Firenze ha accolto i Linkin Park con un autentico bagno di folla. L’unica tappa italiana del From Zero World Tour, andata in scena il 26 giugno alla Visarno Arena, ha richiamato oltre 60mila spettatori che hanno affrontato una giornata caratterizzata da temperature elevate, con il termometro arrivato fino a 38 gradi. Per alleviare il caldo sono stati utilizzati anche idranti nelle aree più vicine al palco, mentre il pubblico ha atteso per ore l’inizio dello spettacolo.
L’attesa con Phantogram e Clipse
Prima dell’ingresso della band americana, il palco è stato affidato ai gruppi di apertura. Ad aprire la serata sono stati i Phantogram, duo statunitense electro-pop e indie rock, seguiti dai Clipse, formazione hip hop composta da Pusha T e No Malice, che ha preparato il pubblico all’arrivo degli headliner.
L’intro a sorpresa con Sal Da Vinci
A sorprendere i presenti è stato soprattutto il brano scelto come introduzione allo show. Poco prima dell’ingresso dei musicisti dagli altoparlanti è infatti risuonata “Per sempre sì” di Sal Da Vinci, una scelta decisamente insolita per un concerto rock che ha spiazzato e divertito il pubblico. Un episodio che richiama quanto accaduto durante il precedente concerto italiano della band, quando era stata utilizzata come apertura registrata “La solitudine” di Laura Pausini.
Il nuovo corso dei Linkin Park
Dopo l’introduzione, i Linkin Park sono saliti sul palco con la formazione composta da Mike Shinoda, Emily Armstrong, Brad Delson, Dave Farrell, Joe Hahn e Colin Brittain. Lo spettacolo ha alternato i brani storici del gruppo alle canzoni tratte dall’album From Zero, offrendo un equilibrio tra passato e presente.
Durante il concerto, la band ha voluto ringraziare il pubblico italiano per il calore dimostrato, sottolineando quanto sia speciale ascoltare migliaia di persone cantare insieme sia i classici sia i brani più recenti.
I momenti più emozionanti della serata
Tra gli episodi più intensi della serata c’è stata l’esecuzione di “In the End”, che ha riportato alla memoria gli anni di Hybrid Theory e il ricordo di Chester Bennington. Emily Armstrong, protagonista del nuovo corso del gruppo, ha conquistato il pubblico sia con la voce sia esibendosi anche alla batteria in alcuni momenti dello show, pur in una serata inevitabilmente segnata dal ricordo dello storico frontman scomparso nel 2017.
Una scaletta tra classici e novitÃ
La scaletta ha proposto alcuni dei brani più rappresentativi della carriera della band, tra cui “The Emptiness Machine”, “Crawling”, “Somewhere I Belong”, “Burn It Down”, “Waiting for the End”, “One Step Closer”, “Breaking the Habit”, “What I’ve Done”, “Lost in the Echo”, “Numb”, “Bleed It Out”, fino al finale affidato a “Papercut”, “In the End” e “Faint”.
Lo show fiorentino si è così confermato uno degli appuntamenti musicali più partecipati dell’estate italiana, tra nostalgia, nuove sonorità e un pubblico capace di accompagnare ogni canzone dall’inizio alla fine.
