La Formula 1 potrebbe tornare in Argentina nel 2028. Il principale candidato è l’Autodromo Oscar e Juan Gálvez di Buenos Aires, che punta a riportare il massimo campionato automobilistico nel Paese sudamericano a distanza di oltre trent’anni dall’ultima gara.
Secondo le informazioni riportate dalla stampa specializzata, l’Argentina avrebbe oggi una posizione particolarmente favorevole nella corsa all’assegnazione di un Gran Premio per il 2028. Tra i diversi progetti in valutazione, quello argentino sembra infatti essere sostenuto da un elemento decisivo: il rinnovato interesse del pubblico locale per la Formula 1.
L’effetto Colapinto spinge l’interesse per la F1
Uno dei fattori principali alla base della candidatura argentina è la popolarità di Franco Colapinto. Il pilota argentino ha contribuito a riaccendere l’entusiasmo del pubblico nazionale nei confronti della Formula 1, creando quello che viene ormai definito l’“effetto Colapinto”.
Un esempio significativo è arrivato dall’esibizione organizzata a Palermo, che ha attirato oltre 600.000 persone. Numeri che dimostrano quanto sia forte l’interesse del pubblico argentino e che potrebbero rappresentare un importante argomento a favore del ritorno del Gran Premio.
L’Argentina potrebbe seguire così il modello dei Paesi Bassi, dove la presenza di Max Verstappen ha contribuito enormemente alla crescita dell’interesse nazionale per la Formula 1.
Le parole di Stefano Domenicali
Anche Stefano Domenicali, amministratore delegato della Formula 1, ha confermato che il campionato sta valutando nuove possibilità in Sud America.
Durante le sue dichiarazioni, Domenicali ha spiegato che la Formula 1 sta mantenendo aperti diversi colloqui internazionali, affermando che sono in corso “altre conversazioni in Sud America”.
Le sue parole hanno alimentato le indiscrezioni sulla possibilità di un ritorno della Formula 1 in Argentina, anche se al momento non esiste ancora un annuncio ufficiale sul calendario del 2028.
I lavori all’Autodromo Oscar e Juan Gálvez
Il circuito di Buenos Aires rappresenta il cuore del progetto argentino. L’Autodromo Oscar e Juan Gálvez è attualmente interessato da un processo di rinnovamento e punta a essere nuovamente operativo nell’aprile 2027.
Lo stesso impianto ha già ottenuto una conferma importante: nel 2027 dovrebbe ospitare una gara del campionato MotoGP. L’evento rappresenterà un banco di prova fondamentale per verificare le condizioni del circuito e la capacità organizzativa della struttura.
L’obiettivo, tuttavia, è ancora più ambizioso: adeguare l’autodromo agli standard necessari per riportare la Formula 1 a Buenos Aires.
Trent’anni dopo l’ultima gara
L’ultima gara di Formula 1 disputata in Argentina risale al 1998 e si svolse proprio sul circuito di Buenos Aires. A vincere fu Michael Schumacher, mentre l’autodromo ha ospitato complessivamente fino a 20 Gran Premi della categoria regina del motorsport.
Tra i piloti più importanti legati alla storia del circuito figura naturalmente Juan Manuel Fangio, leggenda argentina della Formula 1 e uno dei protagonisti assoluti della storia del campionato.
Un eventuale ritorno nel 2028 avrebbe quindi anche un forte valore simbolico, riportando il Circus in un Paese che ha avuto un ruolo storico nella crescita della Formula 1.
Non c’è solo l’Argentina
La candidatura argentina non è però l’unica sul tavolo. Altri quattro Paesi sarebbero interessati a ospitare un Gran Premio nel 2028: Ruanda, Sudafrica, Thailandia e Germania.
Nel caso tedesco, il progetto sarebbe legato al circuito di Hockenheim, storico impianto che potrebbe tornare a essere protagonista del calendario mondiale.
Anche l’Africa sta cercando di conquistare uno spazio sempre più importante nel futuro della Formula 1. Domenicali ha spiegato che le trattative nel continente stanno procedendo positivamente, confermando l’interesse della categoria verso nuovi mercati.
La strategia della Formula 1 in Asia
Domenicali ha inoltre parlato delle numerose richieste provenienti dall’Asia. In particolare, la Formula 1 avrebbe ricevuto nuove manifestazioni di interesse da Cina e Giappone.
Per il momento, tuttavia, la strategia della categoria sembra essere quella di non aumentare il numero di gare in Cina. L’obiettivo è prima consolidare il mercato esistente e soltanto successivamente valutare l’introduzione di ulteriori appuntamenti.
La Formula 1 sta quindi cercando un equilibrio tra espansione internazionale e consolidamento dei mercati già presenti nel calendario.
Portogallo e Turchia tornano nel 2027
Il futuro prossimo del campionato è già caratterizzato da alcune importanti novità. Stefano Domenicali ha infatti confermato il ritorno di Portogallo e Turchia nel calendario della Formula 1 per il 2027.
Il Portogallo non ospita un Gran Premio dal 2021, quando il circuito di Portimão offrì gare particolarmente spettacolari e convinse per la qualità del tracciato.
Anche la Turchia è assente dal calendario dal 2021. Il circuito di Istanbul Park è rimasto nella memoria degli appassionati soprattutto per le condizioni meteorologiche difficili e per le gare ricche di colpi di scena.
Un calendario sempre più internazionale
La possibile presenza dell’Argentina nel 2028 confermerebbe la volontà della Formula 1 di continuare a espandere la propria presenza globale. Dopo i ritorni di Portogallo e Turchia previsti per il 2027, la candidatura di Buenos Aires rappresenterebbe un ulteriore passo verso un campionato sempre più distribuito tra Europa, America, Asia e Africa.
La partita, tuttavia, è ancora aperta. Argentina, Ruanda, Sudafrica, Thailandia e Germania sono tra i Paesi che guardano al 2028 con l’ambizione di conquistare un posto nel calendario.
Per Buenos Aires, però, il progetto sembra avere un alleato particolarmente forte: la passione ritrovata degli argentini per la Formula 1 e il fenomeno Franco Colapinto. Se i lavori sull’Autodromo Oscar e Juan Gálvez procederanno secondo i programmi, il ritorno del Gran Premio d’Argentina potrebbe diventare una delle grandi novità della Formula 1 nel 2028.