L’emergenza all’aeroporto di Catania prosegue a causa dell’attività dell’Etna. La società che gestisce lo scalo ha comunicato la sospensione dei voli in arrivo e in partenza almeno fino alle 16 di giovedì 13 agosto.
La riapertura, tuttavia, resta legata all’evoluzione dell’eruzione e soprattutto alla presenza di cenere vulcanica nell’area dello scalo e nello spazio aereo circostante.
Circa 700 voli coinvolti
Dal momento in cui l’attività dell’Etna ha iniziato a creare problemi, il traffico aereo è stato più volte rallentato o interrotto. Tra l’8 e l’11 agosto sono stati coinvolti complessivamente circa 700 voli.
Di questi, circa 450 sono stati cancellati, mentre altri 250 sono stati riprogrammati o dirottati verso aeroporti alternativi. La situazione ha provocato forti disagi ai passeggeri, con ritardi e difficoltà negli spostamenti.
Passeggeri costretti ad attendere in aeroporto
Nei giorni di maggiore difficoltà, numerosi passeggeri hanno dovuto trascorrere diverse ore, e in alcuni casi anche la notte, all’interno dell’aeroporto in attesa di informazioni sui propri voli.
Alcune compagnie aeree hanno inoltre predisposto servizi di autobus per consentire ai viaggiatori di raggiungere altri scali o proseguire il proprio viaggio dopo i dirottamenti.
Il ruolo dell’aeroporto di Comiso
Tra gli scali utilizzati per gestire parte del traffico c’è stato quello di Comiso, vicino a Ragusa. Circa un centinaio dei voli riprogrammati è stato indirizzato verso questo aeroporto, che nei giorni precedenti era stato a sua volta interessato da una chiusura temporanea, prima della riapertura nella mattinata di mercoledì.
Lo scalo di Comiso, però, ha dimensioni molto inferiori rispetto a quello di Catania e non è quindi in grado di assorbire da solo l’intero traffico normalmente gestito dall’aeroporto etneo.
Perché la cenere dell’Etna blocca gli aerei
Le limitazioni al traffico aereo sono legate soprattutto alla cenere vulcanica prodotta dall’eruzione. Quando le nubi di cenere raggiungono le aree interessate dai voli e le piste di decollo e atterraggio, vengono adottate restrizioni per ragioni di sicurezza.
La situazione può quindi cambiare in base all’evoluzione dell’attività vulcanica e alla quantità di cenere presente nell’area.
Un problema che si ripete
Le eruzioni dell’Etna hanno già provocato in passato chiusure e limitazioni temporanee dell’aeroporto di Catania. L’attuale emergenza ha però riportato al centro dell’attenzione anche il tema della gestione del traffico aereo siciliano in caso di nuove interruzioni.
Da tempo viene discussa l’ipotesi di realizzare un nuovo scalo nella parte centrale della Sicilia oppure di distribuire una quota maggiore del traffico su altri aeroporti, tra cui quello di Comiso.
I collegamenti tra gli aeroporti al centro del dibattito
Una delle questioni considerate più importanti riguarda proprio i collegamenti tra i diversi scali siciliani. Secondo alcuni esperti di trasporti interpellati dalla stampa locale, una soluzione efficace potrebbe consistere nel miglioramento delle infrastrutture stradali e ferroviarie, così da rendere più semplice lo spostamento dei passeggeri quando un aeroporto è costretto a interrompere le proprie attività.
Per il momento, però, la priorità resta l’evoluzione dell’attività dell’Etna. L’aeroporto di Catania rimarrà chiuso almeno fino alle 16 di giovedì 13 agosto, mentre la possibilità di una successiva riapertura dipenderà dalle condizioni di sicurezza.