La stagione 2026 di MotoGP non è iniziata come previsto per Ducati Corse. Dopo anni da protagonista assoluta, la casa di Borgo Panigale sta attraversando una fase complicata, segnata da risultati altalenanti e dall’assenza di vittorie nelle prime gare dell’anno.
Nonostante sei piloti in griglia, solo Marc Márquez e Fabio Di Giannantonio sono riusciti a salire sul podio, senza però conquistare successi né nelle Sprint né nelle gare domenicali. L’ultimo trionfo risale infatti a diversi Gran Premi fa, segnale evidente di un momento di difficoltà.
La crescita degli avversari
A complicare il quadro è l’evoluzione degli altri team, in particolare Aprilia Racing, che ha compiuto un importante salto di qualità. Le prestazioni costanti e la capacità di adattarsi a diversi piloti rendono la squadra di Noale uno dei riferimenti attuali del campionato.
Anche piloti come Marco Bezzecchi stanno confermando un livello elevato, contribuendo a rendere la competizione più equilibrata rispetto al recente passato.
Il problema tecnico: il pneumatico posteriore
Ducati ha individuato uno dei principali limiti della propria moto: la gestione del pneumatico posteriore duro. Questo aspetto incide soprattutto nelle gare lunghe della domenica, dove il consumo e la costanza di rendimento fanno la differenza.
La moto si dimostra competitiva con gomme più morbide, come evidenziato nelle Sprint, ma perde efficacia quando le condizioni richiedono maggiore gestione e stabilità. Una difficoltà tecnica che ha già condizionato i risultati in più circuiti.
Un nuovo prototipo all’orizzonte
Guardando al futuro, Ducati è già al lavoro sulla moto del 2027, basata sul nuovo regolamento da 850cc. Il collaudatore Michele Pirro ha confermato che il debutto in pista del prototipo è previsto a breve, segnando l’inizio di una fase cruciale di sviluppo.
Nonostante i cambiamenti tecnici non consentano rivoluzioni immediate, il lavoro sarà fondamentale per adattarsi alle nuove specifiche, incluse le modifiche legate agli pneumatici.
Una stagione tra presente e futuro
Ducati si trova quindi davanti a una doppia sfida: risolvere i problemi attuali per tornare competitiva nel breve termine e prepararsi al cambiamento tecnico che entrerà in vigore nei prossimi anni.
Con avversari sempre più forti e un equilibrio crescente in pista, la stagione 2026 si preannuncia come una delle più incerte e combattute degli ultimi tempi.

