Di José Mourinho si è detto praticamente di tutto: allenatore vincente, leader carismatico, personaggio divisivo. Eppure, dietro l’immagine del tecnico duro e senza filtri, esiste un lato umano che molti tifosi non conoscono. A raccontarlo è stato Álvaro Morata, che ha condiviso un aneddoto risalente ai suoi primi anni in prima squadra al Real Madrid.
L’attaccante spagnolo, intervenuto nel podcast “El Camino de Mario”, ha ricordato un episodio che ancora oggi custodisce con affetto e che mostra l’attenzione che Mourinho riservava ai giovani calciatori del suo gruppo.
Gli inizi e quella vecchia utilitaria
All’epoca Morata era poco più che un ragazzo che stava realizzando il sogno di allenarsi con la prima squadra del Real Madrid. La sua situazione, però, era ben diversa da quella delle stelle affermate del club.
«Mi ero comprato la mia prima Golf», ha raccontato l’attaccante. «Mio padre mi diceva di non portarla ai primi allenamenti perché rischiavo di rovinarla. Così andavo al centro sportivo con una Seat Ibiza piuttosto vecchia che ogni tanto si fermava e doveva essere rimessa in moto a spinta».
Un’auto lontana dagli standard dei campioni del Real Madrid, ma che per il giovane Morata rappresentava semplicemente un mezzo per raggiungere gli allenamenti.
L’incontro con Mourinho
Fu proprio durante uno di quei momenti che Mourinho si accorse della situazione.
«Un giorno un compagno mi stava aiutando con la macchina e proprio in quel momento passò il mister. Mi guardò e mi chiese: “Questa è la tua auto?”. Io risposi di sì. Lui disse soltanto: “Va bene, domani ti chiamerà qualcuno del club”».
Una frase apparentemente banale che, in realtà, nascondeva una sorpresa inattesa.
La chiamata del club e la visita in concessionaria
Il giorno successivo Morata ricevette davvero una telefonata dal Real Madrid. Gli venne chiesto di recarsi presso una concessionaria Audi, storico partner del club.
«Mi portarono in concessionaria e mi dissero: “Scegli l’auto che vuoi”», ha ricordato il centravanti.
La situazione, però, mise il giovane giocatore in grande imbarazzo.
«Provavo una vergogna incredibile. Pensavo: “Se scoprono che ho già una macchina a casa…” Per questo stavo guardando un’A3, non volevo attirare l’attenzione».
Ma il piano di Morata venne rapidamente modificato.
«Lo ha chiesto Mourinho»
La scelta finale non dipese da lui.
«Mi dissero: “Il mister ha detto che anche tu devi avere una macchina”. Alla fine non mi diedero l’A3 che stavo guardando, ma un’A5 perché lo aveva chiesto Mourinho».
Un gesto semplice, ma che colpì profondamente il giovane attaccante, facendogli comprendere quanto il tecnico portoghese fosse attento anche ai dettagli della vita quotidiana dei suoi giocatori.
«Nessuno immagina quanto sia divertente»
Nel corso dell’intervista, Morata ha voluto anche difendere Mourinho dalle critiche che spesso lo accompagnano.
«È un fenomeno. Credo che nessuno immagini quanto sia divertente nella vita privata», ha spiegato. «Ogni volta che lo incontro finiamo sempre per farci una risata».
Secondo l’ex attaccante di Real Madrid, Juventus e Milan, uno dei grandi punti di forza del tecnico portoghese è sempre stato l’equilibrio nella gestione del gruppo.
«Ha una capacità straordinaria di motivare i giocatori e allo stesso tempo sa gestire perfettamente lo spogliatoio».
Un ricordo che vale più di una vittoria
A distanza di anni, Morata continua a ricordare quell’episodio come una delle immagini più significative della sua esperienza al Real Madrid. Un gesto che non compare negli albi d’oro né nelle statistiche, ma che racconta forse meglio di tante vittorie chi sia davvero José Mourinho.
Dietro il personaggio che infiamma conferenze stampa e panchine di tutta Europa, c’è infatti un allenatore capace di prestare attenzione ai dettagli e di lasciare un segno profondo nella vita dei suoi calciatori. E per Morata, tutto iniziò da una vecchia Seat Ibiza parcheggiata nel centro sportivo di Valdebebas.
