Ventisette anni dopo l’ultima volta, i New York Knicks tornano alle Finals NBA. La franchigia della Grande Mela ha scritto una pagina storica eliminando i Cleveland Cavaliers con un netto 4-0 nella serie e chiudendo i conti con una vittoria senza appello per 130-93.
Per New York si tratta della prima qualificazione alle Finals nel XXI secolo, un traguardo che riporta entusiasmo in una città che da decenni attendeva di rivivere il palcoscenico più importante del basket mondiale. L’ultima apparizione risaliva infatti al 1999, quando i Knicks di Patrick Ewing si arresero ai San Antonio Spurs.
Jalen Brunson guida la rinascita della Grande Mela
Il simbolo di questa nuova era porta il nome di Jalen Brunson. Arrivato a New York nel 2022 dopo l’esperienza ai Dallas Mavericks al fianco di Luka Doncic, il playmaker ha completato una trasformazione impressionante, passando da ottimo comprimario a leader assoluto della squadra.
Nella gara decisiva contro Cleveland ha chiuso con una prestazione gestita senza eccessivi sforzi: 15 punti, 2 rimbalzi e 5 assist in una partita che i Knicks hanno praticamente indirizzato già nel primo tempo.
Brunson è stato nominato MVP delle Finali della Eastern Conference e adesso punta a completare una stagione che potrebbe diventare leggendaria.
Towns e il gruppo fanno la differenza
Accanto a Brunson, un ruolo fondamentale lo ha avuto Karl-Anthony Towns, autore di una doppia doppia da 19 punti e 14 rimbalzi nella sfida che ha sancito il passaggio del turno.
La forza dei Knicks, però, non si è limitata alle individualità. New York ha costruito il proprio successo su un collettivo solido e profondo, capace di distribuire responsabilità e mantenere un alto livello di rendimento durante tutti i playoff.
Sul fronte Cavaliers, Donovan Mitchell ha provato a tenere viva la speranza con 31 punti, ma la squadra non è riuscita a contrastare il dominio dei newyorchesi.
Una cavalcata impressionante nei playoff
Il percorso dei Knicks nella postseason ha assunto dimensioni quasi storiche. Dopo un avvio complicato contro Atlanta, quando la squadra si era trovata sotto nella serie per 2-1, New York ha cambiato marcia.
Da quel momento sono arrivate undici vittorie consecutive, comprese due serie concluse con uno sweep: prima contro Philadelphia e poi contro Cleveland.
Una striscia che inserisce i Knicks in una lista estremamente esclusiva nella storia NBA, condivisa con alcune delle squadre più dominanti di sempre.
La svolta è arrivata con Mike Brown
Dietro questa trasformazione c’è anche il lavoro dell’allenatore Mike Brown, arrivato in panchina dopo l’addio a Tom Thibodeau.
La scelta inizialmente aveva sorpreso molti osservatori, ma i risultati hanno dato rapidamente ragione alla dirigenza. Brown ha modificato l’identità della squadra, ampliando le rotazioni e rendendo il gioco offensivo più dinamico e meno dipendente dalle iniziative di Brunson.
Il tecnico ha valorizzato maggiormente giocatori come Mikal Bridges e OG Anunoby, aumentando anche il coinvolgimento degli elementi provenienti dalla panchina.
Ora l’ultimo ostacolo verso il titolo
I Knicks adesso attendono di conoscere il loro avversario nelle Finals, che uscirà dalla sfida tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs.
Per New York si tratta di una possibilità enorme: conquistare il primo titolo NBA dal 1973 e completare una stagione che ha già regalato emozioni indimenticabili ai tifosi.
Dopo anni di delusioni e ricostruzioni, il Madison Square Garden può finalmente tornare a sognare davvero. La città che non dorme mai è pronta a vivere di nuovo il suo grande momento.
