Carlo Ancelotti ha spiegato perché ha deciso di non accettare la possibilità di guidare la Nazionale italiana. Il commissario tecnico del Brasile ha confermato i contatti con la Federazione italiana, chiarendo però che la decisione non è stata legata a una questione contrattuale.
«C’è stato semplicemente un contatto con la federazione, ma non è un problema contrattuale, è un problema di impegno».
Ancelotti ha quindi ribadito il legame costruito con il Brasile nel corso del primo anno alla guida della Seleçao e la volontà di proseguire il lavoro intrapreso.
«Ho un impegno verso il Brasile non perché ho firmato il contratto. Ho un impegno per l’anno che ho passato qui, sono stato molto ben accolto e non voglio tagliare quell’impegno. Voglio continuare a lavorare e continuare con la nazionale».
La delusione dopo l’eliminazione
La scelta di restare sulla panchina brasiliana arriva dopo un Mondiale particolarmente deludente, terminato con l’eliminazione agli ottavi di finale contro la Norvegia.
Il tecnico non ha nascosto la propria amarezza per il risultato, ma ha invitato a non concentrarsi esclusivamente sulla delusione. Secondo Ancelotti, il Brasile deve analizzare quanto accaduto e contemporaneamente iniziare a guardare al futuro.
«I risultati ai Mondiali non sono stati buoni, siamo tutti dispiaciuti e tristi. Dobbiamo guardarci alle spalle per capire cos’è successo con un occhio ma con l’altro mirare al futuro perché il prossimo gruppo di calciatori è valido, questo Paese ha sempre giocatori di talento e possiamo costruire un bel futuro qui».
Il passaggio a una nuova generazione
Per Ancelotti il Mondiale ha segnato anche la fine di un ciclo. Alcuni dei giocatori più esperti della Seleçao potrebbero infatti lasciare spazio a una nuova generazione.
«Con questa Coppa del Mondo, si conclude una generazione di giocatori molto importanti. A cominciare da Neymar. Passando per Danilo, Casemiro e tutti quei giocatori che in Coppa del Mondo avevano più di 30 anni».
Il rinnovamento, tuttavia, non sarà totale. Il commissario tecnico ha precisato che alcuni elementi importanti potranno continuare a essere coinvolti nel progetto per garantire continuità.
«Non dirò che cambierò tutti e 26. Terremo alcuni giocatori importanti, che possono continuare con il lavoro, come Marquinhos, per fare un nome. Penso sia importante che resti per dare un segno di continuità all’opera. Ma l’idea è cambiare, mettere una nuova generazione».
La Copa America 2028 come primo obiettivo
Il ricambio dovrà produrre risultati già nel prossimo grande appuntamento indicato dal tecnico. L’obiettivo non è infatti guardare soltanto al Mondiale del 2030, ma costruire una squadra competitiva in vista della Copa America 2028.
«Troveremo i nuovi giocatori che potranno partecipare, non dico nella prossima Coppa del Mondo 2030, ma che possono già essere competitivi nel primo obiettivo, che è la Copa America 2028».
Tra i giovani indicati figurano Estêvão, Rayan, Endrick e Vitor Reis, mentre Ancelotti vuole continuare a osservare i talenti che stanno emergendo nel campionato brasiliano.
Il giudizio su Neymar
Nel bilancio sul gruppo che ha affrontato il Mondiale, Ancelotti ha parlato anche di Neymar. Il tecnico ha espresso una valutazione critica sulla preparazione del giocatore, sostenendo che avrebbe potuto arrivare alla competizione in condizioni migliori.
«L’unica cosa che mi ha dato fastidio è che Neymar avrebbe potuto allenarsi meglio in quel periodo, prepararsi meglio, avrebbe potuto essere in forma migliore per la prima partita e non per la quarta».
La questione si inserisce nel più ampio processo di rinnovamento che dovrebbe interessare la Seleçao dopo il Mondiale.
Una squadra costruita sulle caratteristiche dei giocatori
Ancelotti ha poi spiegato la propria idea sul modo di giocare del Brasile, soffermandosi anche sulla partita contro la Norvegia.
Il ct ritiene che il sistema debba essere adattato alle qualità degli uomini a disposizione e non il contrario. Con un reparto offensivo composto da giocatori come Vinícius, Endrick, Estêvão e Raphinha, la sua preferenza è per un calcio verticale piuttosto che per una ricerca esasperata del possesso.
«La struttura, le caratteristiche dei giocatori non sono adatte a giocare un gioco di possesso. Quando hai giocatori come Vinícius, Endrick, Estêvão e Raphinha in attacco, non devi giocare a possesso palla. Bisogna giocare un gioco più verticale».
L’autocritica dopo la Norvegia
L’allenatore ha comunque riconosciuto una propria responsabilità nella gestione della partita che ha sancito l’eliminazione.
«L’autocritica che posso fare, e che ho fatto dopo la partita, è che ho cambiato la struttura della squadra dopo la pausa per idratarci e poi abbiamo perso il controllo della partita».
Ancelotti ha così individuato nella modifica dell’assetto dopo l’intervallo uno degli aspetti da analizzare per comprendere quanto accaduto durante la gara.
Alla ricerca dei nuovi portieri
Il rinnovamento riguarderà anche il ruolo del portiere. Il Brasile continuerà a monitorare i giovani estremi difensori che stanno giocando nel Brasileirão, con l’obiettivo di individuare nuove alternative per il futuro.
«Penso che dobbiamo guardare a nuovi portieri. Ci sono giovani portieri che giocano nel Brasileirão. L’idea è fare una valutazione molto attenta dei nuovi portieri».
La ricerca dei nuovi elementi dovrà procedere parallelamente alla presenza di Alisson ed Ederson, dei quali Ancelotti riconosce ancora le qualità.
Il futuro resta in Brasile
Dopo i contatti con la Federazione italiana, Ancelotti ha dunque scelto di rispettare l’impegno preso con la Seleçao. La sua permanenza apre una nuova fase, caratterizzata dal tentativo di superare la delusione del Mondiale attraverso un progressivo ricambio della rosa.
La Copa America 2028 sarà il primo banco di prova indicato dal tecnico per la nuova generazione, mentre il lavoro dovrà svilupparsi anche in prospettiva del Mondiale 2030.