UEFA contro la FIFA: polemica sul progetto di aprire i Mondiali agli investitori privati

La UEFA critica duramente il possibile progetto della FIFA di aprire agli investitori privati la gestione commerciale dei Mondiali, definendolo un passo che rischia di cambiare la governance del calcio internazionale.

La dura presa di posizione della UEFA

Si accende lo scontro tra UEFA e FIFA dopo le indiscrezioni su un possibile progetto che prevederebbe l’ingresso di investitori privati nella gestione commerciale dei Mondiali e degli altri principali tornei organizzati dalla federazione internazionale. L’organismo europeo ha diffuso un comunicato dai toni molto duri, sostenendo che un’iniziativa di questo tipo rappresenterebbe un limite che le istituzioni del calcio non dovrebbero oltrepassare.

La reazione arriva dopo le notizie secondo cui il presidente della FIFA, Gianni Infantino, starebbe valutando una profonda riorganizzazione del modello di gestione delle competizioni internazionali.

L’ipotesi di una nuova società per gestire i tornei

Secondo le informazioni emerse, il progetto prevederebbe la creazione di una società incaricata della gestione commerciale delle competizioni FIFA, tra cui il Mondiale maschile, quello femminile e il Mondiale per Club.

L’obiettivo sarebbe quello di incrementare il valore economico dei tornei e attirare nuovi capitali attraverso la partecipazione di investitori privati. Tra i nomi citati nelle indiscrezioni figurerebbero anche investitori vicini all’amministrazione statunitense e il gruppo bancario JP Morgan.

La FIFA manterrebbe il controllo

L’ipotesi allo studio non prevederebbe comunque una cessione del controllo della competizione. La FIFA conserverebbe infatti una quota di maggioranza nella nuova società, mentre gli investitori privati potrebbero detenere una partecipazione compresa tra il 20% e il 30%.

Anche le 211 federazioni affiliate alla FIFA potrebbero ricevere una quota della nuova struttura, con la possibilità di mantenerla oppure cederla secondo le modalità che verrebbero eventualmente definite.

Le critiche della UEFA

Nel proprio comunicato la UEFA ha espresso forti perplessità sull’intero progetto, affermando che il calcio non può essere considerato un bene da commercializzare.

L’organismo europeo ha inoltre evidenziato come manchi trasparenza sui possibili beneficiari economici dell’operazione, ribadendo che nessuna istituzione può considerarsi proprietaria del calcio e che, di conseguenza, non spetterebbe alla FIFA venderne quote o diritti.

La UEFA ha invitato tutte le federazioni nazionali, le leghe, i club, i calciatori, i tifosi e i governi a valutare con attenzione le possibili conseguenze di un simile cambiamento per il futuro del calcio mondiale.

Un progetto che potrebbe cambiare il calcio

Le indiscrezioni parlano anche di altri possibili sviluppi che la FIFA starebbe valutando per i prossimi anni. Tra questi figurano l’ulteriore ampliamento del numero di nazionali partecipanti alla Coppa del Mondo, già passata a 48 squadre, con l’ipotesi di arrivare fino a 64 selezioni nell’edizione del 2030.

Tra gli scenari emersi viene inoltre citata la possibilità di rendere il Mondiale un appuntamento più frequente rispetto all’attuale cadenza quadriennale.

Un confronto destinato a proseguire

Le posizioni tra FIFA e UEFA appaiono al momento molto distanti. Da una parte c’è l’idea di sviluppare nuove opportunità commerciali per aumentare le risorse destinate al calcio internazionale, dall’altra la preoccupazione che l’ingresso di capitali privati possa modificare gli equilibri della governance del calcio mondiale.

Per ora si tratta di un progetto ancora al centro del dibattito, ma il confronto tra i due principali organismi calcistici internazionali è destinato a proseguire nelle prossime settimane.

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