Pochi personaggi hanno attraversato la storia del cinema quanto Ulisse. Dal cinema muto ai grandi kolossal contemporanei, passando per sceneggiati televisivi, animazione, riletture sperimentali e film che dell’Odissea conservano soltanto l’architettura narrativa, il viaggio verso Itaca continua a trovare nuove forme.
Il confronto con il poema di Omero è iniziato già nei primi anni della storia cinematografica e arriva oggi a una delle sue espressioni più spettacolari con “Odissea” di Christopher Nolan. Nel mezzo ci sono opere molto diverse tra loro: alcune cercano di seguire il racconto originale, altre ne estraggono il tema del ritorno, altre ancora trasformano Ulisse in un personaggio contemporaneo.
Ecco una panoramica delle principali versioni, fino alla classifica delle dieci Odissee considerate più significative.
10. “Mission Odyssey” – 2002-2003
La posizione più bassa della classifica è occupata da “Mission Odyssey”, serie animata franco-tedesca composta da 26 episodi.
Il punto di partenza è il viaggio di Ulisse, trasformato però in una successione di avventure pensate per un pubblico giovane. Poseidone scommette con Atena che l’eroe non riuscirà a tornare a Itaca e gli mette continuamente sulla strada ciclopi, sirene, centauri, arpie e creature provenienti anche da altri miti greci.
L’idea di ampliare il mondo dell’Odissea potrebbe risultare divertente, ma l’esecuzione viene penalizzata da un’animazione rigida, da un character design poco convincente e da un umorismo che finisce per ridurre la complessità del poema a quella di un cartone per ragazzi.
9. “The Animated Odyssey” – 1998-2000
Un altro adattamento animato si trova al nono posto. “The Animated Odyssey” nasce inizialmente come lungometraggio prodotto dallo studio lituano Vilanima e distribuito in Russia nel 1998, prima di diventare una miniserie HBO in quattro episodi nel 2000.
Il racconto segue le principali tappe dell’opera omerica: il cavallo di Troia, Polifemo, Circe, la discesa nell’Ade, le sirene e il ritorno a Itaca.
La fedeltà alla struttura del poema non basta però a compensare i limiti tecnici. I movimenti risultano rigidi, il disegno poco caratterizzato, i dialoghi macchinosi e anche le creature più spettacolari vengono rappresentate con un’impostazione quasi scolastica.
8. “L’île de Calypso” – 1905
La storia cinematografica dell’Odissea comincia molto prima dei grandi kolossal. Nel 1905 Georges Méliès realizza “L’île de Calypso: Ulysse et le Géant Polyphème”, cortometraggio della durata di circa quattro minuti.
L’opera accosta due episodi distinti del poema, l’incontro con Calipso e quello con Polifemo. Più che costruire un adattamento articolato, Méliès utilizza il materiale omerico come occasione per mettere in scena trucchi ottici, scenografie fantastiche e apparizioni.
Non risultano sopravvissute copie del film, ma restano le testimonianze della sua esistenza. È una delle prime dimostrazioni di come l’immaginario dell’Odissea potesse diventare materia naturale per il cinema delle origini.
7. “Itaca – Il ritorno” – 2024
Uberto Pasolini sceglie una strada completamente diversa. “Itaca – Il ritorno” non racconta il lungo viaggio di Odisseo, ma si concentra sul momento in cui l’eroe finalmente raggiunge la propria isola dopo vent’anni.
Ralph Fiennes interpreta un Ulisse segnato dalla guerra, dalla sofferenza e dal senso di colpa. Il protagonista non è più soltanto il re, il marito o l’eroe della tradizione, ma un uomo che deve capire se sia ancora possibile tornare alla vita che aveva lasciato.
Juliette Binoche interpreta Penelope, rappresentata come una figura tutt’altro che passiva, costretta a resistere ai Proci e all’assenza del marito.
Il film, liberamente ispirato agli ultimi canti dell’Odissea, rinuncia a ciclopi, sirene e divinità per adottare un registro realistico e crepuscolare. Il vero viaggio diventa così quello interiore: arrivare a Itaca non significa necessariamente essere ancora capaci di viverci.
6. “L’Odissea” di Andrei Konchalovsky – 1997
Negli anni Novanta il poema torna sul piccolo schermo con una miniserie in due parti diretta da Andrei Konchalovsky e prodotta da Francis Ford Coppola.
Armand Assante interpreta Ulisse, mentre il cast comprende Greta Scacchi nei panni di Penelope, Isabella Rossellini in quelli di Atena, Irene Papas come Anticlea, Christopher Lee come Tiresia, Bernadette Peters come Circe e Vanessa Williams come Calipso.
L’imponente produzione punta su scenografie, costumi ed effetti speciali, premiati all’epoca con un Emmy. Vista oggi, la miniserie può apparire volutamente eccessiva, tra divinità, effetti spettacolari ed enfasi tipiche del fantasy televisivo degli anni Novanta.
Eppure conserva una qualità fondamentale: il piacere dell’avventura. Konchalovsky tratta Omero come un grande racconto popolare e accompagna il pubblico da un episodio all’altro senza rinunciare alla dimensione fantastica.
5. “Nostos – Il ritorno” – 1989
Franco Piavoli affronta invece l’Odissea attraverso la memoria, il paesaggio e il tempo. In “Nostos – Il ritorno”, Luigi Mezzanotte interpreta un Ulisse immerso nei ricordi dell’infanzia, della guerra e delle violenze commesse.
Gli elementi fantastici del poema vengono quasi completamente eliminati. A parlare sono il mare, il vento, i corpi e gli spazi naturali.
I dialoghi sono ridotti al minimo e il film utilizza una lingua immaginaria costruita attraverso echi di greco antico, latino e sanscrito. Il viaggio diventa quindi un’esperienza audiovisiva e interiore più che un racconto d’avventura.
Piavoli non cerca di illustrare Omero, ma di trasformarlo in una materia fatta di immagini, suoni e sensazioni. Il risultato è un’Odissea sperimentale e arcaica, nella quale il trascorrere del tempo pesa quanto la distanza percorsa.
4. “Ulisse” di Mario Camerini – 1954
Con “Ulisse”, Mario Camerini porta il poema nel grande cinema popolare degli anni Cinquanta. Il film è prodotto da Carlo Ponti e Dino De Laurentiis e ha come protagonista Kirk Douglas.
Silvana Mangano interpreta sia Penelope sia Circe, creando un doppio legame tra la donna che rappresenta la fedeltà e quella associata alla tentazione. Anthony Quinn è invece Antinoo.
Il film condensa il poema in un’avventura spettacolare che comprende Polifemo, le sirene, i naufragi e il ritorno a Itaca. Agli effetti speciali collaborò anche Mario Bava, senza essere accreditato.
La semplificazione dell’opera originale è evidente, ma Camerini conserva il gusto del racconto e la forza delle immagini. Realizzato in Technicolor, il film fu il maggiore incasso della stagione cinematografica 1954-55 e divenne un riferimento importante per l’immaginario cinematografico di Ulisse.
3. “L’Odissea” del 1911
Prima ancora che il cinema potesse contare sui mezzi tecnici dei grandi kolossal moderni, il cinema italiano aveva già tentato un’impresa di notevoli dimensioni.
“L’Odissea” del 1911, realizzata per la Milano Films e legata all’Esposizione internazionale di Torino, rappresenta una delle prime trasposizioni cinematografiche organiche del poema.
Il film condensa l’intera vicenda in poco più di quaranta minuti e la suddivide in tre parti. Le scenografie dipinte, le numerose comparse e i trucchi artigianali diventano gli strumenti attraverso cui il cinema muto cerca di dare forma al mondo di Omero.
Oggi il risultato può apparire statico e ingenuo, ma il suo valore pionieristico rimane intatto: quando il cinema era ancora agli inizi, l’Italia aveva già provato a trasformare l’epica omerica in uno spettacolo cinematografico di grandi proporzioni.
2. “Odissea” di Christopher Nolan – 2026
Al secondo posto arriva il film più recente e ambizioso della lista. “Odissea” di Christopher Nolan porta il poema di Omero nel cinema contemporaneo attraverso una rilettura spettacolare e personale.
Matt Damon interpreta Ulisse, mentre il cast comprende Anne Hathaway come Penelope, Tom Holland come Telemaco, Robert Pattinson come Antinoo, Zendaya come Atena e Charlize Theron come Calipso. Lupita Nyong’o interpreta Elena di Troia e Clitennestra, mentre tra gli altri interpreti figurano Benny Safdie, Jon Bernthal, John Leguizamo e Travis Scott.
Il progetto è stato girato tra Marocco, Grecia, Italia, Islanda e Regno Unito utilizzando tecnologia IMAX 70 millimetri. Il budget supera i 250 milioni di dollari e il film viene presentato come una delle produzioni più costose affrontate dal regista.
Nolan non punta a una semplice trasposizione filologica. La struttura del poema viene mantenuta e arricchita con elementi dell’Iliade, mentre il racconto viene costruito intrecciando memoria, presente e trauma.
La guerra, il senso di colpa e le conseguenze psicologiche dell’esperienza diventano centrali. Il regista mescola inoltre generi differenti e inserisce anche elementi horror, con un approccio che guarda alla tradizione delle fantasie mitologiche di Ray Harryhausen.
Il risultato è un’Odissea pensata come grande spettacolo contemporaneo. Il film ha superato i 260 milioni di dollari nel primo weekend, confermando la capacità del mito di trasformarsi ancora una volta in un fenomeno popolare.
1. “Odissea” di Franco Rossi – 1968
Al primo posto c’è la storica versione televisiva di Franco Rossi. Realizzata in otto episodi attraverso una coproduzione tra Italia, Francia, Germania Ovest e Jugoslavia, la miniserie rappresentò uno dei progetti più ambiziosi della televisione europea.
Bekim Fehmiu interpreta Ulisse, mentre Irene Papas veste i panni di Penelope. A introdurre ogni episodio è Giuseppe Ungaretti, che legge alcuni versi del poema.
La produzione venne girata a colori, anche se il pubblico italiano la vide inizialmente in bianco e nero. Le riprese in esterni e le invenzioni spettacolari contribuirono a costruire un mondo antico credibile e allo stesso tempo televisivamente avventuroso. Tra gli elementi più ricordati c’è anche il Polifemo realizzato con il contributo di Mario Bava.
La miniserie raggiunse milioni di spettatori e contribuì a trasformare lo sceneggiato Rai in un autentico cult. La sua forza sta nell’equilibrio tra fedeltà al poema, dimensione spettacolare e attenzione ai personaggi.
Le Odissee che hanno superato i confini di Omero
Il mito di Ulisse non è stato utilizzato soltanto per adattamenti diretti. Alcuni registi hanno preso la struttura del poema e l’hanno trasferita in epoche, generi e contesti completamente differenti.
Jean-Luc Godard, con “Il disprezzo” del 1963, racconta la crisi matrimoniale di uno sceneggiatore coinvolto nella realizzazione di un film sull’Odissea. Brigitte Bardot, Michel Piccoli e Jack Palance fanno parte del cast, mentre Fritz Lang interpreta se stesso. Il rapporto tra i protagonisti diventa una sorta di controcampo moderno rispetto alla relazione tra Ulisse e Penelope.
Nel 2000 i fratelli Coen realizzano invece “Fratello, dove sei?”, con George Clooney nei panni di Ulysses Everett McGill. Il viaggio attraverso gli Stati del Sud degli Stati Uniti riprende diversi elementi dell’Odissea: indovini ciechi, figure assimilabili a ciclopi e sirene del Mississippi.
Anche “Keyhole” di Guy Maddin, del 2011, trasporta il mito in un universo gangster, mentre “Ulysses: A Dark Odyssey” di Federico Alotto, del 2018, trasforma Ulisse in un soldato che torna dalla guerra e cerca la moglie Penelope in una metropoli futuristica chiamata Taurus City.
Le altre riletture cinematografiche
La filmografia legata a Ulisse comprende anche opere più lontane dal poema originale.
“Odysseus and the Isle of Mists” del 2008 sceglie il soprannaturale e racconta un Ulisse alle prese con Persefone e creature mostruose. “Troy: The Odyssey” del 2017 mescola invece elementi dell’Iliade e dell’Odissea in una rilettura fantastica contemporanea.
Nel 2014 Michael Papas realizza “Little Odysseus and the Cyclops”, che trasporta le avventure dell’eroe in una storia familiare ambientata nell’isola greca di Cipro, con protagonista un ragazzino di undici anni.
Tra i titoli più eccentrici c’è “Ulisse contro Ercole” di Mario Caiano, del 1962, nel quale Zeus ordina a Ercole di catturare Ulisse per vendicare l’accecamento di Polifemo. Più vicino alla tradizione del peplum è invece “The Lion of Thebes” di Giorgio Ferroni, del 1964, dove Ulisse rimane un personaggio secondario.
Anche Polifemo è diventato protagonista
La figura di Polifemo ha avuto una fortuna particolare sullo schermo. Già Méliès lo inserisce nel titolo del suo cortometraggio del 1905, mentre il personaggio torna nell’Odissea del 1911 e nel film di Camerini del 1954.
In “Ulisse contro Ercole” non viene mostrato direttamente, ma la sua presenza determina l’azione: Zeus vuole punire Ulisse dopo l’accecamento del figlio.
Nella miniserie del 1997 con Armand Assante, l’incontro nella grotta assume invece una dimensione particolarmente cupa e spettacolare, mettendo in evidenza sia il coraggio dell’eroe sia la sua vulnerabilità.
Persino i fratelli Coen ne propongono una versione ironica in “Fratello, dove sei?”, trasformando il riferimento al ciclope nel personaggio di Big Dan, un venditore di Bibbie con una benda sull’occhio che aggredisce Ulisse ed Everett durante un picnic.
Dal viaggio all’attesa di Penelope
Una delle trasformazioni più interessanti del mito riguarda il modo in cui il cinema ha raccontato Penelope. Nelle versioni più tradizionali rimane soprattutto la figura che attende il ritorno del marito, mentre nelle riletture più recenti assume un ruolo maggiormente autonomo.
“Itaca – Il ritorno” porta questa trasformazione in primo piano, affidando a Juliette Binoche una Penelope costretta a resistere ai Proci e a confrontarsi con un marito profondamente cambiato.
Anche “Odissea” di Nolan inserisce Penelope al centro della vicenda attraverso Anne Hathaway, all’interno di una produzione che cerca di rendere il mito più vicino alla sensibilità contemporanea.
Un mito che continua a cambiare forma
Dal piccolo spettacolo fantastico di Méliès al cinema muto italiano, dal Technicolor di Kirk Douglas alla televisione di Franco Rossi, dalla sperimentazione di Piavoli fino alla rilettura contemporanea di Nolan, il percorso di Ulisse sullo schermo racconta anche l’evoluzione del cinema stesso.
Non esiste una sola maniera di affrontare l’Odissea. Può diventare un’avventura spettacolare, un dramma psicologico, una storia di guerra e trauma, un viaggio interiore, una commedia o persino un film gangster.
È proprio questa elasticità a permettere al poema di Omero di continuare a essere reinventato. E mentre ogni epoca costruisce il proprio Ulisse, la destinazione rimane sempre la stessa: Itaca.

