Enzo Miccio racconta il suo amore tossico: “Sono stati sei anni di inferno. All’inizio non capivo niente”

Enzo Miccio racconta al Corriere della Sera una relazione durata sei anni, il percorso in terapia e il momento in cui ha deciso di dire basta.

Enzo Miccio si racconta in un’intervista al Corriere della Sera in occasione dell’uscita del memoir “Quando l’amore non basta”. Il wedding planner ripercorre una relazione durata sei anni, segnata da un forte coinvolgimento emotivo e da dinamiche che solo col tempo è riuscito a riconoscere come malate. Il libro nasce dopo la morte dell’ex compagno, scomparso nel gennaio 2025.

Il libro come percorso per capire il passato

Miccio spiega di aver affrontato la scrittura come una forma di elaborazione personale: «Non mi posso più crogiolare nel dolore. Non mi serve. Non porta a niente… Scrivendo, parlando con lei adesso, spero di riuscire a ripulire, a sciogliere questi nodi che ancora ho. E sono molti».

Il nodo più doloroso resta la morte dell’ex compagno. «Se non fosse scomparso, non mi sarei mai sognato di scrivere questo libro», racconta.

«All’inizio non capivo niente»

Ripensando all’inizio della relazione, Miccio ammette di non aver compreso subito la gravità della situazione: «Io all’inizio non capivo niente. Ma subito avrei dovuto rendermi conto che era una cosa difficile, malata…».

Per affrontare quel rapporto si rivolse anche a una psicoanalista, prima da solo, poi in coppia e nuovamente da solo. La terapeuta gli descrisse la condizione in cui si trovava come quella delle sabbie mobili: più cercava di uscirne, più qualcosa lo trascinava verso il basso.

Pressioni, silenzi e continue partenze per Parigi

Miccio racconta di aver lasciato una relazione precedente di undici anni dopo l’incontro con l’uomo che sarebbe diventato il protagonista del memoir. Da quel momento, dice, iniziarono anni molto difficili.

«Mi faceva pressioni tutti i giorni. Ogni messaggio, ogni telefonata erano diventati insostenibili», ricorda. A pesare erano anche i lunghi silenzi: «Era capace di non calcolarmi per ore, per giorni, per un weekend intero».

Nonostante tutto continuava a cercarlo. «Uscivo dal lavoro andavo a Linate e compravo un biglietto per Parigi. Non potevo stargli lontano, anche quando mi maltrattava, anche quando mi chiudeva fuori di casa».

Il momento in cui disse basta

La svolta arrivò dopo l’ennesima lite e un nuovo viaggio a Parigi. L’ex non gli aprì la porta, nonostante Miccio sapesse che fosse in casa.

«Ero seduto in un caffè, disperato, e mi sono detto: “Adesso basta. Ti proteggi. Non vai da nessuna parte”. È stata l’ultima possibilità».

Dopo quel momento continuò a scrivergli, ma non tornò più da lui. «Ha fatto lui qualche tentativo ma a quel punto mi ero un po’ fortificato e non ho mai ceduto».

La madre tenuta lontana dalla parte più dolorosa

Miccio racconta anche di aver protetto sua madre dalla parte più difficile della relazione. «Mia mamma l’ho sempre tenuta fuori. Le ho lasciato solo la parte bella, e se l’è goduta molto».

Tra i due, ricorda, c’era un rapporto molto affettuoso, fatto anche di telefonate e feste trascorse insieme in famiglia.

«Credo ancora moltissimo nell’amore»

Nonostante l’esperienza vissuta, Miccio non ha perso fiducia nei sentimenti. «Ci credo ancora moltissimo nell’amore. Come si fa a vivere senz’amore? Sono sicuro che esiste davvero. Spero che mi capiti di trovarlo».

Sul matrimonio, invece, mantiene un approccio molto serio: «Il matrimonio è una cosa molto seria. “Per sempre” deve essere davvero per sempre».

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