Carenza di medici di base: oltre 5.700 posti vacanti in Italia, Lombardia la regione più colpita

Secondo i dati diffusi da Gimbe in Italia mancano più di 5.700 medici di base. La situazione è particolarmente critica in Lombardia, ma emergono difficoltà anche in altre regioni, con piccoli comuni a rischio di restare senza assistenza.

In Italia mancano oltre 5.700 medici di base, secondo quanto riportato da Gimbe. La carenza riguarda 18 regioni e si riflette soprattutto nelle aree più popolose e nei piccoli comuni, dove l’accesso all’assistenza sanitaria rischia di diventare sempre più difficile. In Lombardia la situazione è descritta come la più critica, ma emergono problemi anche in altre zone del Paese.

La situazione in Lombardia

La Lombardia è la regione con la maggiore carenza di medici di base. I dati indicano che qui mancano circa 1.200 medici, una cifra che rappresenta una parte significativa del totale nazionale. La situazione è particolarmente difficile nelle province di Milano, Brescia e Bergamo. La carenza sarebbe dovuta sia ai pensionamenti sia alla difficoltà di reperire nuovi professionisti disposti a lavorare come medici di famiglia. La Regione sta cercando di intervenire con bandi straordinari e incentivi, ma la risposta sarebbe ancora insufficiente rispetto alle necessità.

Le difficoltà nelle altre regioni

La carenza di medici di base riguarda 18 regioni italiane. In alcune aree del Sud, come la Puglia, la situazione è particolarmente preoccupante. Repubblica Bari riporta che nei prossimi due anni 702 medici di famiglia lasceranno il servizio in Puglia, con il rischio che molti piccoli comuni restino senza assistenza. La difficoltà di sostituire i medici che vanno in pensione è aggravata dalla mancanza di giovani professionisti disponibili a coprire i posti vacanti. In alcune zone, i cittadini sarebbero costretti a rivolgersi a medici di base di altri comuni, aumentando così i disagi.

Le cause della carenza

La carenza di medici di base è dovuta a una combinazione di fattori: pensionamenti, numero insufficiente di nuovi medici formati e condizioni di lavoro considerate poco attrattive. La burocrazia e la mancanza di incentivi economici renderebbero la professione meno appetibile per i giovani laureati in medicina. Le associazioni di categoria chiedono interventi urgenti per evitare che la situazione peggiori ulteriormente e per garantire un accesso adeguato all’assistenza sanitaria di base.

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