La lettera d’addio di Igor Protti, il ringraziamento ai tifosi e alla famiglia: “È arrivato il fischio finale”

Igor Protti è morto a 58 anni dopo una lunga battaglia contro una malattia: il calcio italiano piange uno degli attaccanti più amati, simbolo di passione, umanità e calcio “di provincia”.

Igor Protti è scomparso all’età di 58 anni dopo una lunga battaglia contro una grave malattia. L’ex attaccante, amatissimo in tutta Italia e in particolare dalle tifoserie di Bari e Livorno, si è spento nella notte. La notizia è stata diffusa dalla famiglia, che ha condiviso anche il messaggio d’addio scritto dallo stesso Protti.

La carriera: il simbolo degli “attaccanti di provincia”

Protti è stato uno degli attaccanti più iconici del calcio italiano tra gli anni ’90 e i primi 2000. Dopo gli inizi al Rimini e le esperienze in Serie B, si è imposto al Messina, dove ha conquistato visibilità nazionale.

Il punto più alto della sua carriera arriva con il Bari, con cui diventa capocannoniere della Serie A, un traguardo storico ottenuto in una stagione in cui la squadra retrocede. Ha poi vestito anche le maglie di Lazio, Napoli e Reggiana, prima di legarsi in modo indissolubile al Livorno, diventato la sua “casa calcistica”.

Con il club toscano ha vissuto una seconda giovinezza, segnando gol decisivi e contribuendo alla promozione in Serie A insieme a Cristiano Lucarelli.

La malattia e la lunga battaglia

Nel 2025 Protti aveva annunciato pubblicamente la diagnosi di un tumore al colon. Con grande trasparenza aveva raccontato il percorso di cure, tra interventi chirurgici, chemioterapia e successivamente radioterapia.

Negli ultimi mesi aveva condiviso aggiornamenti sulle sue condizioni, mostrando grande dignità e forza. Anche nei momenti più difficili non aveva smesso di mantenere un legame con tifosi e amici, che lo hanno sempre sostenuto con messaggi e iniziative di affetto.

La lettera d’addio: “È arrivato il fischio finale”

La famiglia ha reso pubblica una lettera lasciata da Protti per il momento della sua scomparsa. Un messaggio semplice e toccante, in cui paragona la vita a una partita di calcio giunta al termine.

Nel testo ringrazia la sua famiglia, le persone che gli sono state vicine e tutti i tifosi che lo hanno amato nel corso della carriera, con un pensiero finale di speranza: “Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile provare parole che possano spiegarlo, l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio”.

Un’eredità fatta di gol, umanità e amore dei tifosi

La figura di Protti va oltre il campo da gioco. È stato un simbolo di determinazione e autenticità, capace di entrare nel cuore dei tifosi di città diverse e spesso rivali tra loro.

Il suo nome resta legato non solo ai gol, ma anche a un modo genuino di vivere il calcio, fatto di rispetto, sacrificio e umanità. Una storia sportiva che ha lasciato un segno profondo nel calcio italiano e che continuerà a essere ricordata a lungo.

magazine Attualità