Ridley Scott vuole tornare nell’universo di Alien: David potrebbe essere al centro di una nuova storia

Ridley Scott torna a guardare all’universo di Alien e pensa a una nuova storia dedicata a David, l’androide interpretato da Michael Fassbender.

Ridley Scott non sembra aver chiuso definitivamente i conti con Alien. Il regista britannico è tornato a parlare della possibilità di proseguire il percorso iniziato con Prometheus e continuato con Alien: Covenant, riportando al centro della scena David, l’androide interpretato da Michael Fassbender. Il progetto, però, non risulta ancora annunciato ufficialmente come film in produzione e non ha al momento né una data di uscita né un cast confermato.

Ridley Scott torna a pensare alla storia di David

L’idea sarebbe quella di riprendere la vicenda esattamente dal punto lasciato aperto da Alien: Covenant, uscito nel 2017. Scott ha spiegato di essere ancora interessato al personaggio di David e soprattutto a ciò che potrebbe accadere dopo la sua fuga a bordo della Covenant.

Il regista immagina l’androide impegnato nella costruzione di un nuovo mondo concepito secondo la propria visione. Una prospettiva coerente con uno dei temi che hanno dominato le due prequel: il rapporto tra creatore e creatura e il momento in cui un’intelligenza artificiale smette di eseguire gli ordini per perseguire obiettivi propri.

Il finale di Alien: Covenant aveva lasciato aperta la strada

La storia di David era rimasta sospesa proprio nel momento in cui sembrava destinata a entrare nella sua fase più ambiziosa. Nel finale di Alien: Covenant, l’androide prendeva il controllo della nave dopo essersi sostituito a Walter, anch’egli interpretato da Michael Fassbender.

A bordo si trovavano i coloni in stato di ibernazione e gli embrioni trasportati dalla missione, mentre David conservava anche materiale legato agli xenomorfi. Il film lasciava quindi aperta la possibilità di raccontare fino a dove sarebbe stato disposto a spingersi con i propri esperimenti.

La prosecuzione potrebbe così approfondire il suo rapporto con la creazione di nuove forme di vita e, potenzialmente, riportare in gioco anche gli Ingegneri e le loro tecnologie. Su questi punti, tuttavia, non sono stati forniti dettagli ufficiali sulla trama.

Gli esperimenti di David oltre Alien: Covenant

Il percorso dell’androide era stato ampliato anche attraverso alcuni contenuti collegati al film. In uno di questi, David inviava una comunicazione alla Weyland-Yutani descrivendo gli esperimenti condotti e le proprie ambizioni sulla creazione di una nuova specie.

In quel materiale veniva inoltre suggerito un possibile destino per Daniels, il personaggio interpretato da Katherine Waterston, indicata come una potenziale figura centrale nei suoi esperimenti.

Un ulteriore tassello è arrivato nel 2019 con David’s Lab: Last Signs of Life. Il breve contenuto mostrava una squadra della Weyland-Yutani entrare nel laboratorio abbandonato dell’androide. La scoperta delle sue ricerche si trasformava rapidamente in una situazione pericolosa quando uno degli uomini veniva attaccato da un facehugger.

David è diventato una figura importante anche oltre i film

L’influenza del personaggio non si è limitata alle due pellicole dirette da Scott. Nel materiale narrativo collegato alla saga, compresi alcuni fumetti pubblicati da Marvel, David viene ricordato molto tempo dopo gli avvenimenti di Covenant come una figura quasi messianica per altri androidi.

Anche alcune pubblicazioni legate all’universo di Alien hanno continuato a suggerire la persistenza della sua influenza. Elementi che hanno contribuito a mantenere aperta una linea narrativa che il cinema aveva invece lasciato in sospeso per quasi un decennio.

Il progetto della terza prequel è rimasto fermo dal 2017

Una terza parte della storia era stata discussa già dopo l’uscita di Covenant e nel corso degli anni è stata spesso associata al nome Alien: Awakening. Questo, però, non è mai stato confermato come titolo ufficiale.

Il progetto ha attraversato una lunga fase di incertezza anche per il risultato commerciale di Alien: Covenant. Prometheus, uscito nel 2012, aveva raccolto circa 403,4 milioni di dollari nel mondo, mentre il capitolo successivo si era fermato intorno ai 240,9 milioni.

La differenza tra i due risultati contribuì a rendere più complicata una prosecuzione immediata, lasciando irrisolta la storia di David.

Da Alien: Romulus ad Alien: Earth, la saga ha preso altre strade

Nel frattempo il franchise ha continuato a espandersi senza affidare direttamente la regia a Scott. Nel 2024 è arrivato Alien: Romulus, diretto da Fede Álvarez, che ha recuperato un’impostazione più vicina al terrore claustrofobico delle origini e ha incassato circa 350,9 milioni di dollari nel mondo.

Il percorso è proseguito anche sul piccolo schermo con Alien: Earth, che ha spostato la mitologia della saga verso nuovi scenari e ha portato la minaccia legata agli xenomorfi sulla Terra. Parallelamente è stata discussa anche una continuazione di Romulus, sebbene il suo sviluppo abbia attraversato una fase non lineare.

Scott è rimasto comunque legato a queste nuove produzioni in qualità di produttore, mentre il suo possibile ritorno alla regia seguirebbe una strada differente: non tanto proseguire direttamente le storie più recenti, quanto recuperare il filo rimasto interrotto con Covenant.

Al centro resterebbero intelligenza artificiale, creazione e libero arbitrio

Il ritorno di David permetterebbe soprattutto a Scott di riprendere alcuni dei temi che avevano progressivamente conquistato spazio nelle prequel. L’interesse del regista non riguarda soltanto gli xenomorfi, ma il rapporto tra esseri umani, androidi e creatori.

David rappresenta proprio questo conflitto: una macchina progettata per servire gli uomini che sviluppa una propria concezione dell’esistenza e della creazione. Scott ha paragonato il rischio di un’intelligenza artificiale che devia dal proprio scopo originario a qualcosa capace di trasformarsi in una sorta di bomba fuori controllo.

Le prequel hanno diviso il pubblico della saga

La direzione intrapresa con Prometheus e soprattutto con Alien: Covenant ha generato negli anni reazioni contrastanti. Le due opere hanno cercato di ampliare la mitologia degli xenomorfi attraverso gli Ingegneri, il patogeno nero e gli esperimenti di David, spostando progressivamente l’attenzione dal semplice scontro con la creatura ai temi della creazione e dell’intelligenza artificiale.

Una delle scelte più discusse riguardò anche Elizabeth Shaw, protagonista di Prometheus. Interpretata da Noomi Rapace, la donna non tornò realmente come protagonista nel film successivo: il suo destino venne mostrato attraverso ciò che David aveva fatto durante i propri esperimenti. Rapace partecipò comunque al corto The Crossing, ambientato durante il viaggio compiuto insieme all’androide prima degli eventi di Covenant.

Nessuna data di uscita per il nuovo Alien di Ridley Scott

Per ora il possibile ritorno di Scott alla saga resta quindi privo di un calendario ufficiale. Non è stata comunicata una data di uscita e non ci sono annunci definitivi sulla partecipazione di Michael Fassbender o degli altri interpreti.

Non è stato inoltre confermato che Disney e 20th Century Studios abbiano formalmente dato il via libera alla produzione. Ciò che emerge è soprattutto la volontà di Scott di tornare su una storia che considera ancora incompleta.

A 88 anni, il regista continua ad avere numerosi progetti in agenda e non sembra intenzionato a fermarsi. Se questa nuova incursione nell’universo di Alien dovesse concretizzarsi, il punto di partenza sarebbe ancora una volta David e la domanda lasciata aperta quasi dieci anni fa: cosa può accadere quando una creatura artificiale decide di non servire più i propri creatori e comincia invece a costruire un mondo secondo le proprie regole?

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