Francesca Michielin torna con Magia Bianca, il nuovo album in uscita il 12 giugno, e lo fa con un progetto che mescola musica, immaginario medievale, femminismo e attualità. In un’intervista rilasciata a Cosmopolitan, la cantautrice ha raccontato il lungo percorso di ricerca che ha accompagnato la realizzazione del disco, nato attorno alla figura simbolica della strega e alla sua capacità di rappresentare chi oggi continua a essere escluso o marginalizzato.
Un album tra fantasia e critica sociale
Per costruire l’universo di Magia Bianca, Michielin si è presa una pausa dai social e si è immersa nello studio di saggi e testi dedicati alla storia delle donne, delle alchimiste e delle cosiddette streghe.
«È stato un po’ come scrivere una tesi di laurea», racconta sorridendo. Un lavoro che ha intrecciato riferimenti storici, suggestioni fantasy e influenze contemporanee per dare vita a un disco che, come spiega lei stessa, «parla di società attuale col pretesto di un medioevo fantasy».
L’artista definisce il progetto «naturalmente femminista e intersezionale», sottolineando come ogni brano affronti temi sociali e politici senza rinunciare alla leggerezza e all’ironia.
Perché la strega è ancora una figura attuale
Al centro dell’album c’è la figura della strega, che per Michielin rappresenta da sempre chi si oppone alle convenzioni e mette in discussione l’ordine stabilito.
«La strega è da sempre, storicamente e culturalmente, l’oppositrice, e in questo è una figura molto queer», spiega la cantante. «La parola deriva da ciò che stride, è una figura perturbante. Sentivo e sento che abbiamo bisogno delle streghe perché abbiamo bisogno di fermare l’invisibilizzazione e l’esclusione dei corpi».
I corpi che la società continua a escludere
Nel corso dell’intervista, Michielin affronta anche il tema dell’inclusione, indicando alcune delle categorie che ancora oggi subiscono discriminazioni o vengono ignorate.
«I corpi delle persone con disabilità, ignorati in tantissimi contesti. I corpi delle persone grasse, perché purtroppo siamo tornati al culto estremo della magrezza. I corpi delle persone trans, che sono ancora considerati non conformi».
Parole che confermano l’attenzione dell’artista verso le tematiche legate ai diritti civili e alla rappresentazione delle diversità.
La fantasia come forma di resistenza
Per Francesca Michielin il crescente interesse verso spiritualità, esoterismo e immaginari alternativi non è casuale. Si tratta di una risposta a un periodo storico complesso e segnato da conflitti e tensioni.
«Viviamo un tempo di finto ordine, ma di vera guerra», osserva. E aggiunge: «Il recupero dell’irrazionale, di ciò che non è ordinario e schematico, serve perché abbiamo bisogno di fuggire da questo momento di polarizzazione estrema».
Una fuga che non coincide con la rinuncia all’impegno, ma che può diventare uno strumento per immaginare un futuro diverso. «Penso che una società che usa la creatività e la fantasia sia in grado di visualizzare nuove possibilità per il futuro».
Un disco pop, queer e politico
Pur affrontando temi importanti, Magia Bianca mantiene una forte anima pop. Una scelta voluta, che permette di trasmettere messaggi profondi senza rinunciare all’intrattenimento.
«È un disco di critica, ma ha sempre il sorriso sulla faccia», spiega la cantante. «È anche il mio album più pop: balliamo su questo momento di merda con la consapevolezza che insieme, forse, possiamo uscirne».
Tra i brani più rappresentativi c’è Strega Comanda, che Michielin definisce uno dei pezzi più queer e politici dell’album perché celebra la libertà individuale e il diritto di autodeterminarsi.
L’impegno per il Roma Pride 2026
Oltre alla musica, il 2026 vede Francesca Michielin impegnata come ambassador del Roma Pride. Un ruolo che vive come una responsabilità concreta e che intende portare avanti anche oltre il mese dedicato all’orgoglio LGBTQIA+.
«Per usare un termine aulico, è un’investitura», afferma. «Voglio realizzare qualcosa che vada oltre il mese del Pride».
Per questo motivo ha scelto di sostenere Welcome4Rainbow, il centro di accoglienza e supporto del Circolo Mario Mieli di Roma dedicato al contrasto delle discriminazioni e della violenza contro le persone LGBTQIA+.
«Sono arrivata a 30 anni e ho fatto tutti i miei doveri da popstar giovane. Ora voglio fare quello che mi fa stare bene, con un senso di vocazione: con la mia voce forse posso fare qualcosa di buono anche per gli altri».
Un messaggio che attraversa tutto il progetto Magia Bianca: usare arte, creatività e immaginazione non solo per raccontare il presente, ma anche per costruire una società più aperta, inclusiva e libera.
