La NASA presenta l’equipaggio di Artemis 3: Luca Parmitano sarà il primo europeo nel nuovo programma lunare

La NASA ha annunciato l'equipaggio di Artemis 3: tra i quattro astronauti scelti c'è anche l'italiano Luca Parmitano, primo europeo a partecipare a una missione del nuovo programma lunare.

La NASA ha annunciato i nomi dei quattro astronauti che prenderanno parte ad Artemis 3, la prossima missione del programma che punta a riportare l’uomo sulla Luna. Tra loro c’è anche un volto europeo: l’astronauta italiano Luca Parmitano, che entrerà nella storia come il primo rappresentante dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a partecipare a una missione Artemis.

Parmitano, 49 anni, ricoprirà il ruolo di pilota della missione. Un incarico prestigioso che premia una lunga esperienza maturata nello spazio e che rappresenta un importante riconoscimento per il contributo europeo all’esplorazione spaziale.

Chi sono i quattro astronauti di Artemis 3

Accanto a Luca Parmitano ci saranno tre astronauti statunitensi. Randy Bresnik sarà il comandante della missione, mentre Andre Douglas e Frank Rubio svolgeranno il ruolo di specialisti di missione. Bob Heintz è stato invece inserito nella squadra come astronauta di riserva.

Bresnik, 58 anni, è astronauta dal 2004 e ha già trascorso 149 giorni nello spazio. Per lui Artemis 3 sarà la terza missione. Frank Rubio, 51 anni, è pilota e medico chirurgo di volo e detiene il record americano di permanenza continuativa nello spazio grazie ai 371 giorni trascorsi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Per Andre Douglas, 40 anni, si tratterà invece del debutto assoluto nello spazio.

Una missione di preparazione verso il ritorno sulla Luna

Se il calendario previsto verrà rispettato, i quattro astronauti avranno poco più di un anno per prepararsi a questa complessa missione, attualmente programmata per il 2027.

A differenza di quanto inizialmente immaginato, Artemis 3 non prevede ancora un allunaggio. La missione durerà circa due settimane e servirà a testare procedure e sistemi fondamentali in vista dello sbarco umano sulla superficie lunare, previsto con Artemis 4 nel 2028.

L’equipaggio raccoglierà il testimone degli astronauti di Artemis 2, protagonisti della prima missione lunare con equipaggio dai tempi del programma Apollo.

A bordo della navicella Orion

Gli astronauti voleranno sulla navicella Orion, sviluppata congiuntamente dalla NASA e dall’ESA. L’Europa contribuisce attraverso il Modulo di Servizio Europeo, elemento essenziale del veicolo spaziale.

Durante la missione, Orion orbiterà attorno alla Terra per circa due settimane ed effettuerà prove di aggancio con i moduli lunari in fase di sviluppo. I test potrebbero coinvolgere il modulo Starship HLS di SpaceX, quello Blue Moon di Blue Origin oppure entrambi.

«Questi quattro astronauti continueranno a testare la navicella Orion e proveranno l’aggancio con i moduli lunari di Blue Origin e SpaceX… e i preparativi sono in corso», ha dichiarato il direttore della NASA, Jared Isaacman.

L’incognita Blue Origin dopo l’esplosione del New Glenn

L’annuncio dell’equipaggio arriva pochi giorni dopo l’esplosione del New Glenn, il gigantesco razzo di Blue Origin, avvenuta durante un test di routine a Cape Canaveral.

L’incidente ha danneggiato l’unica piattaforma di lancio attualmente disponibile per l’azienda fondata da Jeff Bezos, alimentando dubbi sul rispetto dei tempi previsti dal programma Artemis.

Nonostante le difficoltà, Blue Origin sostiene che i danni siano inferiori alle prime stime e che la struttura possa essere ripristinata nel giro di alcuni mesi. L’indagine sulle cause dell’esplosione è ancora in corso.

«Raddoppieremo i nostri sforzi per far parte del programma lunare», ha assicurato John Coulouris, vicepresidente della compagnia, ribadendo che il modulo lunare sarà pronto entro il 2027.

Dal canto suo, la NASA continua a manifestare fiducia nei confronti dell’azienda di Bezos. «Confidiamo che il New Glenn sarà pronto per Artemis 3», ha affermato Jeremy Parsons, tra i responsabili del programma lunare.

Il percorso straordinario di Luca Parmitano

Nato a Paternò nel 1976, ma profondamente legato a Catania, Luca Parmitano è uno degli astronauti europei più esperti.

Ha partecipato a due missioni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, Volare e Beyond, trascorrendo complessivamente 366 giorni nello spazio. Ha effettuato sei passeggiate spaziali per oltre 30 ore complessive ed è stato anche comandante della ISS.

Dopo il ritorno sulla Terra ha lavorato presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, occupandosi dell’addestramento degli astronauti europei e delle attività operative.

Lo scorso anno ha inoltre partecipato alle esercitazioni di recupero in mare della capsula Orion, simulando il rientro degli astronauti di Artemis.

Una missione da sogno

Parmitano non ha mai nascosto la propria passione per lo spazio. Da bambino sognava di diventare un atleta olimpico o un astronauta, ma decise di seguire un percorso più concreto, diventando pilota.

«Come pilota collaudatore, questa è davvero una missione da sogno, perché potremo contribuire a testare sistemi e sviluppare procedure affinché gli equipaggi futuri possano spingersi ancora più lontano e, in definitiva, riportare l’umanità sulla Luna», ha dichiarato.

L’astronauta italiano ha studiato Scienze Politiche all’Università Federico II di Napoli e successivamente si è specializzato in ingegneria del volo spaziale presso l’Istituto Superiore di Aeronautica e Spazio di Tolosa.

Il giorno in cui sfiorò la tragedia

L’esperienza e la freddezza di Parmitano sono emerse anche in uno dei momenti più drammatici vissuti sulla Stazione Spaziale Internazionale.

Il 16 luglio 2013, durante una passeggiata spaziale, la sua tuta iniziò improvvisamente a riempirsi d’acqua a causa di un guasto tecnico. L’astronauta rischiò di annegare nello spazio prima di riuscire a rientrare in sicurezza.

L’episodio si concluse senza conseguenze, ma resta uno dei più gravi incidenti mai verificatisi durante un’attività extraveicolare.

L’Europa protagonista del ritorno sulla Luna

La scelta di Luca Parmitano rappresenta un traguardo storico per l’ESA, soprattutto dopo i cambiamenti che hanno interessato il programma Artemis, tra cui la cancellazione della prevista stazione orbitale lunare Gateway.

Secondo il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, la nomina dell’astronauta italiano «riflette la grande esperienza europea nei voli spaziali con equipaggio e si basa sulla sua ampia preparazione operativa in situazioni di forte pressione».

Con Artemis 3, l’Europa conquista così un ruolo da protagonista nel nuovo capitolo dell’esplorazione lunare, contribuendo concretamente al ritorno dell’umanità oltre l’orbita terrestre e avvicinando il sogno di una presenza stabile sulla Luna.

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