Oggi, venerdì 24 luglio 2026, debutta su Netflix “Los creyentes – Oltre la verità”, nuovo film thriller psicologico spagnolo che segna la reunion creativa di Carlos Montero e Darío Madrona, gli autori che hanno dato vita alla popolare serie Élite.
Questa volta, però, il cambio di registro è netto: al posto delle atmosfere adolescenziali e delle vicende ambientate in una prestigiosa scuola, il film punta su una storia più intima, cupa e ricca di tensione psicologica.
La trama: una morte sospetta e un padre sempre più inquietante
La protagonista è Ruth, una donna di trent’anni che torna nella casa di famiglia dopo la morte della madre, avvenuta in circostanze poco chiare.
Il ritorno coincide con il difficile ricongiungimento con il padre Martín, che dopo il pensionamento appare profondamente cambiato: è diventato aggressivo, introverso e ossessionato da una teoria del complotto.
La convivenza tra padre e figlia si trasforma rapidamente in un rapporto segnato dalla diffidenza. I comportamenti sempre più imprevedibili dell’uomo spingono Ruth a sospettare che possa essere proprio lui il responsabile della morte della madre, dando vita a un confronto psicologico destinato ad arrivare a un punto di non ritorno.
Un thriller psicologico che abbandona lo stile di Élite
Per Montero e Madrona si tratta del primo progetto realizzato insieme dopo il successo internazionale di Élite. Se quella serie era caratterizzata da un’estetica ricercata, ritmi serrati e ambientazioni di lusso, “Los creyentes – Oltre la verità” sceglie una strada completamente diversa.
Il film costruisce la tensione attraverso ambienti chiusi, pochi personaggi e un clima di costante sospetto, privilegiando il conflitto psicologico rispetto all’azione. L’obiettivo è raccontare una storia adulta, dominata dall’incertezza e dal dubbio, senza ricorrere agli elementi tipici del teen drama.
La regia e la produzione
La regia è affidata a Roger Gual, già noto per altri thriller psicologici, mentre la sceneggiatura porta la firma di Carlos Montero e Darío Madrona, che ricoprono anche il ruolo di produttori esecutivi insieme a Diego Betancor.
La fotografia è curata da Juana Jiménez.
Le riprese si sono svolte tra Asturie, Madrid e Berlino, ambientazioni che suggeriscono uno sviluppo narrativo più ampio rispetto a quello lasciato immaginare dalla vicenda familiare raccontata nella trama.
Il cast del film
A guidare il cast sono Stéphanie Magnin, interprete di Ruth, e José Coronado, che veste i panni del padre Martín.
Accanto a loro figurano anche:
- Fanny Gautier nel ruolo di Lucía;
- Alberto Olmo nel ruolo di Arón.
Si tratta di interpreti già noti al pubblico delle produzioni spagnole, con esperienze in serie e film distribuiti anche a livello internazionale.
Una sfida per gli autori
Con questo film Montero e Madrona cercano di dimostrare di poter andare oltre il successo ottenuto con Élite, esplorando un genere completamente differente.
L’opera punta infatti su una narrazione più essenziale e claustrofobica, affidando il peso della storia ai rapporti tra i personaggi e alla continua ambiguità che circonda la figura del padre. Resta da vedere se questo deciso cambio di stile riuscirà a conquistare il pubblico tanto quanto il loro precedente lavoro.