Golden State Warriors, dopo il no di LeBron James spunta il sogno Kevin Durant

Golden State pensa a Kevin Durant per affiancarlo nuovamente a Stephen Curry, ma il ritorno della stella appare tutt’altro che semplice.

I Golden State Warriors continuano a cercare una soluzione per affiancare Stephen Curry e provare a trasformare gli ultimi anni della carriera della loro stella in una nuova occasione per conquistare il titolo NBA.

La franchigia della Baia è l’unica squadra a non aver effettuato acquisti durante questa estate e, dopo aver inseguito LeBron James, ora guarda nuovamente al passato. Il nome che sta tornando nei pensieri della dirigenza è quello di Kevin Durant.

Il possibile ritorno di Durant

L’idea sarebbe quella di riunire Curry e Durant, la coppia che aveva guidato Golden State alla conquista dei titoli NBA del 2017 e del 2018. Secondo quanto riportato dal giornalista Brett Siegel di Clutch Points, Durant potrebbe essere accolto nuovamente dai Warriors qualora fosse disponibile nella prossima stagione.

Si tratterebbe di un ritorno dal forte valore simbolico, dopo gli anni in cui Durant ha condiviso la squadra con Curry, Klay Thompson e Draymond Green.

Un’ipotesi tutt’altro che semplice

Il ritorno di Durant, però, appare molto complicato. Il giocatore, che compirà 38 anni a settembre, è sotto contratto con gli Houston Rockets fino a giugno 2027. Al termine dell’accordo avrà inoltre un’opzione da 46 milioni di dollari per un’ulteriore stagione.

Non è la prima volta che Golden State prova a prendere in considerazione questa possibilità. Nel febbraio 2025, quando Durant giocava ancora nei Phoenix Suns, la stella aveva già respinto l’ipotesi di tornare nella Baia.

Il peso del passato

Alla base del rifiuto di Durant c’è anche una questione legata alla sua esperienza precedente con i Warriors. Dopo il trasferimento da Oklahoma City a Golden State, il giocatore era stato accusato di aver scelto la strada più semplice per conquistare il titolo entrando in una squadra già costruita per vincere.

Nonostante quelle critiche, Durant lasciò un segno importante nella storia della franchigia. Con Curry, Thompson e Green conquistò due titoli e fu nominato MVP delle Finals sia nel 2017 sia nel 2018.

Dopo Golden State, nessuna finale di Conference

Dal momento della sua partenza dalla Baia nel 2019, Durant non è più riuscito a superare le semifinali di Conference. Non ci è riuscito con i Brooklyn Nets, né con i Phoenix Suns e, almeno finora, nemmeno con gli Houston Rockets.

Questo elemento rende ancora più significativo l’eventuale tentativo dei Warriors di riportarlo nella squadra.

Il precedente Jaylen Brown

Golden State aveva avuto anche un’altra possibilità per affiancare a Curry una stella di primo livello. Nel febbraio scorso, infatti, la franchigia aveva valutato l’acquisizione di Jaylen Brown.

La richiesta dei Boston Celtics, però, era particolarmente elevata: quattro scelte al primo giro del Draft. I Warriors decisero così di rinunciare all’operazione.

Un’estate senza grandi rinforzi

Al momento, oltre alle due scelte del Draft, Yaxel Lendeborg e Lajae Jones, Golden State non ha aggiunto nuovi volti alla propria squadra.

Per Curry e compagni, dunque, la prossima stagione dovrebbe iniziare sostanzialmente con il gruppo già a disposizione. Molto dipenderà dalle condizioni fisiche di Kristaps Porzingis, dal ritorno di Jimmy Butler dopo il grave infortunio e dalla crescita di giovani come Brandin Podziemski e Moses Moody, anche quest’ultimo alle prese con un importante problema fisico.

Il futuro resta da costruire

Il sogno Durant rappresenta quindi una possibilità legata al futuro più che una soluzione immediata. Golden State continua a cercare il modo di sfruttare al meglio gli ultimi anni della carriera di Curry, ma per il momento dovrà affrontare la nuova stagione con le risorse già presenti nel roster.

L’eventuale ritorno di Durant resta una prospettiva complessa, anche perché il giocatore aveva già rifiutato una nuova esperienza nella Baia.

magazine Attualità