Enric Mas, dalla crisi al trionfo: sua la Vuelta 2026

Enric Mas conquista la Vuelta 2026 a 31 anni, coronando una lunga rincorsa segnata da cadute, problemi fisici e grandi aspettative.

Enric Mas ha trovato nella Vuelta 2026 la consacrazione più importante della sua carriera. A 31 anni, il corridore maiorchino ha conquistato la corsa spagnola dopo stagioni segnate da difficoltà, cadute, paure e problemi fisici, completando una rimonta sportiva che sembrava tutt’altro che scontata.

Dalle grandi aspettative alle stagioni più difficili

Per anni Mas è stato indicato come uno dei corridori destinati a raccogliere l’eredità del ciclismo spagnolo. Già nel 2017 Alberto Contador lo aveva indicato pubblicamente come uno dei suoi possibili successori, caricando inevitabilmente di aspettative la carriera del giovane corridore di Artà.

Quel peso, però, si è trasformato anche in pressione. Mas ha dovuto convivere con critiche frequenti, soprattutto per il rendimento nelle grandi corse a tappe e per uno stile spesso giudicato troppo prudente. A complicare ulteriormente il percorso sono arrivati diversi episodi sfortunati che ne hanno frenato la crescita.

Gli inizi e l’ascesa nel ciclismo professionistico

Mas aveva mosso i primi passi nel ciclismo nel 2012 con il Club Ciclista Sepelaco, dopo aver praticato anche pallacanestro e skateboard. Nello stesso anno conquistò il titolo spagnolo juniores a cronometro.

Tra il 2013 e il 2015 passò attraverso la Specialized-Fundación Alberto Contador, prima di approdare nel 2016 alla Klein Constantia. In quella stagione arrivarono successi importanti, tra cui la Volta ao Alentejo e il Tour de la Savoie Mont Blanc, oltre al secondo posto al Giro della Valle d’Aosta.

Successivamente arrivarono tre stagioni con la Quick-Step. Nel 2019 Mas si avvicinò anche alle posizioni di vertice del Tour de France, alimentando ulteriormente le aspettative sul suo futuro.

Il passaggio alla Movistar e il peso della pressione

Dal 2020 Mas ha iniziato a correre con la Movistar, una squadra storicamente abituata a puntare alla classifica generale nelle grandi corse.

Proprio nel 2020 arrivò il suo miglior risultato al Tour de France, ma negli anni successivi la continuità venne meno. Le difficoltà aumentarono e con esse anche la pressione.

Nel 2022 Mas abbandonò il Tour ufficialmente per Covid, ma alle spalle c’era anche un problema più profondo. Dopo diverse cadute, tra Tirreno-Adriatico, Giro dei Paesi Baschi e Critérium du Dauphiné, il corridore ammise di avere paura delle discese.

Una difficoltà che decise di affrontare affidandosi a Óscar Sáiz, ex specialista della discesa e allenatore, con il quale lavorò specificamente sull’aspetto mentale e tecnico.

Cadute, infortuni e problemi fisici

La sfortuna non terminò lì. Nel 2023 Mas cadde al Giro di Lombardia e poi al Tour de France, dove si fratturò la scapola già nella prima tappa.

Nell’ottobre del 2025 arrivò un altro momento delicato: il corridore fu operato per una tromboflebite alla gamba sinistra, un problema che ne aveva limitato il rendimento.

All’inizio della stagione successiva Mas scelse quindi di cambiare completamente programma. Dopo sette partecipazioni consecutive rinunciò al Tour e puntò sul Giro d’Italia, senza però riuscire a brillare.

Una Vuelta che ha cambiato tutto

Alla vigilia della Vuelta 2026, pochi consideravano Mas tra i principali favoriti. La presenza di Tadej Pogacar sembrava ridurre ulteriormente le possibilità degli avversari e lo stesso spagnolo, pochi mesi prima, aveva dichiarato di accontentarsi di un podio in una delle grandi corse a tappe.

La Vuelta, però, si è trasformata nel suo terreno di rinascita. Mas aveva già un rapporto speciale con la corsa spagnola: in passato aveva ottenuto tre secondi posti, nel 2018, 2021 e 2022, oltre al terzo posto del 2024.

Questa volta ha mostrato una versione più aggressiva e coraggiosa. Dopo l’assenza di Pogacar nell’ottava tappa, Mas ha indossato la maglia rossa e ha iniziato a costruire il successo.

Il trionfo sull’Alto de Aitana

Uno dei momenti decisivi è arrivato sull’Alto de Aitana, dove Mas ha confermato le sue qualità di scalatore conquistando una vittoria di tappa dal forte valore simbolico.

Il maiorchino aveva preso il comando della classifica con un margine di un minuto ed è riuscito a chiudere la Vuelta con 2 minuti e 15 secondi di vantaggio.

Una dimostrazione di solidità e maturità che gli ha permesso di trasformarsi da eterno piazzato a vincitore della corsa.

Il successo più importante della carriera

La vittoria della Vuelta rappresenta il risultato più prestigioso ottenuto finora da Enric Mas. Arriva a 31 anni, dopo 14 stagioni di carriera e un palmarès che conta soltanto sette successi, dato che racconta bene quanto sia sempre stato difficile per lui trasformare le buone prestazioni in vittorie.

Il trionfo del 2026 cambia però completamente la prospettiva sulla sua carriera. Dopo anni di critiche, problemi fisici e occasioni mancate, Mas ha finalmente conquistato una grande corsa a tappe.

Un successo che potrebbe rappresentare anche un nuovo inizio per la Movistar, squadra con la quale il corridore ha un contratto fino al 2029. A Granada, sul gradino più alto del podio, Enric Mas ha ritrovato quella soddisfazione che inseguiva da anni.

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