Mara Maionchi: “Non so se riuscirei ancora a fare X-Factor. Gianna Nannini la mia soddisfazione più grande”

Mara Maionchi si racconta in un'intervista al Corriere della Sera, parlando del suo linguaggio colorito, del rapporto con il marito e delle sfide nel mondo dello spettacolo.

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Mara Maionchi si è raccontata senza filtri, ripercorrendo carriera, vita privata e il rapporto con il tempo che passa. A 85 anni, la storica produttrice discografica continua a mantenere un’energia sorprendente, sostenuta soprattutto dal lavoro e dalla voglia di restare attiva.

Parlando del libro “Dove ho lasciato le chiavi?”, scritto insieme a Manuela Mellini, ha spiegato che il progetto nasce dal desiderio di tenere allenata la mente attraverso giochi, enigmi e attività pensate per stimolare il cervello.

“Perché si invecchia bene se si rimane giovani! Penso che possa essere utile per le persone che hanno compiuto gli anni che ho compiuto io (85) per tenere sveglia la mente”.

Maionchi ha confessato anche di non essere particolarmente portata per sudoku e rompicapi: “Sono una pippa, però mi affascinano”.

“Le parolacce? Mi faccio travolgere”

Tra gli aspetti che da anni caratterizzano il personaggio televisivo di Mara Maionchi ci sono sicuramente il linguaggio diretto e le celebri parolacce pronunciate spesso in tv. Un tratto che lei stessa ammette di non riuscire a controllare.

“Prima di ogni diretta mi dico sempre: questa volta non devi dire parolacce. Faccio promesse incredibili e giuro a me stessa che devo contenermi. E poi inesorabilmente non riesco a trattenermi”.

La produttrice ha spiegato che tutto nasce dal suo carattere impulsivo e passionale: “Quando arriva il momento culminante della scena, mi faccio travolgere. Il fatto è che sono una sanguigna”.

Il rapporto con il marito Alberto Salerno

Nel corso dell’intervista, Mara Maionchi ha parlato anche del lungo matrimonio con Alberto Salerno, con cui è sposata da cinquant’anni.

“Abbiamo una comune linea politica della vita, siamo molto simili. Non ci diamo fastidio, ognuno tiene la propria barra, siamo indipendenti l’uno dall’altro”.

Con il consueto tono ironico, ha poi aggiunto: “Vuole fare la spesa, così decide cosa si mangia. È un prepotente”.

Subito dopo, però, ha ammesso di riconoscersi nello stesso difetto: “Forse un po’ di prepotenza: quando voglio fare una cosa mi piace farla come decido io”.

La fede e la lezione della vita

Mara Maionchi ha parlato anche della propria spiritualità, spiegando di avere una fede molto forte.

“Sì. Dico le preghiere: mi piace, mi dà sollievo. Ho una fede abbastanza incrollabile che mi fa vivere bene”.

Tra i segreti per affrontare bene il tempo che passa, la produttrice mette al primo posto il lavoro: “Stare con le mani in mano mi deprime: finché posso io voglio divertirmi”.

Poi la saggezza e la capacità di adattarsi ai cambiamenti: “Pensare che i tempi cambiano e adattarsi a quello che ci circonda”.

Gli artisti lanciati e i rimpianti

Nel ricordare la propria carriera musicale, Maionchi ha indicato Gianna Nannini come la soddisfazione più grande.

“La sua carriera mi ha dato una grande soddisfazione perché all’inizio ci credevo solo io”.

Ha ammesso invece di non aver riconosciuto subito il talento di Biagio Antonacci: “Mi è successo con Biagio Antonacci, è successo con tanti”.

Tra i rimpianti più grandi ha citato anche Pablo Ciallella, definendolo un autore di enorme talento che però non è riuscito a lavorare con continuità.

La musica di oggi e il ricordo di X Factor

Guardando al panorama musicale attuale, Mara Maionchi vede un mondo molto più veloce rispetto al passato.

“Oggi magari molti artisti crescono e poi spariscono, esplodono grazie a un pezzo ma non danno continuità alla carriera”.

Parlando invece della sua esperienza a X Factor, ha confessato di non sapere se oggi riuscirebbe ancora a fare il giudice.

“Il percorso di crescita di un artista lo vedo per come ero abituata, con il tempo giusto per farlo maturare. Lì è tutto velocissimo e io faccio fatica a capire il velocissimo”.

Infine, una riflessione maturata con gli anni: “Che è importante difendersi da sé stessi. Dobbiamo imparare a volerci bene per quello che siamo”.

E la conclusione è una filosofia di vita che ancora oggi la accompagna: “O si vince o si impara”.

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