Si è chiusa con la cerimonia di premiazione l’83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. I riconoscimenti ufficiali sono stati assegnati sabato 12 settembre, al termine del lavoro delle cinque giurie internazionali. Il Leone d’Oro per il miglior film è andato a Kvinde Ukendt (Woman Unknown) di May el-Toukhy, mentre tra i protagonisti premiati figurano anche John Malkovich, Mathilde Arcel e Riccardo Scamarcio.
Leone d’Oro a Woman Unknown
Il premio più importante della Mostra è stato assegnato a Kvinde Ukendt (Woman Unknown), film diretto da May el-Toukhy e realizzato tra Danimarca, Svezia e Lettonia.
La storia è ambientata nell’immediato dopoguerra e segue Marie, interpretata da Mathilde Arcel. La donna lavora come domestica e bambinaia per Christian, un ricco vedovo che sta per sposare. Il matrimonio sembra rappresentare per lei la possibilità di cambiare vita, ma un episodio del passato rischia di compromettere tutto: durante l’occupazione tedesca Marie ha avuto una relazione con un soldato nemico.
Il film affronta così il tema delle cosiddette collaboratrici orizzontali, donne che dopo la Seconda guerra mondiale furono perseguitate e umiliate per le loro relazioni con militari degli eserciti occupanti. Al centro del racconto ci sono il controllo sul corpo femminile, il giudizio sociale e le conseguenze della guerra.
Possible Love conquista il Gran Premio della Giuria
Il Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria è andato a Ga-neung-han sa-rang (Possible Love) di Lee Chang-dong.
La vicenda ruota intorno a due coppie sposate. Da una parte un lavoratore licenziato e sua moglie, dall’altra una documentarista e il marito. Le loro vite si incrociano durante la realizzazione di un film, facendo emergere differenze, desideri e tensioni legate anche a una società segnata dai licenziamenti di massa e dalla repressione degli scioperi.
Il film riflette sul rapporto tra lavoro, capitale e libertà e sulla possibilità di resistere a ciò che condiziona l’esistenza individuale.
Migliore regia a Ilya Khrzhanovsky per Dau
Il Leone d’Argento per la migliore regia è stato assegnato a Ilya Khrzhanovsky per Dau, coproduzione tra Germania, Francia e Svezia.
Il film attraversa quattro decenni della storia sovietica e prende spunto dagli scienziati coinvolti nella costruzione della bomba atomica dell’Unione Sovietica. Il protagonista, interpretato da Teodor Currentzis, è un fisico di origine greca chiamato a lavorare per lo Stato in un istituto di ricerca segreto.
Il progetto, sviluppato nell’arco di oltre vent’anni, combina immagini girate quindici anni fa con scene più recenti e mescola elementi documentari, sogno, memoria e visione. Nel film compaiono anche Carsten Höller, Marina Abramović e Romeo Castellucci.
Mathilde Arcel e John Malkovich vincono le Coppe Volpi
Mathilde Arcel ha conquistato la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile grazie al ruolo di Marie in Woman Unknown.
L’attrice danese, nata a Copenaghen il 25 luglio 1996, ha debuttato da giovanissima in televisione per poi dedicarsi anche al teatro. Nel 2020 si è diplomata alla Den Danske Scenekunstskole di Aarhus, mentre nel 2021 ha ricevuto il Reumert Talentpris per lo spettacolo Nogen er ude og drikke øl, del quale è stata anche coautrice e regista.
La Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile è invece andata a John Malkovich per Wild Horse Nine di Martin McDonagh.
Malkovich interpreta MJ, capo della CIA che, alla vigilia del colpo di Stato cileno del 1973, manda due agenti da Santiago all’Isola di Pasqua. Nel cast figurano anche Sam Rockwell, Steve Buscemi, Mariana Di Girolamo, Ailín Salas, Tom Waits e Parker Posey.
Migliore sceneggiatura a Un bon petit soldat
Stéphane Brizé, Coralie Amédéo e Olivier Gorce hanno ricevuto il premio per la migliore sceneggiatura grazie a Un bon petit soldat, diretto dallo stesso Brizé.
La protagonista è Carla, dirigente di 43 anni interpretata da Alba Rohrwacher. Responsabile delle Risorse Umane di una grande azienda, deve conciliare il benessere dei dipendenti con gli obiettivi imposti dalla direzione.
La scoperta di un caso di management tossico la costringe a confrontarsi con i meccanismi di potere del sistema in cui lavora e con la necessità di scegliere tra l’obbedienza alle regole aziendali e la difesa della propria dignità. Nel cast è presente anche Vincent Lindon.
Premio speciale della giuria a Naza
Il Premio speciale della giuria è stato assegnato a Naza di Yuval Abraham e Rachel Szor.
Il documentario, della durata di 80 minuti, indaga i sistemi alla base dell’uccisione di massa di civili palestinesi a Gaza. Girato di notte sui tetti di Tel Aviv, nasce dalla volontà dei due registi israeliani di interrogarsi sulle responsabilità del proprio Paese e sui meccanismi che possono portare alla disumanizzazione di un’intera popolazione.
Premio Marcello Mastroianni a Malou Khebizi
Malou Khebizi ha ricevuto il Premio Marcello Mastroianni destinato a un giovane interprete emergente per la sua prova in 15/18 (A Place To Heal) di Cédric Kahn.
Il film è ambientato in un reparto di psichiatria adolescenziale e racconta le vicende di ragazzi segnati da sofferenza e fragilità. La storia segue Lucia, diciassettenne riportata dalla polizia in una struttura che già conosce, dove ritrova l’amica Eloïse e incontra altri giovani alle prese con problemi personali.
Nel racconto trovano spazio anche bullismo, razzismo, violenza, dipendenze e paure legate alle crisi contemporanee.
Orizzonti, vince Un détour par Diane
Il premio Orizzonti per il miglior film è stato assegnato a Un détour par Diane (Diane in the Loop) di Ann Sirot e Raphaël Balboni.
Il film, una produzione tra Belgio e Francia della durata di 92 minuti, racconta il rapporto tra Diane e sua madre. La protagonista scopre che la donna è stata violentata tre anni prima della sua nascita e decide di vendicarla, mettendo in discussione un equilibrio familiare costruito sul silenzio.
Il premio per la migliore regia nella sezione Orizzonti è andato invece a Jacqueline Lentzou per Mia mera sti zoi tis Tzo: Kefalaio Faidra (A Day in the Life of Jo: Chapter Phaedra), coproduzione tra Grecia, Germania e Francia.
Doppio riconoscimento per I Figli della Scimmia
Tra i premi italiani spiccano quelli conquistati da I Figli della Scimmia di Tommaso Landucci.
Riccardo Scamarcio ha ottenuto il premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile, mentre Tommaso Landucci e Damiano Femfert hanno vinto quello per la migliore sceneggiatura.
Il film, della durata di 110 minuti, vede nel cast anche Fausto Russo Alesi, Lidiya Liberman, Cristina Odasso e Luigi Diberti.
Il premio per la migliore interpretazione femminile della sezione Orizzonti è stato invece assegnato a Laleh Marzban per Moragheb (Falling House) di Mohsen Gharaei, coproduzione tra Iran, Stati Uniti e Germania.
Gli altri premi della sezione Orizzonti
Il Premio speciale della giuria Orizzonti è andato a La Maison du Vent (House of the Wind) di Auguste Bernard Kouemo Yanghu, coproduzione tra Camerun, Francia, Belgio, Benin, Arabia Saudita e Qatar.
Il premio per il miglior cortometraggio è stato assegnato a Quelques Instants de Bonheur (A Few Moments of Happiness) di Shaden Safieddine Tazi, produzione tra Francia, Regno Unito e Libano.
House of the Wind vince anche il Leone del Futuro
La Maison du Vent ha conquistato anche il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.
La storia segue Josette, una madre anziana che vive a Yaoundé, in Camerun, e tenta di convincere i suoi sei figli emigrati all’estero a tornare a casa costruendo una nuova abitazione.
Il film, ispirato alla vita della madre del regista, affronta i temi dell’emigrazione, della solitudine e dei legami familiari.
Venezia Spotlight e Venezia Classici
Il Premio degli spettatori Armani Beauty della sezione Venezia Spotlight è stato assegnato a Eu Contez (I Matter) di Alina Șerban, coproduzione tra Romania, Germania e Belgio.
Per Venezia Classici, invece, il premio al miglior film restaurato è andato a La lunga notte del ’43 di Florestano Vancini.
Il film del 1960, tratto dal racconto Una notte del ’43 di Giorgio Bassani, è ambientato a Ferrara negli ultimi mesi del 1943. Nel cast figurano Belinda Lee, Gabriele Ferzetti ed Enrico Maria Salerno. Il restauro è stato realizzato dalla Fondazione Cineteca di Bologna insieme a Compass Film.
I vincitori di Venice Immersive
Nella sezione Venice Immersive, dedicata alle esperienze in realtà virtuale, realtà mista e alle installazioni, il Gran Premio è stato assegnato a The Pigeon Ring di Shixin Tao e Yuqi Zhang.
Il Premio speciale della giuria Venice Immersive è andato a Out of the Ashes di Rory Mitchell e Nonny De La Peña, mentre il premio per la realizzazione è stato assegnato a Empire at Sea di Peter Flaherty.
Con questi riconoscimenti si è conclusa l’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che ha incoronato Woman Unknown come miglior film del concorso principale.