Roberto Mancini è nuovamente il commissario tecnico della Nazionale italiana. Una scelta che arriva dopo il difficile periodo vissuto dagli azzurri, reduci da tre qualificazioni ai Mondiali mancate consecutivamente, e che riporta l’ex allenatore campione d’Europa nel 2021 alla guida della squadra.
A parlare del ritorno del padre è stato Andrea Mancini, attuale direttore sportivo del Cesena, che ha spiegato come il nuovo incarico rappresenti anche una possibilità di rilancio dopo la contestata separazione del 2023, quando Roberto Mancini lasciò la panchina italiana per diventare commissario tecnico dell’Arabia Saudita.
“Vuole ripulire l’immagine del suo addio all’Italia”, ha spiegato Andrea Mancini intervistato dal Corriere della Sera sottolineando il desiderio del padre di ricostruire il rapporto con l’ambiente azzurro.
Le critiche dopo la separazione: “Ci sono e ci saranno sempre”
L’addio del 2023 aveva generato molte discussioni e numerose critiche nei confronti dell’ex ct. Andrea Mancini ha commentato il tema ricordando che nel calcio le contestazioni fanno parte del ruolo.
“Quelle ci sono e ci saranno sempre. Fanno parte di questo mondo e devi accettarle facendo questo lavoro. Nella vita e nel calcio non si può piacere a tutti. Alla fine sarà il campo a parlare, è l’unico e vero giudice di questo sport”, ha dichiarato.
Per il figlio del nuovo commissario tecnico, quindi, sarà soprattutto il rendimento della Nazionale a determinare il giudizio sul secondo mandato di Mancini.
La scelta arrivata dopo un cambio di scenario
Il ritorno di Mancini sulla panchina azzurra è maturato rapidamente. Andrea Mancini ha raccontato che inizialmente la situazione sembrava indirizzata verso un’altra soluzione, prima del cambiamento avvenuto negli ultimi giorni.
“In realtà l’abbiamo saputo solo ieri. La direzione sembrava un’altra. Poi nel fine settimana è cambiato tutto e le possibilità sono aumentate. Con l’annuncio di Malagò è arrivata la certezza”, ha spiegato.
La decisione è stata presa da Giovanni Malagò, che ha individuato in Mancini il profilo giusto per provare a rilanciare il calcio italiano dopo una fase complicata.
Il progetto per il calcio italiano: giovani e settori giovanili al centro
Secondo Andrea Mancini, però, il rilancio della Nazionale non può dipendere soltanto dalla figura del commissario tecnico.
“Una sola persona non può cambiare le sorti dell’intero calcio italiano. Penso che la questione sia piuttosto un’altra. Bisogna impegnarsi per creare un percorso, dare forma a un’idea in cui si mettano di nuovo i giovani italiani al centro del sistema. Bisogna tornare a investire sui settori giovanili e a coltivare il talento. Dobbiamo riallinearci alla direzione che il calcio mondiale ha preso da tempo”, ha affermato.
Una riflessione che punta quindi sulla necessità di interventi strutturali per il movimento italiano, oltre il semplice cambio in panchina.
L’obiettivo: tornare ai Mondiali e riaccendere l’entusiasmo
Dopo il successo europeo del 2021, la nuova missione di Mancini sarà quella di riportare entusiasmo intorno alla Nazionale e conquistare nuovamente un posto nella competizione più importante.
“Fare nuovamente innamorare il popolo italiano della Nazionale dopo i tre Mondiali saltati. L’Italia merita di stare con le squadre più forti e tornare a provare certe emozioni. Insomma, dovrà riportare quella magia che aveva creato con il percorso e la vittoria dell’Europeo. Vuole vincere il Mondiale. Ha questa idea da sempre, ce l’ha sempre ripetuto”, ha raccontato Andrea Mancini.
Prima di inseguire il sogno del titolo mondiale, però, l’Italia dovrà riuscire a superare l’ostacolo più importante: tornare a qualificarsi per la Coppa del Mondo.