L’economia dell’estate non va in vacanza e nel 2026 sembra correre più veloce di sempre. Per luglio e agosto sono previste in Italia circa 172 milioni di presenze turistiche, il 4,6% in più rispetto allo scorso anno. Più della metà saranno straniere: oltre 89 milioni. Insomma, mentre gli italiani preparano le valigie, il mondo intero sembra aver già prenotato un posto da noi, nel Belpaese. Il marchio Italia continua ad avere una forza straordinaria. Città d’arte, mare, laghi, montagne, borghi e cucina compongono un’offerta che difficilmente trova concorrenti. Le previsioni per l’intero 2026 indicano oltre 480 milioni di presenze e confermano il turismo come una delle grandi industrie nazionali. Ma dietro i numeri da record si nasconde un’estate a due velocità. Saranno circa 36 milioni gli italiani che si concederanno almeno un giorno di vacanza. Il mare resta la meta preferita, seguito da montagna, campagna e città d’arte. Tuttavia, più che “vacanze italiane”, potremmo chiamarle vacanze di prossimità: meno chilometri, meno giorni, ma senza perdersi le ferie del tutto. Almeno sette milioni hanno tuttavia rinunciato al viaggio all’estero, frenati dall’aumento dei costi e dalle tensioni internazionali.
Secondo Federconsumatori, solo il 44% degli italiani farà una vacanza vera e propria e oltre la metà sceglierà soggiorni compresi tra tre e cinque giorni. Questo perché comanda il portafoglio. Una settimana al mare per una famiglia di quattro persone può richiedere un budget di circa 7.000 euro, mentre in montagna può avvicinarsi ai 5.000. Rispetto al 2025 aumentano del 3% i costi delle vacanze balneari, del 2,8% quelli della montagna e del 4,7% quelli delle crociere. Anche ombrelloni, lettini e servizi di spiaggia rincarano mediamente del 2,7%.
Così cambia il modo di viaggiare. Si prenota prima, si resta meno, si cercano bed and breakfast, seconde case o l’ospitalità di amici e parenti. E soprattutto cresce il desiderio di trasformare quei pochi giorni in un’esperienza intensa: un borgo da scoprire, un sentiero da percorrere, una cantina da visitare, un piatto del territorio da assaggiare. Non è soltanto risparmio: è una nuova geografia delle vacanze, più vicina, diffusa e legata alle identità locali ed è una nuova consapevolezza del viaggio. L’estate 2026 ci consegna quindi un paradosso: il turismo si allunga, ma le vacanze degli italiani si accorciano. Il mondo viene da noi, noi restiamo più vicini. Ma, nonostante rincari, guerre e incertezze, continuiamo a partire. Perché si può risparmiare sui chilometri e perfino sui giorni, ma alla vacanza gli italiani non vogliono ancora rinunciare. D’altronde, come scrive Venanzio Postiglione nel suo ultimo libro, la Felicità è un Bene Pubblico, il cui senso è garantito addirittura dalla Costituzione Italiana e le vacanze servono a renderci felici, almeno per un po’.
Se vuoi saperne di più, sabato alle 8:30 ascolta “Economia per tutti” su Radio Kiss Kiss, con Luca Iovine e Raoul. Prima di andare in vacanza, faremo i conti insieme …