New York, Madison Square Garden, Gara 1 delle Finali della Eastern Conference NBA. A 7 minuti e 49 secondi dalla fine della partita, il tabellone segnava un pesantissimo 71-93 in favore dei Cleveland Cavaliers contro i New York Knicks.
In quel momento, tutto lasciava pensare a una vittoria ormai certa per Cleveland. I Cavaliers controllavano il ritmo della gara, dominavano mentalmente gli avversari e sembravano pronti a conquistare il primo punto della serie senza particolari difficoltà.
Per i Knicks serviva qualcosa di straordinario. E infatti è successo.
Le statistiche davano i Knicks per spacciati
Negli Stati Uniti le statistiche sportive hanno un’importanza enorme, soprattutto in NBA, dove ogni dettaglio viene analizzato attraverso numeri e probabilità.
Secondo il dipartimento “ESPN Analytics” della ESPN, nel momento del massimo vantaggio dei Cavaliers le probabilità di vittoria di Cleveland erano del 99,9%.
Tradotto: i Knicks avevano appena lo 0,1% di possibilità di rimontare e vincere la partita.
Una previsione tutt’altro che esagerata. Durante la stagione, infatti, le squadre NBA che si erano trovate sotto di almeno 20 punti nell’ultimo quarto avevano un record complessivo di appena 1 vittoria e 521 sconfitte.
Il dato diventa ancora più impressionante guardando ai playoff degli ultimi 30 anni: le squadre sotto di almeno 20 punti nell’ultimo periodo avevano un bilancio di 3 vittorie e 748 sconfitte.
Numeri che sembravano condannare definitivamente New York.
Anche i Cavaliers sembravano inattaccabili
Come se non bastasse, i Cavaliers arrivavano alla sfida con un’altra statistica estremamente favorevole.
Cleveland aveva infatti vinto le ultime 22 partite in cui era riuscita ad accumulare almeno 10 punti di vantaggio durante l’incontro. Un dato che confermava la solidità mentale e tattica della squadra nei finali di gara.
Tutto sembrava scritto.
Ma lo sport, soprattutto i playoff NBA, spesso ignora la logica.
Jalen Brunson guida una rimonta storica
A cambiare completamente il destino della partita è stato soprattutto Jalen Brunson, autore di una prestazione eccezionale da 38 punti.
Il leader dei Knicks ha trascinato la squadra nella rimonta con canestri pesantissimi, intensità e sangue freddo nei momenti decisivi. Fondamentale anche il contributo di Mikal Bridges, protagonista di diverse giocate decisive nella fase finale del match.
Punto dopo punto, il Madison Square Garden ha iniziato a credere nell’impossibile. L’inerzia della partita è cambiata completamente e i Cavaliers hanno perso sicurezza proprio nel momento più delicato.
La sfida è così arrivata ai supplementari, dove New York ha completato l’opera imponendosi con il punteggio finale di 115-104.
Una rimonta destinata a entrare nella storia
Quella dei Knicks è già una delle rimonte più incredibili viste negli ultimi anni nei playoff NBA.
Non solo per il divario recuperato, ma anche per il contesto: Finali di Conference, Madison Square Garden gremito e probabilità praticamente nulle di successo.
Le statistiche dicevano che era impossibile. I Knicks hanno dimostrato il contrario.
E ancora una volta, l’NBA ha ricordato al mondo che nel basket i miracoli possono davvero accadere.
