Pif presenta il suo nuovo film “…che Dio perdona a tutti”: un viaggio tra ironia e spiritualità

Il regista e attore Pif discute del suo ultimo lavoro cinematografico, "...che Dio perdona a tutti", esplorando temi di fede, amore e tradizione siciliana.

Pif, pseudonimo di Pierfrancesco Diliberto, torna sul grande schermo con il suo nuovo film “…che Dio perdona a tutti”, in uscita il 2 aprile. Dopo il successo di “La mafia uccide sempre d’estate”, il regista e attore siciliano affronta temi profondi come la fede e l’amore, intrecciandoli con la tradizione dolciaria della sua terra natale.

Un viaggio tra fede e dolci siciliani

Il film racconta la storia di Arturo, un agente immobiliare trentacinquenne con una passione sfrenata per i dolci, in particolare quelli a base di ricotta. La sua vita prende una svolta inaspettata quando incontra Flora, una pasticciera devota e fervente cattolica. Per conquistare il cuore di Flora, Arturo decide di fingersi credente, intraprendendo un percorso che lo porterà a confrontarsi con la fede e le proprie convinzioni. 

Pif sottolinea come la tradizione dolciaria siciliana sia strettamente legata alla religione: “Il cannolo nasce in un convento di Caltanissetta, la pasta reale pure, le tette delle monache, la Sfincia di San Giuseppe”. Questa connessione tra cibo e spiritualità diventa un elemento centrale nella narrazione del film. 

La comicità di Fantozzi come ispirazione

Nel delineare il personaggio di Arturo, Pif si ispira a modelli comici che subiscono la vita, come Fantozzi: “Mi piacciono i personaggi comici che subiscono la vita, mi riconosco nell’uomo che cerca di rimanere a galla, nonostante le onde”. Questa scelta stilistica mira a creare empatia con il pubblico, mostrando un protagonista che affronta le sfide quotidiane con ironia e resilienza. 

Riflessioni sulla fede e l’uso della religione

Pif, dichiarandosi agnostico, esprime ammirazione per chi possiede una fede profonda: “Noi non prendiamo in giro chi ha fede, anzi, da agnostici, invidiamo chi ha fede”. Tuttavia, critica l’uso improprio della religione, sottolineando l’importanza di una spiritualità autentica e non strumentalizzata. 

Attraverso “…che Dio perdona a tutti”, Pif invita il pubblico a riflettere su temi universali come l’amore, la fede e le tradizioni, utilizzando la leggerezza della commedia per affrontare questioni profonde e attuali.

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