Serena Rossi: “Essere nata a Napoli è un bellissimo peso. La serie sulla famiglia Panini? Un progetto stupendo”

Serena Rossi si racconta a Radio Kiss Kiss: dal successo del tour "Serenata a Napoli" alla nuova serie sulla famiglia Panini, passando per la vita privata e il rapporto con il figlio Diego. È un'intervista del marzo 2026, che oggi riproponiamo nella raccolta delle conversazioni più significative dell'anno.

Serena Rossi si è raccontata ai microfoni di Radio Kiss Kiss durante una puntata speciale di “Fuori Tutto”, condotta da Pippo Pelo. Un’intervista che ha attraversato musica, televisione, cinema e vita privata, partendo dal legame con Napoli e arrivando ai nuovi progetti professionali, senza dimenticare il tour “Serenata a Napoli” e il rapporto con il figlio Diego.

Serena Rossi e il legame con Napoli: «Essere nati qui lascia un’impronta»

La chiacchierata è partita inevitabilmente da Napoli, città che Serena Rossi sente profondamente dentro il proprio percorso artistico e personale. Per l’attrice e cantante, nascere nel capoluogo campano significa crescere con un patrimonio culturale particolare, capace di accompagnare un artista anche quando si allontana dalla propria terra.

«Io penso che per i napoletani in generale, ma anche proprio per gli artisti napoletani, l’essere nati qui ti lascia un’impronta e anche un bagaglio proprio culturale importante da portarsi dietro, che non è un peso ma è un bellissimo peso. È una grande responsabilità anche quella di avere radici qui e quindi di avere inevitabilmente dentro un magma, qualcosa di speciale che si muove».

Un sentimento che Serena Rossi sta portando direttamente sul palco attraverso il suo nuovo progetto musicale.

«Questa mia voglia di raccontarla, questa città, in questo periodo è tantissima e con questo spettacolo che sto portando in giro cerco di raccontare anche un po’ la sua storia, la sua musica».

L’artista ha affrontato anche il tema delle polemiche che spesso accompagnano Napoli e i suoi protagonisti, invitando a non trasformare ogni discussione in una contrapposizione tra la città e il resto d’Italia.

«Faccio una piccola critica a noi napoletani, lo dico da napoletana innamorata: c’è anche una sorta di vittimismo, ci piace un po’ piangerci addosso. E questa cosa un po’ mi fa arrabbiare, perché uno si deve anche elevare».

Secondo Serena, il valore di un artista dovrebbe venire prima della sua provenienza geografica.

«Io penso che Peppe Iodice sia un bravissimo comico, un bravissimo attore, super seguito e super amato. Sal Da Vinci è un bravissimo cantante, che sa cantare da Dio, con una canzone che sta avendo molto successo. Ora dire “il cantante è napoletano, l’attore è napoletano”… sì, ok, è un dettaglio».

“Serenata a Napoli”, il progetto che porta la tradizione in giro per l’Italia

Grande spazio è stato dedicato a “Serenata a Napoli”, diventato insieme uno spettacolo dal vivo e un progetto discografico. Pippo Pelo, dopo aver assistito personalmente a una delle date, ha sottolineato l’intensità del rapporto che si crea tra Serena Rossi e il pubblico.

L’artista ha raccontato con entusiasmo un tour che sta attraversando numerose città italiane e che tornerà anche a Napoli.

«Adesso giro, vado a Firenze, Milano, La Spezia, insomma tante date. Io torno a Napoli perché qua tutto esaurito, la gente vuole venire a vedere questo spettacolo. Sono super felice e vi aspetto il 9 luglio all’Arena Flegrea, per una serata sotto le stelle dove cantiamo tutti quanti insieme».

Alla base dello spettacolo c’è un lavoro approfondito sui grandi brani della tradizione napoletana, riletti attraverso gli arrangiamenti del maestro Valeriano Chiaravalle.

«Ha fatto degli arrangiamenti che secondo me hanno un grande rispetto per la tradizione, ma gli ha dato un nuovo vestito, gli ha tolto un po’ di polvere a queste canzoni e le ha cucite proprio addosso su di me».

Sul palco, inoltre, Serena Rossi ha scelto di lasciare spazio alla dimensione più autentica della musica dal vivo.

«Io in scena ho sei musicisti che sono straordinari. Tutte le sere suoniamo tutto live, non abbiamo sequenze, non abbiamo click. Il tempo e il ritmo li detta il cuore, il respiro».

«Queste canzoni non vanno cantate, vanno vissute»

Il rapporto di Serena Rossi con il repertorio napoletano non si limita all’interpretazione vocale. Ogni brano diventa per lei una storia da accompagnare e spiegare al pubblico, soprattutto a chi non conosce direttamente il dialetto o il contesto nel quale quelle canzoni sono nate.

«Sono troppo belle, sono una più bella dell’altra. Queste canzoni non vanno cantate, vanno interpretate, vanno vissute».

Ed è proprio questo uno degli obiettivi principali dello spettacolo:

«Io le introduco, le racconto e la mia premura è quella di far capire al pubblico il testo, il significato, il messaggio, sia che sia un pubblico napoletano che non napoletano. Voglio far arrivare quante più parole possibili».

Dalla musica alla serie sulla famiglia Panini

Tra una tappa del tour e l’altra, Serena Rossi ha trovato spazio anche per un nuovo importante progetto televisivo. L’attrice sarà infatti protagonista di una serie dedicata alla storia della famiglia Panini, destinata a Rai 1.

«È stato un progetto stupendo che ho girato nelle pause teatrali. Ho interrotto il tour per girare questa serie che si intitola “La famiglia Panini”, sulla storia della famiglia Panini di Modena, quella delle figurine».

Serena interpreterà Olga Panini, figura centrale nella nascita di quella che negli anni sarebbe diventata un’azienda conosciuta in tutto il mondo.

«Io sono la mamma di questa famiglia, che era matriarcale. Olga Panini è rimasta vedova a 40 anni nel 1940 con otto figli, nel pieno della guerra. Non sapeva neanche come far mangiare questi bambini».

Da una situazione durissima nacque però un’intuizione destinata a cambiare la storia della famiglia.

«Ha rilevato l’edicola della piazza di Modena e da lì ha avuto questa intuizione di creare delle bustine sorpresa che vendeva con dentro degli oggettini presi dentro casa, da bottoni a francobolli. I figli poi, crescendo, ognuno con la propria genialità, ha portato qualcosa a questa idea delle bustine sorpresa, facendole diventare poi le figurine dei calciatori e l’album che raccoglie le figurine».

Per Serena Rossi si tratta soprattutto di una storia italiana che merita di essere raccontata.

«Sembra un’idea piccola, ma in realtà è stata una rivoluzione. È la storia di una famiglia italiana di cui essere molto fieri e molto orgogliosi».

Serena Rossi tra canto e recitazione: «Sono due grandi passioni»

Durante “Fuori Tutto”, Pippo Pelo ha provato anche a mettere Serena davanti a una scelta difficile: meglio cantare o recitare?

La risposta è arrivata senza esitazioni, perché per lei si tratta di due parti inseparabili dello stesso percorso.

«Come dire: vuoi più bene a mamma o a papà? Sono due grandi passioni che mi fanno stare bene».

Serena ha raccontato anche il proprio gusto musicale, definendosi «una ragazza un po’ vintage» e spiegando di sentirsi particolarmente vicina alla musica del passato.

Tra gli artisti del cuore non poteva mancare Pino Daniele.

«Quanno chiove è uno dei brani che mi fa sempre commuovere, sempre emozionare, mi fa sempre sognare».

Il sogno realizzato con Mario Martone e Toni Servillo

Nel corso dell’intervista Serena Rossi ha parlato anche del suo modo di vivere la carriera, spiegando di non essere abituata a programmare ogni passaggio o a rincorrere continuamente nuovi obiettivi.

«Io vivo questo mestiere senza avere troppe aspettative. Non sono una che vive dicendo: “Voglio fare questo, voglio fare quello, il mio obiettivo è…”. Sono molto grata e le cose arrivano in una maniera molto naturale».

Un desiderio importante, però, si è appena realizzato.

«Adesso ho finito di fare una cosa che era un po’ un mio sogno, quello di recitare in un film di un grande regista».

Il progetto è il nuovo film di Mario Martone, nel quale Serena Rossi recita insieme a Toni Servillo.

«Ho recitato nel nuovo film di Mario Martone con Toni Servillo. È una cosa che mi fa molto felice. È un sogno».

Il rapporto con Diego e le assenze dovute al lavoro

La parte più intima della conversazione ha riguardato il rapporto con il figlio Diego e le difficoltà legate a una professione che spesso costringe Serena Rossi a stare lontana da casa.

«Sicuramente, soprattutto in questo periodo, la quotidianità un po’ ci manca perché io, stando tanto in giro, non lo preparo la mattina, non lo accompagno a scuola».

Una mancanza che Serena sente profondamente, cercando però di non trasformarla in un peso per il bambino.

«Penso tantissimo e soffro ovviamente tantissimo, però non voglio neanche passare a lui questa mia tristezza. Io ho sempre detto a Diego che il mio lavoro mi porta a stare fuori e che mi manca tantissimo, ma è anche il lavoro che mi piace e io sono felice di farlo».

La scelta è quella di raccontare al figlio il proprio mestiere con sincerità.

«Non volevo dargli anche il carico di pensare alla mamma che sta male lontana, perché comunque Diego è un bambino anche molto sensibile e molto delicato».

Diego in tournée con mamma Serena

Quando possibile Diego segue Serena durante gli spettacoli, diventando ormai una presenza familiare per tutta la compagnia.

«Partecipa, viene in tournée, è la mascotte di tutti, lo conoscono».

Tra i ricordi più teneri c’è quello di una serata a Palermo, quando il bambino si è ritrovato a vivere fino in fondo i ritmi particolari della tournée.

«L’altra sera eravamo a Palermo. Dopo lo spettacolo mi ha detto: “Mamma, ma ti devo vedere di nuovo lo spettacolo?”. Poverino, si è addormentato sul divano del camerino».

La serata è poi continuata a cena, molto tardi.

«Siamo andati a cena all’una di notte. Lui, con una santa pazienza, non diceva niente. A un certo punto mi ha chiesto: “Mi posso un po’ sdraiare?”. Si è sdraiato tra me e Davide su dieci sedie».

Serena gli ha allora rivolto una domanda che ha regalato uno dei momenti più spontanei della puntata.

«Gli ho detto: “Diego, ma com’è questa vita da teatro, ti piace?”. E lui: “Sì mamma, ma forse non è proprio tanto adatta a un bambino”. Gli ho risposto: “Forse no, amore”. Poi si è addormentato, però era contento».

Tra un progetto e l’altro, Serena Rossi continua così a muoversi tra palcoscenico, set e famiglia, mantenendo Napoli come punto di partenza e filo conduttore di un percorso nel quale canto e recitazione continuano a convivere senza bisogno di scegliere.

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