Nel giorno simbolico del compleanno di Raffaella Carrà, il 18 giugno, è stata presentata a Roma la Fondazione Raffaella Carrà ETS. A guidarla è Gian Luca Pelloni Bulzoni, fondatore e presidente dell’ente, oltre che figlio adottivo della celebre artista. Nel consiglio direttivo è presente anche il nipote Matteo Pelloni.
La fondazione nasce con l’obiettivo di preservare e sviluppare l’eredità umana, artistica e sociale della conduttrice, cantante e attrice scomparsa nel luglio 2021. Tra i progetti sostenuti figurano iniziative dedicate ai giovani talenti della musica, del cinema e della danza, oltre a percorsi rivolti a persone provenienti da contesti svantaggiati.
Un legame nato nel 2001
Nato a Ferrara nel 1964, Gian Luca Pelloni Bulzoni ha conosciuto Raffaella Carrà nel 2001. Da quel momento è diventato uno dei suoi collaboratori più fidati, accompagnandola in numerosi viaggi e restando al suo fianco fino agli ultimi giorni della sua vita.
Durante la presentazione della fondazione, Pelloni Bulzoni ha raccontato per la prima volta pubblicamente il rapporto speciale che lo legava alla star, ricordando episodi vissuti insieme in varie parti del mondo e il forte impegno benefico che Carrà ha sempre portato avanti lontano dai riflettori.
L’impegno per gli altri e la solidarietà silenziosa
Secondo il racconto del figlio adottivo, Raffaella Carrà considerava fondamentale aiutare chi aveva avuto meno opportunità nella vita. «Diceva sempre che i ragazzi sono pietre grezze che si possono trasformare in diamanti», ha spiegato Pelloni Bulzoni.
Tra i ricordi condivisi emerge quello di un viaggio in Perù, dove la conduttrice aiutò un bambino che non aveva mai mangiato un’arancia. In un’altra occasione sostenne economicamente il percorso di studi di un giovane di Seoul, che negli anni successivi è riuscito a laurearsi in medicina.
«La vita era stata generosa con lei e quindi voleva donare a qualcuno di meno fortunato», ha ricordato Pelloni Bulzoni, sottolineando come Carrà non abbia mai cercato pubblicità per le proprie iniziative benefiche.
La diagnosi della malattia
Uno dei passaggi più toccanti del racconto riguarda la scoperta della malattia che avrebbe poi portato alla morte dell’artista.
Pelloni Bulzoni ricorda con precisione le date. Il 22 aprile 2020 arrivò la prima diagnosi, mentre il 4 maggio, dopo una visita specialistica, venne confermata la gravità della situazione. «La notizia mi ha stordito», ha raccontato.
In quei giorni vide Carrà impegnata a scrivere alcuni documenti nel suo ufficio. Quando le chiese cosa stesse facendo, lei rispose senza esitazioni: «Il testamento». Un momento che lui descrive come «una botta tremenda».
La richiesta di adozione
Il giorno successivo alla stesura del testamento arrivò una richiesta destinata a cambiare la vita di Gian Luca Pelloni Bulzoni.
«Mi chiamò in ufficio e mi disse: “Per portare avanti tutte queste cose che io ho fatto in tutti questi anni e conoscendomi tu perfettamente vorrei adottarti”», ha raccontato.
La proposta lo colse completamente di sorpresa. «Mi ha preso veramente alla sprovvista». Tuttavia Carrà, con il pragmatismo che la contraddistingueva, gli lasciò la possibilità di riflettere: «Ti lascio tutto il tempo che vuoi, basta che me lo dici subito». La risposta arrivò poco dopo: «Ok, va bene».
Un’adozione nel rispetto della legge
Durante l’incontro è stato chiarito anche l’aspetto giuridico dell’adozione. Pelloni Bulzoni ha spiegato che entrambi i suoi genitori erano già scomparsi: il padre nel 2004 e la madre nel 2016.
L’avvocato Barbara Giaquinto, che seguì la pratica per conto di Raffaella Carrà, ha precisato che non era necessario alcun consenso genitoriale. Inoltre la conduttrice non era sposata, non aveva figli e rispettava tutti i requisiti previsti dalla normativa, compresa la differenza d’età richiesta dalla legge.
I progetti per custodire il lascito di Raffaella
Tra le iniziative promosse dalla Fondazione Raffaella Carrà ETS figurano Vox Animae, dedicato al canto vocale per i giovani, Primus Actus per i registi emergenti, Freedom per chi proviene da contesti con poche opportunità e Talentum, pensato per sostenere percorsi formativi nella danza.
In autunno prenderà inoltre il via la mostra itinerante “Raffaella Carrà. Coraggio, stile di vita e libertà”, prevista a Roma, Madrid e, nelle intenzioni degli organizzatori, anche a Buenos Aires. Tra gli appuntamenti in programma figura anche il musical spagnolo dedicato all’artista, che farà tappa al Teatro Brancaccio di Roma.
Per Gian Luca Pelloni Bulzoni si tratta del primo passo di un percorso destinato a mantenere viva la memoria di una delle figure più amate dello spettacolo italiano, nel rispetto di una delle ultime volontà espresse da Raffaella Carrà prima della sua scomparsa.

