Serata amara per gli Houston Rockets, sconfitti 132-124 sul campo dei Chicago Bulls nonostante un’altra prestazione straordinaria di Kevin Durant. La stella texana ha messo a referto 40 punti nello storico United Center, casa simbolo di Michael Jordan, ma non è bastato per evitare il ko.
Il risultato pesa soprattutto per la classifica: Houston ha perso tre delle ultime cinque partite ed è scivolata al sesto posto nella Western Conference, quando mancano ormai poche gare alla fine della stagione regolare.
Una grande prestazione individuale non basta
Durant continua a scrivere la sua storia personale, avendo recentemente superato proprio Jordan nella classifica marcatori all-time della NBA. Anche contro Chicago ha dimostrato il suo valore offensivo, guidando l’attacco con continuità.
Al suo fianco si è distinto anche Alperen Sengun, autore di una prova completa con 33 punti, 13 rimbalzi e 10 assist, firmando una tripla doppia di grande impatto. Nonostante queste prestazioni, la squadra allenata da Ime Udoka non è riuscita a imporsi, subendo una sconfitta inattesa.
I Bulls trovano una soddisfazione
Per Chicago, già fuori dalla corsa ai playoff, il successo rappresenta una delle poche note positive della stagione. La squadra ha giocato con libertà e intensità, trascinata dai 25 punti di Collin Sexton e dai 23 di Matas Buzelis.
Una vittoria che, pur non cambiando il destino della stagione, regala una serata da ricordare ai tifosi.
Oklahoma City e Spurs: sfida aperta in vetta
Continua il duello a distanza tra Oklahoma City Thunder e San Antonio Spurs per il primato nella Western Conference. I Thunder, campioni in carica, hanno ottenuto la dodicesima vittoria consecutiva battendo Philadelphia 76ers per 123-103.
Shai Gilgeous-Alexander ha contribuito con 22 punti, mentre il ritorno di Jalen Williams dopo una lunga assenza ha rafforzato ulteriormente la squadra. Oklahoma City mantiene così un vantaggio di tre partite sugli Spurs.
San Antonio, però, non molla. La franchigia texana ha travolto Miami Heat 136-111, conquistando la sesta vittoria di fila. Victor Wembanyama è stato protagonista con 26 punti e una doppia doppia, confermando l’eccezionale stato di forma della squadra, che da gennaio vanta uno dei migliori rendimenti della lega.
Lakers fermati, non basta Doncic
Si interrompe la striscia positiva dei Los Angeles Lakers, sconfitti 113-110 dai Detroit Pistons, leader della Eastern Conference. Non sono bastati i 32 punti di Luka Doncic, tornato in campo dopo l’annullamento della sua sospensione.
La partita si è decisa nei minuti finali, quando Detroit ha trovato le giocate decisive. I Lakers hanno avuto anche l’ultimo tiro per forzare l’overtime, ma Doncic non è riuscito a concretizzare.
Dallas fuori dalla corsa playoff
Serata negativa anche per i Dallas Mavericks, ormai ufficialmente eliminati dalla corsa alla postseason dopo la sconfitta casalinga contro i Golden State Warriors.
La gara, terminata 137-131 dopo un tempo supplementare, ha visto brillare Moses Moody con 23 punti e Kristaps Porzingis con 22 per Golden State, priva di Stephen Curry per infortunio. Ai Mavericks non sono bastati i 32 punti del rookie Cooper Flagg.
Gli altri risultati della notte
Tra le altre partite, spicca il netto successo degli Atlanta Hawks, che hanno travolto i Memphis Grizzlies 146-107 in una sfida segnata dalle numerose assenze degli ospiti.
Vittoria sofferta invece per gli Indiana Pacers, guidati dai 37 punti di Pascal Siakam nel 128-126 contro Orlando Magic. Infine, pesante sconfitta per i Brooklyn Nets, battuti 134-99 dai Portland Trail Blazers.
Una notte NBA ricca di spunti, tra grandi prestazioni individuali, lotte di vertice sempre più accese e verdetti che iniziano a delineare il quadro finale della stagione.