“Ritorno a Buenos Aires”, trama, cast e storia del film con Adriano Giannini presentato a Venezia

“Ritorno a Buenos Aires” porta al cinema una storia di memoria, colpa e giustizia, con Adriano Giannini protagonista e Marco Bechis alla regia

È arrivato nelle sale italiane ieri, 17 settembre 2026, “Ritorno a Buenos Aires”, il nuovo film diretto da Marco Bechis e interpretato da Adriano Giannini. Un dramma che intreccia memoria personale e storia argentina, riportando il protagonista nei luoghi in cui, durante la dittatura militare, ha vissuto una delle esperienze più traumatiche della propria vita. Il film, coproduzione tra Italia e Brasile, dura circa 104 minuti ed è stato presentato in concorso all’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Ritorno a Buenos Aires, la trama del film

La storia è ambientata nel 2008. Mariano Guerra, interpretato da Adriano Giannini, vive in Italia da trentatré anni quando decide di tornare in Argentina. Ad attenderlo c’è un passaggio doloroso e inevitabile: deve testimoniare nel processo contro gli ex militari responsabili del suo sequestro, delle torture e della prigionia subite durante gli anni della dittatura.

Il viaggio non assume però i contorni di una semplice ricerca di giustizia. Tornare a Buenos Aires significa soprattutto affrontare ciò che Mariano ha cercato di lasciare alle proprie spalle. Durante la detenzione, sottoposto alle torture, l’uomo finì infatti per fare i nomi di alcuni compagni. La sopravvivenza porta quindi con sé un senso di colpa che continua ad accompagnarlo e che rende la deposizione in tribunale anche un confronto con sé stesso.

La dittatura argentina sullo sfondo della storia

La vicenda personale di Mariano si inserisce negli anni della repressione della dittatura militare argentina. Il film richiama anche il 1978, anno in cui il Paese ospitò i Mondiali di calcio mentre proseguivano sequestri, torture e repressione clandestina.

Bechis costruisce così la storia attorno alle conseguenze lasciate dalla violenza politica, soffermandosi sul rapporto tra memoria, responsabilità, sopravvivenza e possibilità di fare i conti con il passato.

Adriano Giannini è Mariano Guerra

A guidare il cast è Adriano Giannini, chiamato a interpretare Mariano Guerra. Accanto a lui figurano Ana Celentano, Verónica Gerez, Olivia Nuss, Adrián Fondari, Paula Cohen e Marcelo Chaparro. Nel cast sono presenti anche Marcela Serli e Maria Laila Fernandez.

Ana Celentano interpreta Amalia Mendez, Verónica Gerez è Evelyn, Olivia Nuss veste i panni di Muneca, mentre Adrián Fondari interpreta Doctor K. Marcelo Chaparro è l’avvocato Enrique Caseros e Paula Cohen interpreta la giudice Desideria Losada.

Marco Bechis torna a confrontarsi con la memoria argentina

La regia è di Marco Bechis, che firma anche la sceneggiatura insieme a Vijaya Bechis Boll. La fotografia è affidata a Fabrizio La Palombara, mentre il montaggio è curato da Jacopo Quadri e Nicolò Tettamanti. Le musiche originali sono di Guglielmo Diana.

La produzione riunisce Fandango, 39 Films, Karta Film e 34 Filmes, con Rai Cinema. Il film è una coproduzione tra Italia e Brasile ed è distribuito nelle sale italiane da Fandango.

Il passaggio alla Mostra del Cinema di Venezia

Prima dell’arrivo nei cinema, “Ritorno a Buenos Aires” è stato selezionato nel Concorso di Venezia 83, dove ha fatto parte del programma ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica. Il film ha inoltre ottenuto il Premio Francesco Pasinetti nell’ambito dell’edizione 2026.

Il percorso internazionale comprende anche la presenza al Busan International Film Festival e allo Zurich Film Festival.

Ritorno a Buenos Aires, quando è uscito al cinema

“Ritorno a Buenos Aires” è arrivato nelle sale italiane giovedì 17 settembre 2026. Il film ha una durata di circa 104-105 minuti, è girato in italiano e spagnolo e appartiene al genere drammatico.

Al centro rimane soprattutto il viaggio di Mariano Guerra: non soltanto un ritorno geografico in Argentina dopo oltre trent’anni, ma un confronto con una memoria che non si è mai realmente chiusa e con le conseguenze delle scelte compiute per sopravvivere.

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