I Kasabian sono pronti ad aprire una nuova fase della loro storia. Il 4 settembre uscirà Act III, album che arriva dopo sei anni complessi per la band britannica. A raccontare il significato del progetto è Sergio “Serge” Pizzorno, leader e principale autore del gruppo, in un’intervista al Corriere della Sera.
“Act III” chiude un periodo difficile
Il titolo del disco nasce dalla passione di Pizzorno per cinema e teatro e rappresenta simbolicamente la conclusione di un lungo capitolo. «Ora ci troviamo nel terzo atto, quello in cui tutti i fili della storia si riuniscono. Abbiamo voluto sottolineare questo momento autobiografico per dire: dopo un periodo folle, siamo alla fine, possiamo voltare pagina per il prossimo album e andare avanti completamente, esplorando altri pianeti».
La svolta più dolorosa arrivò sei anni fa con l’allontanamento dell’allora frontman Tom Meighan, successivamente condannato per violenza domestica. Fu Pizzorno, già responsabile della parte creativa, a prendere la guida della formazione. «Ma certo, abbiamo passato dei periodi neri e molto dolorosi. Però poi siamo riusciti anche a ritrovare grandissima gioia nello stare insieme. È stata un’alternanza di tragico e bellissimo».
Dal DNA dei Kasabian al nuovo ruolo di frontman
Ad aprire Act III sarà Soulmate, scelta proprio per il suo legame con il suono storico della band. «Mi piace l’idea che ci sia un dna-Kasabian, che si senta una canzone e si possa dire “so chi sono questi”».
Diventare frontman ha inoltre modificato il rapporto di Pizzorno con il pubblico. Cantare personalmente ciò che ha scritto gli permette di ricevere direttamente l’emozione delle sue parole. Un rapporto particolarmente forte con l’Italia: «Non riesco a credere, ad esempio, che quel che ho scritto nella mia camera da letto venga cantato da persone che si trovano a Milano o a Napoli».
Pizzorno contro l’ossessione per i social
Tra i temi affrontati nel nuovo lavoro c’è anche il rapporto con il mondo digitale. Pizzorno osserva con preoccupazione un’industria nella quale la capacità di promuoversi online rischia di diventare importante quanto quella artistica.
«Ci sono artisti bravi con i social che però scrivono canzoni terribili e artisti eccezionali che però nessuno vede perché non vogliono svendersi in quel mondo». Secondo il musicista, proprio questi ultimi possono essere i talenti più interessanti, capaci di trasformarsi quando salgono sul palco.
“Say You”, il dolore diventa musica
Il disco si conclude con Say You, uno dei momenti più personali. Negli ultimi anni Pizzorno ha perso amici e parenti e ha voluto raccontare la consapevolezza di vedere una persona cara per l’ultima volta. «Di base, scrivo di quello che non so affrontare».
Act III diventa così il punto d’arrivo di sei anni segnati da crisi, trasformazioni e ripartenze. Per i Kasabian è la chiusura di un capitolo, prima di ricominciare con una storia nuova.