Robert De Niro a Roma per i 50 anni di ‘Novecento’ di Bertolucci

L'attore ha presentato la versione restaurata del film in Piazza San Cosimato, ricordando l'esperienza sul set e l'amicizia con il regista.

Robert De Niro è giunto a Roma per celebrare il cinquantesimo anniversario di “Novecento”, il capolavoro di Bernardo Bertolucci. L’attore ha presentato la versione restaurata del film in Piazza San Cosimato, nel cuore di Trastevere, davanti a una folla entusiasta. L’evento è stato organizzato dalla Fondazione Piccolo America, che ha definito la serata “un regalo alla città”. (

L’evento in Piazza San Cosimato

La serata del 13 luglio ha visto Robert De Niro dialogare con Antonio Monda e Valerio Carocci, presidente della Fondazione Piccolo America. L’attore ha condiviso ricordi legati alla lavorazione di “Novecento”, sottolineando l’importanza del film nel raccontare la storia italiana attraverso le vicende di due amici, Alfredo e Olmo, interpretati rispettivamente da De Niro e Gérard Depardieu. La proiezione della versione restaurata ha permesso al pubblico di rivivere l’intensità e la profondità dell’opera di Bertolucci. 

Ricordi dal set e l’amicizia con Bertolucci

Durante l’incontro, De Niro ha ricordato l’esperienza sul set, descrivendo Bertolucci come “very simpatico” e un regista straordinario. Ha raccontato di come il regista lo avesse contattato dopo averlo visto in “Il Padrino – Parte II”, offrendogli il ruolo di Alfredo Berlinghieri. L’attore ha anche menzionato le sfide di lavorare in un cast internazionale, dove ognuno parlava la propria lingua, creando un “caos affascinante”.

L’eredità di “Novecento”

“Novecento” rimane un’opera fondamentale nel panorama cinematografico italiano, affrontando temi come l’oppressione e la lotta di classe. De Niro ha sottolineato come Bertolucci fosse “dalla parte della gente” e cercasse di raccontare storie con un forte senso di giustizia. La celebrazione del cinquantesimo anniversario del film ha offerto l’opportunità di riflettere sull’importanza di queste tematiche e sull’eredità lasciata dal regista.

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