NBA, Wembanyama da leggenda: 41 punti per abbattere i Thunder

Victor Wembanyama domina il primo atto delle Finali di Conference con una prestazione straordinaria da 41 punti e 24 rimbalzi, trascinando gli Spurs al successo contro Oklahoma City dopo due tempi supplementari.

Victor Wembanyama ha lanciato un messaggio fortissimo ai campioni di Oklahoma City. Nel primo episodio delle Finali di Conference della Western Conference, il fenomeno francese ha trascinato i San Antonio Spurs a una clamorosa vittoria per 122-115 dopo due tempi supplementari, firmando una prestazione semplicemente fuori scala: 41 punti e 24 rimbalzi in 49 minuti.

Il centro francese, 22 anni e 2,24 metri di altezza, ha preso sulle spalle l’intera squadra e ha espugnato il parquet dei Thunder con una partita destinata a entrare nella memoria dei playoff NBA.

Un Wemby diverso: rabbia, energia e desiderio di rivincita

Chi è abituato a vedere Wembanyama freddo e controllato ha assistito a qualcosa di differente. Il francese è apparso trascinato dalle emozioni come raramente accade: rabbia agonistica, intensità e fame di vittoria sono emerse in ogni azione.

A fine gara, ancora coinvolto dall’adrenalina della sfida, ha spiegato:

“Suppongo fosse potenza, non stavo nemmeno pensando.”

Numeri impressionanti hanno accompagnato la sua prova: 14 canestri su 25 tentativi, 1/2 da tre punti e 12/13 ai tiri liberi. Una combinazione da oltre 40 punti e 20 rimbalzi che nei playoff non si vedeva dai tempi di Kareem Abdul-Jabbar nel 1970.

Gilgeous-Alexander contenuto dalla difesa Spurs

Dall’altra parte c’era il due volte MVP Shai Gilgeous-Alexander, atteso grande protagonista della serie. Ma San Antonio ha preparato un piano difensivo efficace per limitarne l’impatto.

Il canadese ha chiuso con 24 punti, ma con percentuali ben lontane dai suoi standard: appena 7 canestri su 23 tentativi.

Determinante in questo senso il lavoro di Stephon Castle, autore di una marcatura fisica e costante che ha reso molto complicata la serata della stella di Oklahoma City.

La sfida nella sfida: Holmgren e Caruso contro il gigante francese

Il confronto tra Wembanyama e Chet Holmgren era uno dei temi più attesi, ma il duello tra i due lunghi si è trasformato rapidamente in un monologo.

Holmgren ha faticato enormemente, chiudendo con appena 8 punti e 8 rimbalzi, senza mai riuscire a incidere realmente.

Diverso il discorso per Alex Caruso, che ha provato a cambiare l’inerzia della gara con una prestazione straordinaria in uscita dalla panchina: 31 punti e un devastante 8/14 da tre punti.

Con i suoi appena 1,96 metri contro i 2,24 di Wembanyama, Caruso ha rappresentato un problema inatteso per gli Spurs, sfruttando gli spazi concessi dal sistema difensivo avversario.

Il tiro che cambia tutto

Nel primo supplementare sembrava che Caruso stesse per prendersi la scena. Oklahoma City era avanti 108-105 a meno di mezzo minuto dalla sirena e la partita sembrava indirizzata.

Ma Wembanyama ha trovato un’altra giocata da campione assoluto.

Con 27 secondi sul cronometro ha realizzato una tripla da distanza siderale, quasi dal logo di centrocampo, fissando il punteggio sul 108-108 e trascinando la gara al secondo overtime.

Da quel momento la partita è cambiata definitivamente.

Castle e Harper, i giovani che seguono il loro leader

La vittoria degli Spurs non è stata soltanto opera del loro fuoriclasse francese. Stephon Castle e il rookie Dylan Harper hanno fornito un contributo fondamentale.

Harper ha realizzato 24 punti, mostrando personalità e coraggio contro una delle difese più solide della lega.

Castle invece ha chiuso con 17 punti e 11 assist, oltre a una pressione difensiva costante su Gilgeous-Alexander. Nonostante le 11 palle perse, il suo impatto su entrambe le metà campo è stato evidente.

Wembanyama ha voluto sottolineare proprio la forza del gruppo:

“Tutti hanno risposto presente, siamo costruiti così.”

Gli Spurs lanciano un segnale alla NBA

San Antonio ha dimostrato maturità sorprendente nonostante l’età media molto bassa del roster. Anche Devin Vassell, Julian Champagnie e Keldon Johnson hanno contribuito alla causa con punti importanti.

Per Oklahoma City si tratta della prima sconfitta in questi playoff dopo un percorso immacolato fino a questo momento.

Per gli Spurs, invece, è una dichiarazione d’intenti chiarissima: attorno a Wembanyama sta nascendo una squadra giovane, ambiziosa e convinta di poter arrivare subito al vertice.

E se il primo capitolo della serie è un’indicazione, il “unicorno” francese potrebbe davvero trasformarsi nell’incubo peggiore dei Thunder.

magazine Attualità