Esordio senza sorprese per Elena Rybakina agli US Open. La tennista kazaka ha superato nettamente la giovane statunitense Thea Frodin, imponendosi con il punteggio di 6-3, 6-2 in un’ora e 14 minuti. Un debutto particolare per la 17enne americana, arrivata nel tabellone principale grazie a una wild card e già conosciuta dal grande pubblico per un curioso legame con Serena Williams.
Rybakina parte forte a New York
Rybakina si presenta a New York con ambizioni importanti. Dopo aver già conquistato Wimbledon e l’Australian Open, punta a giocarsi fino in fondo anche l’ultimo Slam della stagione.
La kazaka è inoltre in corsa per il numero uno del mondo, occupato da Aryna Sabalenka, campionessa in carica agli US Open. Rybakina si trova in una situazione favorevole nella corsa al vertice della classifica e può contare sulle proprie prestazioni per provare a completare il sorpasso.
Nei giorni precedenti al torneo aveva destato qualche preoccupazione un problema al tallone accusato a Cincinnati, ma l’esordio americano ha mostrato una giocatrice in pieno controllo.
Quattro ore di ritardo per la pioggia
Il match si è disputato sul Grandstand, il terzo campo per importanza del complesso di Flushing Meadows.
L’assenza di copertura ha però inciso sul programma: la pioggia ha provocato un ritardo di circa quattro ore prima dell’inizio dell’incontro.
Una volta scese in campo, la differenza di esperienza e livello tra le due giocatrici è apparsa evidente. Rybakina ha gestito il primo set e ha poi accelerato ulteriormente nel secondo, chiudendo rapidamente la partita.
Chi è Thea Frodin, la 17enne numero 585 del mondo
Per Thea Frodin, numero 585 del ranking mondiale, quella contro Rybakina rappresentava la prima apparizione agli US Open.
La giovane statunitense aveva ottenuto l’accesso al tabellone principale grazie alla vittoria del campionato nazionale Under 18, risultato che le aveva garantito una wild card.
La sua esperienza nel circuito professionistico è ancora limitata. Prima dell’esordio a New York, uno dei risultati più significativi della sua carriera era stata la finale del doppio junior a Wimbledon, disputata insieme a Julieta Pareja.
Da bambina interpretò Serena Williams in King Richard
La storia di Frodin ha attirato l’attenzione anche per un episodio avvenuto quando aveva 12 anni.
Mentre si allenava su un campo da tennis, venne notata da un responsabile del casting e successivamente scelta come controfigura della giovane Serena Williams nel film King Richard, uscito nel 2021.
La pellicola racconta la storia di Richard Williams, padre di Serena e Venus, interpretato sul grande schermo da Will Smith.
I video di Serena Williams per impararne i movimenti
Per prepararsi al ruolo, Frodin dovette studiare a lungo il modo di giocare di Serena Williams.
La giovane tennista guardò numerosi filmati della campionessa americana per riprodurne i movimenti e soprattutto la maniera di colpire la palla durante l’infanzia.
Terminata l’esperienza cinematografica, dovette però tornare rapidamente al proprio stile di gioco per evitare di modificare troppo il tennis costruito con i suoi allenatori.
L’ammirazione per le sorelle Williams
Frodin non ha mai nascosto la propria ammirazione per Serena e Venus Williams.
Già prima di partecipare al film conosceva perfettamente la carriera delle due campionesse e ha raccontato di essere sempre stata una loro grande tifosa. Interpretare, anche solo per una parte delle riprese, una sportiva che considerava un modello è stata per lei un’esperienza particolare.
A distanza di cinque anni da quel set cinematografico, Frodin è tornata sotto i riflettori in un contesto completamente diverso: non più davanti alle telecamere, ma sul campo degli US Open.
Ora Frodin prova a costruire la propria carriera
La sconfitta contro Rybakina non cambia il significato del primo Slam disputato dalla 17enne americana.
Frodin è ancora all’inizio del proprio percorso professionistico e sta cercando spazio nei tornei minori prima di provare a salire stabilmente di livello.
Per Rybakina, invece, il successo rappresenta il primo passo di un torneo nel quale l’obiettivo è molto più ambizioso: arrivare fino alle fasi decisive e continuare la corsa verso il titolo e il primato mondiale.