Cambiano le regole europee per la tutela di cani e gatti. Il nuovo Regolamento UE 2026/1818, adottato il 17 giugno 2026 dal Parlamento Europeo e dal Consiglio e pubblicato il 10 agosto sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea, introduce una serie di requisiti minimi per gli animali allevati, detenuti o commercializzati nei Paesi membri.
Tra le disposizioni previste ce n’è una che entrerà in applicazione dal 31 agosto 2029 e riguarderà gli operatori responsabili degli animali, tra cui allevatori, negozi, rifugi e strutture di accoglienza: cani e gatti dovranno essere controllati almeno una volta al giorno.
Controlli quotidiani per cani e gatti
Le nuove disposizioni stabiliscono che gli animali sotto la responsabilità degli operatori debbano essere ispezionati quotidianamente, con una frequenza maggiore per quelli considerati più vulnerabili.
Particolare attenzione dovrà quindi essere riservata ai cuccioli appena nati, agli animali malati o feriti e alle femmine durante il parto.
Se durante un controllo dovessero emergere condizioni in grado di compromettere il benessere dell’animale, questo dovrà essere trasferito in uno spazio separato e ricevere le cure necessarie.
Microchip e registrazione per garantire la tracciabilità
Il regolamento punta inoltre a rendere maggiormente tracciabile l’origine di ogni cane e gatto attraverso sistemi di identificazione e registrazione.
La normativa prevede infatti il ricorso al microchip e l’inserimento degli animali in banche dati nazionali interoperabili, con l’obiettivo di rendere più semplice ricostruirne la provenienza.
Il regolamento è già entrato in vigore, ma la sua applicazione avverrà progressivamente. La maggior parte delle disposizioni inizierà a essere applicata dal 31 agosto 2028, mentre altri articoli entreranno in funzione negli anni successivi, con un percorso graduale che arriverà fino al 2036.
Vaccinazioni, parassiti e sicurezza degli oggetti
Tra gli obblighi previsti figura anche la prevenzione delle malattie. Gli operatori dovranno adottare misure contro i parassiti e garantire le vaccinazioni contro le patologie più comuni.
Un’attenzione specifica viene riservata inoltre agli oggetti utilizzati dagli animali. Giochi e strumenti destinati alla loro stimolazione dovranno essere sicuri e non comportare rischi di lesioni o contaminazioni.
L’obiettivo è quindi intervenire non soltanto quando un animale manifesta un problema, ma costruire condizioni di gestione capaci di ridurre preventivamente i rischi per la sua salute.
Eutanasia soltanto come ultima possibilità
Per le situazioni più gravi viene regolamentata anche l’eutanasia, che viene considerata una soluzione estrema.
Potrà essere effettuata, con anestesia e analgesia, soltanto quando un veterinario avrà stabilito che l’animale soffre di un dolore grave e irreversibile e che non esiste una concreta possibilità di recupero.
La normativa contempla anche le emergenze nelle quali non sia possibile contattare un veterinario. In questi casi gli Stati membri potranno consentire a una persona adeguatamente formata di porre fine alla vita dell’animale in maniera immediata e provocando il minor dolore possibile.
L’eccezione per i cani da guardiania
Il regolamento introduce anche alcune eccezioni. Una riguarda i cani utilizzati per la protezione del bestiame: durante il periodo in cui sono impegnati nella guardiania delle greggi non saranno soggetti all’obbligo della verifica quotidiana previsto per gli altri animali.
Le nuove disposizioni europee costruiscono così un sistema progressivo di regole comuni che riguarda controllo delle condizioni degli animali, prevenzione sanitaria, tracciabilità e gestione delle emergenze. Per gli obblighi sanitari contenuti nell’articolo 16, la data da segnare è il 31 agosto 2029, quando scatteranno le nuove prescrizioni per gli operatori che hanno cani e gatti sotto la propria responsabilità.