Paola Iezzi torna a X Factor e racconta la gavetta: “Non avevamo una lira”

Paola Iezzi ripercorre la sua carriera, dalla dura gavetta con la sorella Chiara al successo, passando per la separazione del duo e la nuova esperienza come giudice di X Factor.

Paola Iezzi si prepara a tornare dietro al bancone di X Factor. La cantante, 52 anni, sarà giudice del talent di Sky Uno per il terzo anno consecutivo, nella nuova edizione al via il 10 settembre, insieme a Jake La Furia, Francesco Gabbani e Irama. Un ritorno che arriva dopo il successo della scorsa stagione, conclusa con la vittoria di Rob, concorrente della sua squadra.

Intervistata da Repubblica, Iezzi ridimensiona però il peso del giudice nel risultato finale: «Ma la vittoria è tutta sua. Per noi significa aver fatto bene il nostro lavoro».

Dagli inizi nei locali alla gavetta con Chiara

Prima della popolarità, per Paola e Chiara Iezzi c’è stato un lungo periodo di formazione sul campo. Le due sorelle hanno cominciato esibendosi nei locali di Milano e suonando all’interno di una band. Un’esperienza che Paola considera fondamentale perché, prima ancora di diventare cantanti conosciute dal grande pubblico, entrambe sono state musiciste: «abbiamo imparato un mestiere».

All’epoca erano inoltre tra le poche donne inserite in un ambiente composto soprattutto da uomini. Una situazione che, secondo Iezzi, con il tempo è almeno parzialmente cambiata: «Oggi non è più così, almeno non del tutto, per fortuna».

Il confronto con il presente porta la cantante a riflettere anche sui meccanismi dell’industria discografica. Rispetto alla gavetta affrontata dalla sua generazione, oggi tutto procede a una velocità differente: «Oggi l’industria mette in mano macchine veloci ad autisti che non sanno ancora andare in bici. Prima le tappe erano più sudate, ora è saltato tutto».

Quella notte trascorsa sui lettini per i massaggi

Tra i ricordi degli anni precedenti al successo ce n’è uno che fotografa bene le difficoltà affrontate dalle due sorelle. Dopo un’esibizione sulla riviera ligure, Paola e Chiara si ritrovarono a trascorrere la notte all’interno di un centro estetico, dormendo sui lettini utilizzati per i massaggi: «Non avevamo una lira».

Per Paola sono proprio situazioni del genere quelle «in cui si vede se ci si crede davvero. E noi ci credevamo». Da quella gavetta è nata una convinzione che l’ha accompagnata anche nei periodi meno fortunati della carriera: «Per la musica si va avanti, sempre. Il successo va e viene. Dall’insuccesso s’impara».

L’incontro con Max Pezzali e la svolta del 1995

Il passaggio decisivo arriva nel 1995, quando Max Pezzali, alla ricerca di una band per gli 883, nota le due sorelle. Paola lo considera ancora oggi un mentore, paragonando il ruolo che ebbe allora a quello ricoperto adesso dai giudici di X Factor nei confronti dei concorrenti: «ciò che noi oggi siamo per i concorrenti».

Il rapporto con Pezzali è rimasto importante anche negli anni successivi. Iezzi lo descrive come «una persona splendida, oltre che un genio e un amico».

Da lì prende forma un percorso che porterà Paola e Chiara a costruire una lunga carriera insieme, attraversando il successo, la separazione artistica e infine il ritorno del duo.

Paola e Chiara, dalla sintonia alla separazione

Parlando del sodalizio con la sorella, Paola utilizza un’immagine molto netta: «Eravamo una macchina perfetta. Poi l’ingranaggio si è guastato». A un certo punto quella sintonia si è incrinata, con conseguenze inevitabili anche sulla loro collaborazione professionale.

A pesare, nel corso degli anni, sarebbe stata inoltre la sensazione di non vedere pienamente riconosciuto il valore del loro lavoro. «Nessuno riconosceva il merito delle nostre canzoni, che sono le antenate di quelle di Annalisa ed Elodie», sostiene Iezzi, facendo riferimento anche ai pregiudizi che potrebbero aver accompagnato il duo.

La riscoperta è arrivata successivamente, quando la generazione cresciuta ascoltando la loro musica ha raggiunto ruoli importanti nel settore. «È una bella soddisfazione essere ancora attuali».

Il 2027 segnerà trent’anni dal debutto di Paola e Chiara. Una ricorrenza per la quale Iezzi non esclude qualcosa di speciale: «Magari festeggeremo insieme».

Il ritorno a X Factor e il ruolo di giudice

A X Factor Paola Iezzi si è costruita la reputazione di giudice particolarmente severa. Una definizione che accetta soltanto in parte: «Ma giusta».

Il suo approccio nasce da due esigenze: proteggere i concorrenti e, allo stesso tempo, spingerli a confrontarsi con le difficoltà che una carriera musicale comporta. Per emergere, secondo la cantante, è necessario incontrare qualcuno disposto a credere nel proprio talento, ma è altrettanto importante imparare a sopportare la pressione.

Il talent rappresenta quindi un’occasione per acquisire esperienza e ottenere visibilità, senza nascondere gli aspetti meno semplici della professione. La musica nasce dalla passione, ma resta anche un lavoro e «può avere aspetti che, una volta dentro, magari non piacciono».

«Me l’hanno trasmesso loro, spero di potermi sdebitare»

Essere giudice significa per Iezzi andare oltre una semplice valutazione delle esibizioni. Chi siede al tavolo deve assumere contemporaneamente il ruolo di genitore, insegnante e psicologo, cercando di fornire ai concorrenti gli strumenti tecnici e l’atteggiamento necessario per affrontare il mondo della musica.

A 52 anni, Paola racconta infine di attraversare una nuova fase della propria carriera, caratterizzata da un entusiasmo che non pensava di poter ritrovare. Una spinta arrivata proprio dall’incontro con i giovani artisti passati da X Factor: «Me l’hanno trasmesso loro, spero di potermi sdebitare».

magazine Attualità