A sei giorni dalla morte di Hayden Panettiere, trovata priva di sensi in un appartamento di Greenville, in Carolina del Sud, l’indagine resta aperta. Nel frattempo Brian Hickerson, compagno a fasi alterne dell’attrice e presente nell’abitazione quando sono arrivati i soccorsi, ha rotto il silenzio attraverso il proprio avvocato. Intorno alla vicenda continuano inoltre a emergere testimonianze e ricostruzioni sulla loro relazione, segnata negli anni anche da episodi di violenza domestica.
Brian Hickerson rompe il silenzio
Finora Hickerson non aveva commentato pubblicamente la morte dell’attrice. A parlare è stato il suo legale, Sloan Ellis, con una breve dichiarazione.
«La morte di Hayden è ancora oggetto di indagine ed è importante permettere che tale indagine continui», ha spiegato.
L’avvocato ha inoltre ricordato che, secondo quanto comunicato dalle autorità, «la polizia ha confermato che non c’erano indicazioni che si trattasse di un crimine». Per rispetto dell’indagine e delle persone vicine a Hayden, non sono stati annunciati ulteriori commenti.
Nessun trauma rilevato dall’autopsia
La causa ufficiale della morte di Hayden Panettiere non è ancora stata resa nota.
Gli accertamenti iniziali della polizia non avrebbero evidenziato elementi riconducibili a un reato e l’autopsia non avrebbe riscontrato segni di trauma. Le verifiche, tuttavia, stanno proseguendo per ricostruire le ultime ore dell’attrice.
Nell’indagine sarebbe stata coinvolta anche la DEA, mentre gli investigatori hanno cercato di acquisire le immagini delle telecamere di sicurezza del complesso residenziale.
Brian Hickerson e suo fratello Zach erano presenti nell’appartamento. Nel rapporto della polizia viene inoltre indicato che Hickerson avrebbe mostrato agli agenti una borsa contenente alcuni farmaci che, secondo quanto riferito, appartenevano all’attrice.
La visita della polizia alla casa della famiglia Hickerson
Nei giorni successivi alla morte di Panettiere, due pattuglie si sono recate presso un’abitazione legata alla famiglia Hickerson in Carolina del Sud.
La presenza degli agenti aveva sollevato nuovi interrogativi, ma la polizia ha successivamente precisato che si trattava esclusivamente di un controllo sul benessere dei familiari e che l’intervento non era collegato direttamente all’indagine sulla morte dell’attrice.
Una relazione iniziata nel 2018
Panettiere e Hickerson si erano conosciuti nel 2018, dopo la fine della relazione dell’attrice con Wladimir Klitschko, padre di sua figlia Kaya.
Il loro rapporto è stato caratterizzato nel tempo da separazioni e riavvicinamenti, ma anche da gravi vicende giudiziarie. Hickerson venne arrestato nel 2019 per violenza domestica e tornò ad avere problemi con la giustizia l’anno seguente.
Nel 2021 fu condannato per due reati gravi legati alla violenza domestica contro Panettiere, mentre altri capi d’accusa furono ritirati nell’ambito di un accordo. Ricevette anche una pena detentiva e un ordine restrittivo della durata di cinque anni.
La richiesta respinta pochi giorni prima della morte di Hayden
Tre giorni prima della morte dell’attrice, Hickerson si era presentato davanti a un tribunale di Los Angeles per chiedere che quelle due condanne venissero eliminate o ridimensionate.
La Procura si è opposta alla richiesta e il giudice l’ha respinta.
Poco dopo, Hickerson avrebbe viaggiato insieme a Hayden da Los Angeles alla Carolina del Sud, dove la donna è morta il giorno successivo al loro arrivo.
Hayden avrebbe assunto una sicurezza privata
Ulteriori ricostruzioni riguardano gli ultimi mesi del rapporto tra i due.
Secondo una fonte citata dalla stampa statunitense, Panettiere avrebbe assunto una sicurezza privata dopo che Hickerson era tornato nella sua vita all’inizio dell’anno chiedendole un posto dove vivere.
L’attrice gli avrebbe inizialmente consentito di restare temporaneamente, ma in seguito sarebbe stato necessario l’intervento della sicurezza per farlo uscire dall’abitazione. Uno degli addetti sarebbe rimasto con lei per impedire un eventuale ritorno.
La stessa fonte sostiene che l’attrice avrebbe trovato anche delle telecamere installate nella propria casa durante il periodo in cui Hickerson vi soggiornava. Questo particolare, tuttavia, non è stato confermato dalle autorità.
Una vicina: «Chiamai più volte il 911»
A parlare è stata anche Mia Terrazzas, ex vicina di Hayden a West Hollywood.
La donna ha raccontato di aver chiamato il numero di emergenza «almeno una mezza dozzina di volte» per episodi avvenuti nell’abitazione dell’attrice e ha dichiarato di avere paura di Hickerson.
Secondo altre ricostruzioni, nel condominio sarebbero comparsi anche avvisi che invitavano i residenti a contattare immediatamente il 911 qualora avessero visto Hickerson nella proprietà.
Hayden aveva già raccontato quanto fosse difficile allontanarsi
La stessa Panettiere aveva parlato pubblicamente delle difficoltà incontrate nel chiudere definitivamente rapporti segnati dagli abusi.
In un’intervista rilasciata nei mesi precedenti aveva spiegato come, anche dopo essere riuscita ad allontanarsi, alcune persone riuscissero a trovare il modo di rientrare nella sua vita.
Il tema era stato affrontato anche nelle sue memorie, This Is Me: A Reckoning, dove aveva descritto la difficoltà di interrompere un rapporto tossico e la speranza, coltivata a lungo, che Hickerson potesse cambiare.
L’indagine sulla morte resta aperta
Negli ultimi giorni della sua vita Hayden Panettiere e Brian Hickerson erano dunque tornati nuovamente vicini. Lui si trovava in Carolina del Sud quando l’attrice è stata trovata priva di sensi.
Al momento, però, le autorità continuano a ribadire che gli accertamenti iniziali non hanno evidenziato elementi riconducibili a un crimine e che l’autopsia non ha rilevato traumi. La causa ufficiale della morte resta ancora da determinare, mentre gli investigatori stanno proseguendo il lavoro per ricostruire con precisione cosa sia accaduto nelle ultime ore dell’attrice.