Arriva una svolta giudiziaria nel caso legato alla morte di Matthew Perry, scomparso nell’ottobre 2023 nella sua casa di Los Angeles. La giustizia americana ha inflitto una pena di 15 anni di carcere a Jasveen Sangha, figura centrale nell’inchiesta e ritenuta responsabile di aver fornito la sostanza che ha causato il decesso dell’attore.
La donna, soprannominata “regina della ketamina”, si era già dichiarata colpevole nei mesi scorsi di diversi reati legati al traffico di stupefacenti, compresa la distribuzione con esito mortale.
Una decisione destinata a fare scuola
La sentenza è stata pronunciata l’8 aprile in un tribunale di Los Angeles al termine di un’indagine lunga e complessa. Nonostante il rischio di una condanna molto più severa — fino a 65 anni — il giudice ha stabilito una pena ritenuta comunque esemplare.
Durante l’udienza è stato sottolineato il ruolo determinante della donna all’interno del sistema di distribuzione, elemento che ha inciso in modo decisivo sulla quantificazione della pena, risultata la più alta tra quelle inflitte agli imputati coinvolti.
Il ruolo nella rete di distribuzione
Secondo quanto emerso, Sangha gestiva un’attività illegale direttamente dalla propria abitazione, utilizzata come base per lo stoccaggio e lo smistamento di diverse sostanze. L’accesso alla ketamina da parte dell’attore sarebbe avvenuto attraverso intermediari collegati a questo circuito.
Le indagini hanno ricostruito un traffico consistente, con la vendita di numerosi flaconi per migliaia di dollari. Tra i capi d’accusa più gravi figura proprio quello di aver distribuito droga con conseguenze fatali.
Le scuse in aula
Prima della lettura della sentenza, l’imputata ha rivolto parole di scuse alla famiglia dell’attore, assumendosi la responsabilità delle proprie azioni. Ha dichiarato di non avere giustificazioni per quanto accaduto e di essere consapevole del dolore provocato.
Nonostante ciò, l’accusa ha espresso dubbi sulla reale profondità del suo pentimento, considerata la gravità dei fatti contestati.
Un’inchiesta con più protagonisti
Il caso non si esaurisce con questa condanna. In totale sono cinque le persone coinvolte nell’inchiesta sulla morte di Perry. Tra queste figurano anche due medici, accusati di aver fornito la stessa sostanza all’attore e già condannati a pene più lievi, oltre alla revoca delle licenze professionali.
Altri soggetti, tra intermediari e figure legate all’ambiente dell’attore, sono stati chiamati a rispondere di reati analoghi, in un procedimento che si è sviluppato per fasi.
La morte di Matthew Perry ha scosso profondamente il mondo dello spettacolo e milioni di spettatori che lo avevano conosciuto e amato nel ruolo di Chandler Bing nella serie Friends. Un volto iconico della televisione, capace di segnare un’epoca e lasciare un segno duraturo nella cultura pop, la cui scomparsa continua a far discutere, anche alla luce degli sviluppi giudiziari più recenti.