Radio e televisione continuano a essere protagoniste nella vita degli italiani, anche se il loro ruolo si sta trasformando. Anna Bisogno, docente all’Universitas Mercatorum, esperta di media e autrice del libro “La tv espansa”, ha spiegato a Good Morning Kiss Kiss come questi mezzi si stanno adattando ai cambiamenti portati da piattaforme digitali, social network e intelligenza artificiale.
La tv espansa: come cambia la televisione nell’era digitale
Durante l’intervista su Radio Kiss Kiss, Anna Bisogno ha presentato il suo nuovo libro “La tv espansa”, che analizza l’evoluzione della televisione nell’ecosistema digitale. “Tv espansa, piattaforme, social network, intelligenza artificiale…questo libro, uscito per Carocci Editore, è un po’ un punto storico, ma anche diciamo di contesto che fa il punto su come la televisione lineare nell’ecosistema digitale si è appunto espansa, cioè ha allargato i suoi confini,” ha spiegato Bisogno. Secondo l’esperta, la televisione non è scomparsa, ma si è trasformata: “È una televisione che dialoga con le piattaforme, è una televisione che interagisce riscrivendosi ad esempio sui social network e soprattutto fa i conti con l’intelligenza artificiale e gli algoritmi.” Questo processo di espansione coinvolge anche la radio, che rimane parte integrante del panorama mediatico italiano. Bisogno sottolinea che oggi non si può più pensare ai media senza considerare questa interazione tra diversi canali e tecnologie.
Radio e TV: media fondativi e insostituibili per gli italiani
Alla domanda se radio e televisione siano ancora parte della vita quotidiana degli italiani, Anna Bisogno risponde con decisione: “Non solo non riusciamo a farne a meno ma possiamo considerarli i media fondativi del pubblico, i media fondativi dei format, sono due cugine di cui la radio è la cugina più dinamica che ha diciamo rispetto alla televisione raccolto più sfide vincendole rispetto alla televisione che ha avuto processi un po’ più lunghi.” L’esperta spiega che la radio ha saputo adattarsi più rapidamente ai cambiamenti, mentre la televisione ha dovuto affrontare processi più lenti, anche a causa dell’attenzione delle istituzioni. “Pensiamo che soltanto nel 68 la televisione a colori in Italia è diventata una realtà laddove invece negli altri paesi era già,” ricorda Bisogno. La radio, invece, ha saputo reinventarsi anche con la radiovisione, dimostrando una grande capacità di adattamento. Secondo Bisogno, sia radio che televisione restano fondamentali per il pubblico italiano, anche se il modo in cui vengono fruiti è cambiato.
L’impatto dei social e dei nuovi linguaggi sui media tradizionali
Un altro tema centrale dell’intervista è il cambiamento dei linguaggi mediatici dovuto all’influenza dei social network e delle nuove tecnologie. “Il digitale ha messo tutti di fronte a un cambiamento irreversibile relativamente ai tempi di fruizione quindi alle modalità di fruizione e quindi ai contenuti,” afferma Bisogno. La televisione lineare, ad esempio, assorbe molte delle storie e dei dibattiti che nascono sui social, ma allo stesso tempo si rigenera grazie a questi nuovi linguaggi. Bisogno cita il Festival di Sanremo come esempio di convergenza tra media: “Il Festival viene riscritto sui social e ritorna in qualche modo riscritto sulla parte televisiva che non può non risentirne. Quindi ognuno di noi è coautore in quei giorni del Festival di Sanremo.” I social network non solo seguono la televisione, ma spesso la commentano e la reinterpretano, creando un dialogo continuo tra i diversi mezzi. Questa interazione rende i media tradizionali ancora più dinamici e partecipativi, coinvolgendo direttamente il pubblico nella creazione dei contenuti.

