crawford rispose pubblicamente al figlio con parole di grande sostegno: «Sei un guerriero! Hai attraversato il fuoco per ritrovare te stesso! Sono così orgogliosa!».
Anche la sorella Kaia volle incoraggiarlo: «Questo è mio fratello. Sono così orgogliosa».
Il sostegno del padre Rande Gerber
Rande Gerber aveva sottolineato soprattutto il coraggio mostrato dal figlio nell’affrontare i propri problemi.
«Sono così orgoglioso di te e del tuo coraggio. Affrontare le difficoltà richiede molta forza, e vederti ritrovare te stesso significa tutto. Ti voglio tantissimo bene», aveva scritto.
Qualche mese dopo fu lo stesso Presley a raccontare quanto fosse stato importante il padre nel suo percorso.
«Ho il miglior padre del mondo. Non si è mai arreso con me. È sempre lì per me. Mi dà sempre i consigli migliori. Apprezzo quest’uomo più di quanto le parole possano esprimere. Ti voglio bene, papà».
«A volte cadiamo, ma con un po’ di aiuto ci rialziamo»
Rande rispose al messaggio del figlio con un’altra dichiarazione pubblica.
«È un onore per me percorrere questo cammino chiamato vita con te ancora e ancora. A volte possiamo cadere, ma con un po’ di aiuto ci rialziamo sempre. Ti amerò per sempre, Prez».
Cindy Crawford commentò invece la fotografia che ritraeva padre e figlio con un semplice e affettuoso: «I miei ragazzi!».
Parole che testimoniavano la vicinanza della famiglia durante un periodo particolarmente complesso.
Kaia Gerber e le conseguenze sulla famiglia
Anche Kaia Gerber aveva parlato recentemente delle difficoltà attraversate dal fratello e di come queste avessero influenzato l’intero nucleo familiare.
«Quando qualcosa del genere accade in una famiglia, colpisce tutti allo stesso modo», aveva spiegato.
Kaia aveva raccontato di aver cercato per anni di diventare la figlia che non aveva bisogno di aiuto, perché percepiva che i genitori fossero già molto impegnati a seguire Presley.
«Credo che sia anche il motivo per cui ho iniziato a considerarmi quella facile e non ho mai voluto chiedere aiuto. Perché mi sembrava troppo avere due figli che avevano bisogno di me», aveva raccontato.
La scelta di Presley di parlare apertamente
Secondo Kaia, il fratello aveva anche contribuito a cambiare il modo in cui la famiglia affrontava pubblicamente le questioni personali.
«Per gran parte delle nostre vite, i miei genitori sono stati molto, molto riservati e non hanno condiviso nulla, e ora abbiamo questo maestro assoluto, mio fratello, che dice: “Sarò molto umano per tutti”. C’è un limite a ciò che puoi nascondere al mondo».
La modella aveva anche sottolineato l’importanza di non trasformare il silenzio in vergogna: «Cercare di reprimere qualcosa fa solo sentire alla persona che ti vergogni di lei».
Presley raccontò attacchi di panico e difficoltà con i trattamenti
Presley aveva deciso di rendere pubblica una parte importante del proprio percorso.
Dopo essersi temporaneamente allontanato dai social per occuparsi della propria salute mentale, tornò a raccontare alcune delle difficoltà che stava affrontando, parlando di terrori notturni, attacchi di panico e dei farmaci che assumeva.
«Sfortunatamente, ultimamente ho subito molte perdite di vario tipo, quindi non è una scusa, ma è il motivo per cui mi trovo dove sono adesso», aveva spiegato.
Aveva inoltre raccontato di essersi rivolto nel tempo a numerosi specialisti e di sentirsi confuso davanti alle differenti indicazioni ricevute.
«I medici dicono molte cose diverse, quindi fa un po’ paura. Ma spero che, tra la mia ricerca, la loro, quella del mondo e quella di Dio, riusciremo finalmente a risolvere tutto».
Il desiderio di aiutare altre persone
Già nel 2023 Presley aveva parlato apertamente della propria salute mentale e del desiderio di trasformare la propria esperienza in qualcosa di utile per gli altri.
«Che io riesca ad aiutare una persona o cento a uscire dalla situazione in cui mi sono trovato in un momento della mia vita, è tutto ciò che ho bisogno di fare», aveva dichiarato.
Dopo aver seguito le orme della madre nel mondo della moda, Presley aveva quindi scelto di mostrare anche una parte molto più personale e fragile della propria vita, parlando senza filtri delle difficoltà affrontate e dei tentativi di recupero.
La sua morte, a 27 anni, arriva al termine di un percorso durante il quale Cindy Crawford, Rande Gerber e Kaia avevano continuato a sostenerlo pubblicamente, celebrando ogni passo compiuto nel tentativo di ritrovare stabilità.