Serena Brancale ha pubblicato il suo nuovo album “Sacro”, uscito il 10 aprile 2026, un lavoro che intreccia tradizione, famiglia e influenze musicali internazionali. Il progetto arriva dopo anni di lavoro e sperimentazione, durante i quali l’artista ha esplorato generi diversi, dal jazz al soul, passando per ritmi latinoamericani e sonorità contemporanee.
Il significato di “Sacro”
Nel raccontare il senso del disco, Serena Brancale ha spiegato in un’intervista all’ANSA:
“C’è il dialetto e il folclore, ci sono generi musicali diversi dal baile funk alla salsa al jazz, passando per il gospel e il soul. E per questo è ‘sacro’ e per tanti altri motivi – sacro perché celebro la mia famiglia, sacro come la mia terra”.
Le parole dell’artista sottolineano il legame profondo tra musica, identità personale e radici culturali.
Un percorso lungo quattro anni tra studio e ricerca
Brancale ha raccontato il lungo processo creativo che ha portato alla nascita del disco:
“Gli ultimi quattro anni sono stati importanti e speciali”.
L’album rappresenta infatti una sintesi di esperienze, studio e crescita artistica, maturata anche attraverso un percorso di formazione accademica e anni di gavetta.
L’equilibrio tra jazz e pop e la coerenza artistica
Nel disco convivono la sua anima jazz e quella più pop, in un equilibrio che l’artista ha definito frutto di una nuova consapevolezza.
“All’inizio ho avuto difficoltà a trovare il giusto equilibrio. Ora mi sono liberata di tante paranoie”.
Brancale ha raccontato di aver raggiunto una sorta di “chiusura del cerchio”, mantenendo però una forte apertura verso nuove sperimentazioni musicali.
Collaborazioni internazionali e identità musicale
“Sacro” include numerose collaborazioni con artisti internazionali e figure di rilievo della scena musicale mondiale. L’artista ha spiegato che queste scelte nascono dalla stima personale verso i colleghi coinvolti e da un approccio libero alla musica, senza schemi predefiniti.
Progetti futuri e nuove sperimentazioni
Guardando avanti, Serena Brancale immagina già nuove direzioni artistiche e un possibile percorso in altre lingue e sonorità. Nell’intervista all’ANSA ha anticipato l’intenzione di esplorare nuove contaminazioni musicali, mantenendo però un approccio autentico e lontano dalla perfezione artificiale, privilegiando invece l’espressività e l’imperfezione come cifra stilistica.
