Il Gattopardo stasera su Rai 1: trama, cast e curiosità sul capolavoro di Visconti

Il Gattopardo torna stasera su Rai 1 nella versione restaurata: trama, cast e curiosità sul capolavoro di Luchino Visconti con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale.

Il Gattopardo torna in prima serata in televisione. Stasera, mercoledì 26 agosto, alle 21.30 su Rai 1, va in onda la versione restaurata del capolavoro diretto da Luchino Visconti, tratto dal romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Un film che ha segnato la storia del cinema italiano, sostenuto da un cast internazionale con Burt Lancaster, Alain Delon e Claudia Cardinale e premiato con la Palma d’oro al Festival di Cannes.

Il Gattopardo stasera su Rai 1

La versione proposta è quella restaurata dalla Cineteca di Bologna, che restituisce tutta la forza visiva dell’opera di Visconti.

Il film, realizzato nel 1963, nasce dal romanzo omonimo pubblicato postumo nel 1958, due anni dopo la morte di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. La storia mette insieme vicende familiari e grandi trasformazioni politiche, raccontando il passaggio dalla Sicilia borbonica al nuovo Regno d’Italia.

La trama de Il Gattopardo

La vicenda è ambientata nel maggio del 1860, subito dopo lo sbarco di Garibaldi in Sicilia. Don Fabrizio Corbera, principe di Salina, osserva con lucidità e malinconia il declino dell’aristocrazia alla quale appartiene e la contemporanea ascesa di una nuova classe borghese.

Come ogni anno, il principe si trasferisce con la famiglia nella residenza estiva di Donnafugata. Qui entra in scena Calogero Sedara, nuovo sindaco e rappresentante di una borghesia emergente, capace di sfruttare i cambiamenti in corso per conquistare ricchezza e potere.

Tancredi, Angelica e il nuovo mondo che avanza

Uno dei personaggi centrali è Tancredi, nipote prediletto del principe, interpretato da Alain Delon. Il giovane comprende prima degli altri che, per continuare a contare, sarà necessario adattarsi al nuovo ordine.

Pur avendo mostrato attenzione per Concetta, figlia di don Fabrizio, Tancredi sceglie di legarsi ad Angelica Sedara, interpretata da Claudia Cardinale. Bellissima e dotata di un importante patrimonio, Angelica rappresenta simbolicamente l’incontro tra la vecchia aristocrazia e la nuova borghesia.

È proprio Tancredi a pronunciare una delle frasi diventate più celebri del film: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi».

Un cast diventato leggendario

A interpretare il principe Fabrizio di Salina è Burt Lancaster, chiamato a dare volto a uno dei personaggi più complessi dell’opera. Accanto a lui ci sono Alain Delon nei panni di Tancredi e Claudia Cardinale in quelli di Angelica.

Nel cast figura anche Romolo Valli. La scelta degli interpreti contribuì a dare al progetto una dimensione internazionale e, nel caso di Lancaster, risultò importante anche per favorire la distribuzione del film negli Stati Uniti.

La travagliata nascita del film

La realizzazione de Il Gattopardo non fu semplice. Dopo il grande successo del romanzo, i diritti cinematografici furono acquistati dalla Titanus di Goffredo Lombardo.

Prima di Visconti, il progetto era stato affidato a Mario Soldati e successivamente a Ettore Giannini. Entrambi furono però sostituiti in seguito a divergenze creative. Con l’arrivo di Visconti la trasposizione trovò la propria forma definitiva.

Giannini aveva immaginato una versione maggiormente concentrata sugli avvenimenti del Risorgimento, mentre Visconti scelse di mantenere un equilibrio tra dimensione storica, rapporti familiari e trasformazioni personali.

Un kolossal costato quasi tre miliardi di lire

Visconti puntò fin dall’inizio a realizzare un’opera di grandi dimensioni. Il budget crebbe fino a raggiungere quasi tre miliardi di lire.

L’ingaggio di Burt Lancaster, già star internazionale, servì anche a garantire una distribuzione sul mercato americano, ma i costi elevatissimi contribuirono comunque alle difficoltà economiche della Titanus.

La cura dei particolari fu uno degli elementi che resero il film così costoso, con scenografie elaborate, numerose comparse, costumi e ambientazioni ricostruite con estrema attenzione.

Le riprese in Sicilia e il palazzo costruito in 45 giorni

Gran parte del film venne girata in Sicilia. Per rappresentare la residenza dei Salina fu utilizzata Villa Boscogrande, mentre il paese di Donnafugata venne ricreato a Ciminna, in provincia di Palermo.

Qui fu costruita appositamente la facciata del palazzo del principe, completata in appena 45 giorni. Il lavoro sulle scenografie contribuì a creare quell’imponente ricostruzione dell’Ottocento siciliano che ancora oggi rappresenta uno degli elementi distintivi del film.

La celebre scena del ballo

Tra le sequenze più famose de Il Gattopardo c’è quella del ballo, della durata di oltre 44 minuti, girata a Palazzo Valguarnera-Gangi a Palermo.

Visconti volle una ricostruzione estremamente accurata. Le sale furono arredate con mobili, quadri e arazzi autentici, messi a disposizione anche da famiglie nobiliari e da Gioacchino Lanza Tomasi, figlio adottivo dello scrittore.

L’illuminazione fu realizzata utilizzando migliaia di candele, una scelta che regalò alla scena un effetto particolarmente suggestivo ma rese il lavoro molto impegnativo per attori, tecnici e comparse.

Il valzer e la fotografia di Giuseppe Rotunno

La coreografia del celebre valzer fu affidata ad Alberto Testa. La sequenza, costruita sulla combinazione tra movimento, musica e messa in scena, è diventata uno dei momenti più riconoscibili dell’intera pellicola.

Fondamentale fu anche il lavoro del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno, premiato con il Nastro d’argento. L’uso della luce e del colore contribuì a trasformare numerose inquadrature in veri e propri quadri d’epoca.

Il doppiaggio e i contrasti dietro le quinte

Anche il doppiaggio generò qualche tensione. Burt Lancaster ebbe la voce italiana di Corrado Gaipa, mentre Alain Delon fu doppiato da Carlo Sabatini.

Claudia Cardinale, inizialmente disponibile a essere doppiata, non apprezzò il fatto che non tutti gli interpreti venissero affidati a voci siciliane, come era stato inizialmente previsto.

Dalla Palma d’oro al successo in Italia

Il Gattopardo conquistò la Palma d’oro al Festival di Cannes e ottenne un enorme successo nelle sale italiane. Con oltre 12 milioni di spettatori, diventò uno dei maggiori risultati cinematografici della stagione.

La sorte fu diversa negli Stati Uniti, dove venne distribuita una versione accorciata di circa mezz’ora senza il consenso di Visconti. I tagli contribuirono a una ricezione molto più fredda rispetto a quella ottenuta in Italia.

Con il passare degli anni il giudizio internazionale è però cambiato profondamente e il film è stato progressivamente riconosciuto come una delle opere fondamentali della cinematografia italiana.

Il romanzo rifiutato prima del successo

Anche il libro da cui è tratto il film ebbe una storia complessa. Giuseppe Tomasi di Lampedusa non vide la pubblicazione della propria opera, uscita nel 1958, due anni dopo la sua morte.

Il manoscritto era stato inizialmente rifiutato da diversi editori prima di arrivare alla pubblicazione grazie all’intervento di Giorgio Bassani. Il successo fu immediato e nel 1959 il romanzo conquistò il Premio Strega.

Da quel momento Il Gattopardo è diventato uno dei testi più conosciuti della letteratura italiana del Novecento.

Il giudizio di Martin Scorsese e il restauro

Tra i grandi estimatori della pellicola c’è Martin Scorsese, che ha definito Il Gattopardo «una delle più grandi esperienze visive della storia del cinema» e lo ha inserito tra i suoi film preferiti.

Scorsese è stato inoltre tra i principali sostenitori del lavoro di restauro che ha permesso di recuperare la ricchezza cromatica e visiva dell’opera di Visconti.

Un film che continua a parlare del cambiamento

A oltre sessant’anni dalla sua realizzazione, Il Gattopardo continua a raccontare il passaggio tra due epoche attraverso lo sguardo di un uomo consapevole di appartenere a un mondo destinato a scomparire.

Il declino dell’aristocrazia, l’avanzata della borghesia, il rapporto tra interesse e sentimento e la capacità di adattarsi ai cambiamenti sono gli elementi che attraversano l’intero racconto. Mercoledì 26 agosto, alle 21.30 su Rai 1, il film torna così in prima serata nella sua versione restaurata.

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