La UEFA rivoluziona il sistema di qualificazione agli Europei: cosa cambia

La UEFA ha approvato una riforma che cambierà il sistema di qualificazione a Europei e Nations League dal ciclo successivo a UEFA Euro 2028, introducendo un formato più strutturato e competitivo con leghe, gruppi e nuovi criteri di accesso alla fase finale.

La UEFA ha annunciato una profonda riforma del sistema di qualificazione agli Europei e della Nations League. La decisione è stata approvata dal Comitato Esecutivo riunito a Istanbul, in Turchia, e introdurrà un nuovo format a partire dal ciclo successivo a UEFA Euro 2028, torneo che si disputerà tra Irlanda, Scozia e Galles.

L’obiettivo dichiarato dal presidente Aleksander Čeferin è rendere le competizioni più spettacolari, riducendo il numero delle partite considerate poco significative e aumentando l’equilibrio tra le nazionali partecipanti.

Nations League: da quattro a tre leghe

Una delle novità principali riguarda la UEFA Nations League, che dal 2028/29 passerà da quattro divisioni a tre leghe: A, B e C.

Ogni lega sarà composta da 18 squadre suddivise in gruppi da sei nazionali. Le selezioni giocheranno sei partite complessive contro cinque avversari differenti: andata e ritorno contro una squadra dello stesso livello e gare singole contro le altre.

Con 55 federazioni partecipanti, la Lega C comprenderà anche un gruppo formato da sette squadre, che inizierà il calendario con una finestra internazionale anticipata. Rimarranno invece invariati i quarti di finale, la Final Four e gli spareggi promozione-retrocessione.

Nuovo format anche per le qualificazioni agli Europei

La rivoluzione interesserà anche il sistema di accesso alla fase finale degli Europei. Le qualificazioni saranno infatti suddivise in due categorie principali.

La “Lega 1” comprenderà 36 nazionali provenienti dalle Leghe A e B della Nations League, mentre la “Lega 2” sarà formata dalle restanti selezioni, con un totale di 18 o 19 squadre nel caso di un eventuale reintegro della Russia nelle competizioni UEFA.

Nella Lega 1 verranno creati tre gruppi da dodici squadre, suddivise in tre fasce differenti. Ogni nazionale affronterà sei partite contro sei avversarie diverse, con un sistema simile a quello già utilizzato nelle competizioni europee per club.

La Lega 2 seguirà invece una struttura più tradizionale, con gruppi composti da sei o sette squadre.

Le nazioni ospitanti giocheranno comunque

Un’altra importante novità riguarda i Paesi organizzatori del torneo. Anche le nazionali già qualificate di diritto alla fase finale parteciperanno alle qualificazioni, così da mantenere valido il ranking necessario per le future edizioni della Nations League.

Le migliori squadre di ogni gruppo della Lega 1 otterranno la qualificazione diretta agli Europei, mentre gli ultimi posti disponibili saranno assegnati attraverso playoff che coinvolgeranno anche alcune selezioni della Lega 2.

Più spettacolo e meno partite inutili

Secondo la UEFA, il nuovo sistema renderà il calcio per nazionali più competitivo e interessante per tifosi e televisioni. Il presidente Aleksander Čeferin ha spiegato che la riforma nasce dalla volontà di eliminare le sfide prive di reale valore sportivo, aumentando invece il livello delle gare decisive.

La federazione europea ha inoltre precisato che il nuovo format non comporterà un aumento delle finestre internazionali né ulteriori date nel calendario calcistico mondiale.

Un cambiamento storico per il futuro del calcio europeo

La riforma rappresenta uno dei cambiamenti più importanti degli ultimi anni nel panorama delle competizioni UEFA. L’idea è quella di creare un sistema più moderno, dinamico e simile ai tornei per club, offrendo partite più equilibrate e un percorso di qualificazione più competitivo.

Resta ora da capire quale sarà la reazione di tifosi, federazioni e giocatori davanti a un modello che promette di cambiare radicalmente il volto del calcio europeo per nazionali.

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