Una giornata scandita da incontri, applausi e migliaia di persone lungo le strade tra San Marino, Pennabilli e Rimini. Papa Leone XIV ha concluso sabato 22 agosto una visita intensa, culminata nel passaggio al Meeting di Rimini, nell’incontro con le persone fragili in Cattedrale e nella messa al porto. Nel suo intervento ha insistito su pace, libertà, giustizia e responsabilità, rivolgendosi in particolare ai giovani.
L’arrivo a San Marino e il bagno di folla
La giornata è iniziata con l’arrivo in elicottero nella Repubblica di San Marino. Leone XIV è stato accolto dai Capitani Reggenti Alice Mina e Vladimiro Selva e da centinaia di fedeli assiepati lungo il percorso verso il centro storico.
In piazza della Libertà il Pontefice ha salutato la popolazione dal balcone di Palazzo Pubblico e, poco prima, ha preso tra le braccia un neonato benedicendolo. Nel suo intervento alle autorità ha richiamato il valore della libertà personale e civile: «Non c’è vera libertà civile senza libertà personale, cioè senza il rispetto e la promozione della dignità della persona umana, di cui la libertà è una componente essenziale».
L’appello ai giovani: «Non abbiate paura di fare scelte esigenti»
Durante l’incontro nella Basilica di San Marino, Leone XIV si è rivolto in modo particolare ai più giovani.
«Non abbiate paura di fare scelte esigenti, come il matrimonio, la consacrazione, il ministero ordinato, la vita professionale, l’impegno sociale e politico – ha detto il Papa, rivolgendosi in particolare ai giovani, nel discorso nella basilica -; preparatevi nel modo migliore possibile alle responsabilità che vi attendono. Lasciatevi coinvolgere in iniziative e progetti di carità e di giustizia. Così contribuirete anche voi a dare una testimonianza di pace che parla al mondo».
Nello stesso intervento ha osservato: «Viviamo in un mondo ferito da molti conflitti, in cui con preoccupazione si vedono aumentare violenze, chiusure, paura dell’altro. Di fronte a queste derive inquietanti, la nostra risposta non può che essere quella di camminare con ancora maggiore convinzione sulla via del Vangelo».
La tappa a Pennabilli prima del Meeting
Lasciata San Marino, il Pontefice ha raggiunto Pennabilli, dove ha trascorso una pausa privata con le monache agostiniane del monastero Sant’Antonio da Padova.
La visita è stata vissuta come un momento particolarmente significativo dalla comunità locale. Dopo il pranzo, Leone XIV ha salutato le persone presenti prima di ripartire in elicottero verso Rimini.
L’arrivo al Meeting tra cori e applausi
Nel pomeriggio il Papa è atterrato alla Fiera di Rimini, dove secondo gli organizzatori erano presenti circa 60mila persone. L’accoglienza è stata calorosa, con applausi e cori scanditi soprattutto dai giovani.
Nel Villaggio Ragazzi, Leone XIV ha rivolto un saluto spontaneo: «Grazie. Gli applausi più forti devono essere per Gesù Cristo, di cui siamo tutti discepoli. Ci sono tante opportunità qui per riflettere sulla vita e la società. Il nostro cuore che è così grande e capace di amare non deve mai chiudersi. Dobbiamo lavorare per costruire un mondo di pace e di amore».
«È l’ora della responsabilità»
Nel suo discorso al Meeting, Leone XIV ha legato il tema dell’edizione alla necessità di assumersi una responsabilità concreta davanti ai problemi del presente.
«Come ci ha insegnato il Concilio Vaticano II, ‘le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore’. Sì, cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura».
Il Pontefice ha definito il Meeting «un crocevia per la Chiesa e per la società, un incontro che moltiplica gli incontri e ispira nuovi cammini».
Il messaggio sulla pace e sul confronto
Uno dei passaggi centrali ha riguardato il rapporto tra persone, istituzioni e conflitti.
«Prima di confini, definizioni e istituzioni, ci sono le persone», ha affermato Leone XIV, sottolineando che «l’umanità ha fame e sete di giustizia».
Sul tema della pace ha aggiunto: «Anche oggi la pace è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi».
E rivolgendosi ai giovani ha detto: «Cari giovani, siete tanti qui, parecchi come volontari. Siete segno che il futuro è una promessa, non una minaccia!».
«Liberiamo la tecnologia e la finanza dai business della morte»
Il Papa ha poi lanciato un appello contro gli squilibri sociali ed economici.
«Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte. A partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo, smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di povertà e diseguaglianze, della guerra e dei disastri ambientali. Disarmiamo lo sviluppo tecnologico quando si fa pervasivo e distruttivo. Occorrono pionieri coraggiosi, che comincino dalla propria inversione di rotta a rendere convincente e credibile la conversione richiesta a tutti».
L’incontro con le persone fragili in Duomo
Dopo il Meeting, Leone XIV ha raggiunto il Tempio Malatestiano per incontrare oltre 500 persone tra ammalati, disabili, detenuti, persone senza fissa dimora, ex vittime della tratta, persone in recupero dalle dipendenze e anziani soli.
«Questa è la Cattedrale di Rimini, e qui voi siete a casa! Sì, perché il Signore Gesù, quando incontrava persone malate, o con disabilità, o povere, le accoglieva e le metteva al centro, per guarirle, per restituire loro una vita secondo la loro dignità. Così mostrava a tutti i segni dell’amore di Dio, della sua infinita misericordia. Così dobbiamo fare anche noi: – ha osservato Papa Leone – lasciarci guarire da Gesù, lasciarci perdonare, convertire, e poi camminare insieme nella sua Chiesa, la comunità che Lui ha formato per portare a tutti il Vangelo della sua vittoria sul peccato e sulla morte».
Al termine gli è stato consegnato uno scrigno realizzato da alcuni detenuti e contenente lettere indirizzate al Pontefice.
La conclusione al porto di Rimini
La giornata si è chiusa al porto di Rimini, dove circa 40mila persone hanno atteso Leone XIV per la celebrazione della messa.
Una conclusione coerente con il filo conduttore dell’intera visita: la centralità delle persone, il richiamo alla libertà e alla responsabilità e l’invito a costruire relazioni capaci di superare paura, sospetto e divisioni.