Marc Márquez è tornato al comando del Mondiale MotoGP e la storia recente dello spagnolo suggerisce un dato preciso: quando riesce a conquistare la leadership nella seconda parte della stagione, difficilmente la cede. Il sorpasso è arrivato a Misano, al termine di un fine settimana che ha ribaltato gli equilibri tra Ducati e Aprilia e riaperto completamente la corsa al titolo.
Ducati e Aprilia, duello aperto nel Mondiale 2026
La stagione 2026 si sta trasformando in un confronto serrato tra Ducati e Aprilia. La casa di Noale aveva guidato sia la classifica costruttori sia quella piloti, ma il Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini ha cambiato la situazione.
Márquez, protagonista di una grande rimonta dopo il rientro dall’operazione e dalla gara del Mugello, ha raccolto 217 punti in questo periodo. Jorge Martín ne ha conquistati 107, mentre Marco Bezzecchi si è fermato a 99.
Alla vigilia del GP d’Austria, Ducati è così passata al comando della classifica costruttori con due punti di vantaggio su Aprilia.
Márquez e Martín appaiati in testa
La situazione è ancora più equilibrata nella classifica piloti. Marc Márquez e Jorge Martín arrivano al Red Bull Ring con lo stesso numero di punti.
A fare la differenza a favore del catalano sono però le vittorie: cinque successi per Márquez contro quello ottenuto da Martín. È questo dato a consegnare al pilota Ducati la prima posizione.
Il Red Bull Ring, inoltre, rappresenta sulla carta un terreno particolarmente favorevole alla casa di Borgo Panigale. Dal 2016 Ducati ha ottenuto dieci vittorie sul circuito austriaco, contro le due della KTM. Aprilia, invece, può vantare un solo podio, il terzo posto conquistato da Bezzecchi nel 2025.
Quando Márquez prende la testa, spesso non la lascia più
Nel corso della sua carriera in MotoGP, Márquez ha guidato il Mondiale per 109 Gran Premi. La prima volta risale ad Austin nel 2013, alla sua seconda gara nella classe regina, quando si ritrovò in testa a pari punti con Jorge Lorenzo.
La tendenza emersa negli anni è chiara: soprattutto nella seconda metà della stagione, lo spagnolo ha raramente perso il comando una volta conquistato.
Nel 2013, stagione del debutto, prese stabilmente la leadership dal Sachsenring. Nel 2014 rimase al comando praticamente dall’inizio alla fine. Nel 2016, una volta salito in testa dopo il GP di Catalogna, non fu più raggiunto.
Nel 2017 la lotta fu più complessa, ma da Misano Márquez tornò al comando e mantenne la posizione fino alla conclusione del campionato. Nel 2018 e nel 2019 prese la testa da Jerez e non la lasciò più. Anche nella stagione precedente, una volta riconquistata la leadership a Le Mans, rimase davanti fino al termine.
Otto GP ancora da disputare, forse sette
Il campionato resta comunque lungo. Mancano otto Gran Premi, anche se potrebbero diventare sette qualora venisse confermata la cancellazione del GP del Qatar per la situazione in Medio Oriente.
Non tutti i circuiti rimanenti sembrano particolarmente favorevoli al numero 93. Indonesia, Malesia, Qatar e Portimao vengono indicati tra i tracciati potenzialmente più complicati per Márquez.
Altri appuntamenti, però, potrebbero consentirgli di costruire un margine importante. Il primo è proprio quello dell’Austria, su una pista tradizionalmente molto favorevole alla Ducati.
Márquez non si fida dell’Aprilia
Nonostante il sorpasso in classifica e il momento positivo, Márquez continua a considerare Martín e Bezzecchi avversari pienamente in corsa per il titolo.
“Non credo che i piloti Aprilia si arrenderanno, tanto meno considerando che Jorge Martín è un campione e che Marco Bezzecchi ha dimostrato sia ad Aragón sia qui di andare molto forte”, ha spiegato dopo Misano.
Márquez ha ricordato anche quanto rapidamente possano cambiare gli equilibri: “Qui ha sbagliato lui, nella prossima potrei sbagliare io. È ancora molto lunga. Abbiamo visto quello che è successo nelle ultime sette gare e ne restano sette, se salta il Qatar, oppure otto. Se è successo tutto questo in sette gare, immaginate cosa può ancora accadere in quelle che mancano”.
Il vantaggio psicologico e statistico è dalla parte di Márquez, ma il Mondiale resta ancora apertissimo. La prossima tappa in Austria dirà se il numero 93 riuscirà a trasformare il sorpasso di Misano nell’inizio di una nuova fuga.
