NBA, il miracolo dei Lakers: da outsider a candidati al titolo

I Los Angeles Lakers di Luka Doncic sorprendono tutti: tra forma straordinaria, nuovi equilibri e scelte tattiche vincenti, sono ora tra le squadre più temute nella corsa al titolo.

I Los Angeles Lakers stanno vivendo un momento straordinario, trasformandosi da squadra con ambizioni limitate ai playoff a protagonista nella corsa all’anello. Il gruppo guidato da Luka Doncic ha infilato 10 vittorie nelle ultime 11 partite, battendo anche avversari di alto livello e salendo fino al terzo posto a Ovest quando mancano poche gare alla fine della regular season.

Nonostante il roster sia rimasto praticamente invariato, fatta eccezione per l’arrivo di Luke Kennard, la squadra sembra aver trovato una chimica nuova e una versione molto più efficace.

Doncic trascinatore assoluto

La svolta dei Lakers parte dal rendimento del loro leader. Dopo settimane difficili tra critiche per l’efficacia offensiva, la difesa e il rapporto con gli arbitri, Doncic ha risposto sul campo con prestazioni dominanti.

Nelle ultime 11 partite ha viaggiato a medie impressionanti: 39,5 punti, 8 rimbalzi e 7,3 assist, migliorando ulteriormente numeri già elevati. Ritrovata anche la precisione da tre punti, con il 40% su un alto volume di tentativi.

Il momento simbolo è rappresentato dalla gara da 60 punti contro Miami, un traguardo che in maglia Lakers non si vedeva dai tempi di Kobe Bryant. Il suo stato di forma fisica gli permette oggi di sostenere sforzi continui e dominare anche contro difese raddoppiate.

LeBron cambia pelle

Accanto a Doncic, LeBron James sta vivendo una trasformazione senza precedenti nella sua carriera. A 41 anni, per la prima volta si è adattato a un ruolo da comprimario di lusso.

Il suo utilizzo offensivo è sceso al minimo storico, segno di una nuova dimensione in cui si mette al servizio della squadra. Sempre più spesso lo si vede lontano dalla palla, pronto a colpire sugli scarichi, attaccare spazi già creati o finalizzare azioni costruite dal compagno sloveno.

Pur con numeri realizzativi più bassi rispetto al passato (21 punti di media), resta decisivo per intelligenza, letture e impatto nelle situazioni chiave.

Reaves, il terzo uomo che mancava

Nel nuovo equilibrio dei Lakers è fondamentale anche il contributo di Austin Reaves. Dopo un periodo di assenza e il necessario tempo per ritrovare ritmo, la guardia si è affermata come seconda opzione offensiva.

Con 23,6 punti di media, i migliori della sua carriera, Reaves rappresenta una valvola di sfogo fondamentale per Doncic, alleggerendolo nella gestione del gioco e aumentando la pericolosità complessiva dell’attacco, oggi tra i più efficienti della lega.

Difesa sistemata con la zona

Uno degli aspetti più sorprendenti della crescita dei Lakers riguarda la difesa. Nonostante la presenza di giocatori non noti per le loro qualità difensive, la squadra ha trovato equilibrio grazie all’utilizzo della zona 2-3.

Questo sistema garantisce sempre una presenza vicino al ferro e permette di coprire le lacune individuali. In questo contesto è fondamentale il lavoro di Marcus Smart, capace di guidare le rotazioni e chiudere gli spazi.

Anche giocatori come Doncic e Deandre Ayton ne beneficiano, apparendo più solidi grazie a un sistema che valorizza il collettivo. Pur restando tra le difese meno efficienti in stagione, il miglioramento è stato sufficiente per rendere la squadra competitiva ad alto livello.

Redick, tra tattica e gestione mentale

Grande merito della trasformazione va anche all’allenatore JJ Redick, alla sua seconda stagione in panchina. Dopo un periodo complicato, è riuscito a rimettere ordine sia dal punto di vista tattico sia mentale.

Ha definito ruoli chiari, introdotto soluzioni difensive efficaci e costruito un sistema offensivo ricco di varianti, tra cui giochi a due strutturati e situazioni pensate per liberare tiratori o sorprendere le difese.

La sua gestione ha permesso ai Lakers di vincere partite equilibrate e di sviluppare una fiducia crescente, elemento chiave per il finale di stagione.

Con una squadra in fiducia, un leader dominante e un sistema finalmente equilibrato, i Lakers si presentano ora come una delle realtà più pericolose della NBA. La domanda resta aperta: questo slancio basterà per arrivare fino al titolo?

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