Festival di Cannes 2026, il film favorito per la Palma d’Oro secondo Augusto Sainati

A Good Morning Kiss Kiss su Radio Kiss Kiss, il professor Augusto Sainati commenta il Festival di Cannes, l’assenza del cinema americano e italiano e si sbilancia sulla Palma d’Oro con un pronostico preciso.

A Good Morning Kiss Kiss, su Radio Kiss Kiss, il professor Augusto Sainati è intervenuto in diretta da Cannes per commentare il gran finale del festival. Durante l’intervista ha parlato dei film più forti di questa edizione, dell’assenza del cinema americano e italiano e ha lanciato anche il suo pronostico finale.

Augusto Sainati racconta il Festival di Cannes prima della Palma d’Oro

Nel corso di Good Morning Kiss Kiss, la prima domana di Max e Max è stata: “Qual è il film migliore di questa edizione?”. Sainati ha risposto senza cercare scorciatoie e ha spiegato che, rispetto ad altre annate, il quadro appare meno netto. Le sue parole sono state precise: “devo dire che contrariamente ad altri anni, quest’anno non c’è stato un film che ha spaccato totalmente, che ha riunito tutta la critica e anche gli addetti ai lavori”. 

Subito dopo, però, il professore ha anche sottolineato che questo non significa mancanza di qualità. Ha infatti aggiunto: “Ce ne sono stati però diversi molto buoni”. Da qui è partito il suo ragionamento sui titoli che, a suo giudizio, potevano davvero puntare in alto. Sainati ha ricordato anche un elemento importante del festival, già richiamato in studio dai conduttori: “bisogna dire che non c’è stato praticamente il cinema americano”. 

Entrando nel merito dei possibili favoriti, Sainati ha detto: “Tra i film che comunque, secondo me e secondo anche altri, potrebbero aspirare alla Palma, c’è quello di  Sorogoyen “El Ser Querido””. Poi ha aggiunto un altro titolo, spiegandone anche il valore tematico: “E anche un film molto particolare che è “Minotaur”, di Andreï Zvyagintsev, che racconta una bella storia di identità personale anche”. 

L’assenza dei film italiani

Dopo il punto sui possibili candidati alla Palma d’Oro, l’intervista si è spostata su un altro tema forte dell’edizione: la mancanza del cinema italiano in concorso. In studio è stata posta una domanda diretta, nata proprio dalle parole del professore sull’assenza del cinema americano: “non ci sono neanche film italiani. Cosa si dice? Come mai e perché? 

Sainati ha risposto riportando innanzitutto la posizione ufficiale del festival. Le sue parole sono state molto nette: “Non ci sono film italiani, ma Thierry Fremont, il delegato generale, ha detto che è un caso”. E ancora: “È un caso, capitano anni in cui film di un affezionato a Cannes come Sorrentino, per esempio, non è pronto, non c’è, oppure quello di altri… Moretti lo stesso non c’è”. Il professore ha quindi riferito ciò che viene spiegato dall’organizzazione, legando l’assenza italiana a una coincidenza legata ai tempi produttivi e alla mancata disponibilità di registi spesso vicini alla rassegna francese.

Ma il suo intervento non si è fermato a questa lettura. Sainati ha infatti aggiunto un’osservazione personale, molto chiara: “Non so se sia proprio un caso”. Da qui ha ampliato il ragionamento e ha detto: “Il cinema italiano non vive un momento buono, c’è una crisi di idee. Dario Argento che è venuto qui a Cannes per presentare il mezzo di una sera al cinema di cui era stato sceneggiatore, ha detto che c’è una crisi di idee, ma soprattutto una crisi di finanziamenti”.

Il pronostico finale di Augusto Sainati “The winner is El Ser Querido”

Nel finale dell’intervista, Good Morning Kiss Kiss è tornato sul tema più atteso dagli ascoltatori: il nome del possibile vincitore della Palma d’Oro.  “El Ser Queridon di Sorogoyen. La mia previsione è questa”.

In attesa del verdetto finale della giuria, il racconto di Augusto Sainati restituisce l’immagine di un Festival di Cannes aperto e senza un dominatore assoluto, ma comunque ricco di opere capaci di lasciare il segno. Tra assenze pesanti, dubbi sul momento del cinema italiano e titoli destinati a far discutere, la corsa alla Palma d’Oro resta più incerta che mai.

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