Chiellini e Abodi: il ricordo dell’Heysel come monito per il futuro

Giorgio Chiellini e il ministro Andrea Abodi ribadiscono il valore della memoria dell'Heysel, sottolineando l'importanza di promuovere sicurezza, rispetto e cultura della non violenza nel calcio.

Alla Camera dei Deputati di Roma si è svolto l’evento “1985-2026 Heysel, finalmente il giorno della memoria”, un appuntamento nato per ricordare la tragedia dell’Heysel e ribadire il valore della memoria come strumento di prevenzione. L’iniziativa ha posto l’accento sulla necessità di trasformare il ricordo di quella tragedia in un’occasione di riflessione condivisa, con l’obiettivo di promuovere un calcio sempre più sicuro e rispettoso.

Chiellini: “La memoria è parte di noi”

Tra i protagonisti dell’incontro c’era Giorgio Chiellini, che ha evidenziato il significato della ricorrenza e l’importanza di custodire il ricordo di quanto accaduto.

“La memoria è parte di noi e questo è un giorno che verrà ricordato, importante anche come monito per il futuro. Mi auguro che non ricapiti più e che il calcio diventi un ambiente sicuro per le famiglie. Una giornata che rimarrà per sempre nella storia della Juventus e del calcio italiano, una partita che doveva essere solo uno spettacolo di calcio e che invece si ricorda come una tragedia. Siamo qui perché non succeda di nuovo. Il calcio deve essere un momento di festa per migliaia di persone in presenza e milioni da lontano”, ha dichiarato a margine dell’evento.

L’impegno per diffondere la cultura della non violenza

Nel suo intervento, l’ex capitano bianconero ha richiamato anche il lavoro svolto dalla Juventus per promuovere comportamenti rispettosi e contrastare ogni forma di violenza.

“Non è semplice ma c’è la volontà di tutti affinché la cultura della non violenza venga promulgata e portata avanti, questa giornata è uno step importante in questa direzione. Alla Juventus abbiamo un regolamento interno che vieta l’ingresso a chi non rispetta i valori della società, è un percorso lungo, non semplice, ma speriamo che il calcio e lo sport in generale possano essere portatori di sani valori”, ha aggiunto.

Abodi: il ricordo deve diventare una riflessione collettiva

A margine della manifestazione è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, che ha sottolineato come l’istituzione di una giornata della memoria debba rappresentare molto più di una semplice commemorazione.

“Una data per ricordare questo giorno mancava dal punto di vista formale, ma nella mente c’è sempre stata. Ora si tratta di riempirla di significati ulteriori perché se fosse solo il giorno nel quale celebrare la memoria di quella serata drammatica perderemo un elemento importante. Ossia farla diventare il giorno delle riflessione nel quale non ci si divide solo perché è successo ai tifosi della Juventus. Dobbiamo fare in modo che tutti i drammi negli stadi, che riguardano i tifosi di tutte le maglie, siano un monito affinché non accada più”, ha affermato.

Il rispetto per le vittime e l’educazione negli stadi

Nel suo intervento, il ministro ha richiamato anche il tema del rispetto verso le vittime delle tragedie sportive, evidenziando come episodi offensivi continuino purtroppo a verificarsi.

“Purtroppo vediamo ancora manifestazioni non educate, ancora c’è chi manca di rispetto ai morti di Superga o a quelli dell’Heysel. L’impegno di questa giornata va dedicato a una crescita culturale”, ha spiegato.

Sicurezza, regole e tutela delle famiglie

Abodi ha infine ribadito che la sicurezza negli impianti sportivi passa attraverso una cultura della responsabilità condivisa e del rispetto delle regole.

“Ci deve essere una cultura della vita che va promossa. Quella serata di sport che si è tramutata in tragedia ha dimostrato che ancora manca. Così come la cultura delle infrastrutture educate alla vita. La Juventus si è posta il problema di dare una casa rispettosa della sicurezza ai propri tifosi”, ha dichiarato dal palco.

In conclusione, il ministro ha lanciato un messaggio rivolto a tutto il mondo del calcio.

“Mi auguro che questa giornata faccia accrescere la consapevolezza che chi non rispetta le regole esce dal gioco. Perché se ce la caviamo con qualche Daspo non comprendiamo che lo stadio è anche il luogo dove entrano bambini, un luogo dove si entra e si rispettano le regole del calcio”, ha concluso.

magazine Attualità