Durante il Festival di Sanremo 2026, Elettra Lamborghini ha vissuto notti insonni a causa di feste notturne con musica a tutto volume. Da uno sfogo ironico sui social, in cui minacciava di scendere “in ciabatte con il megafono” per fermare il frastuono, è nata l’espressione “festini bilaterali”, rapidamente diventata un tormentone virale tra gli utenti dei social.
Il tormentone della Riviera
Nei video condivisi online, la cantante appariva nei corridoi dell’hotel alla ricerca della fonte del rumore, intrattenendo i follower con la sua “caccia al party”. Nonostante un tentativo di trovare silenzio a Montecarlo, nemmeno il Principato ha garantito il riposo desiderato. Così, quella che doveva essere una semplice denuncia del caos notturno è diventata uno dei fenomeni più divertenti dell’edizione 2026 del Festival.
Dal meme al business
Il 3 marzo 2026, pochi giorni dopo la conclusione della kermesse, Elettra Lamborghini ha depositato all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi la domanda per registrare “Festini bilaterali” come marchio verbale. L’obiettivo è sfruttare la frase per una vasta gamma di prodotti e servizi: dai cosmetici all’abbigliamento, dalla musica digitale ai dispositivi elettronici, fino all’organizzazione di eventi e podcast. In questo modo, un tormentone nato per caso si trasforma in una strategia commerciale completa.
La tutela del brand personale
La registrazione del marchio è seguita dallo studio Mondial Marchi, già assistente della cantante nelle precedenti battaglie legali. Nel 2024, Elettra aveva tentato di registrare il proprio nome, nonostante l’opposizione del celebre marchio automobilistico della sua famiglia, ottenendo inizialmente il via libera. La vicenda legale si è poi complicata, ma ha portato la cantante a cercare soluzioni alternative per valorizzare la propria immagine.
Festini bilaterali: tra ironia e strategia
La frase, che racconta con ironia i problemi di insonnia della cantante, diventa così un asset commerciale potenzialmente applicabile a profumi, gadget e format di intrattenimento. La scelta riflette una strategia di branding sempre più diffusa tra i personaggi pubblici: trasformare un momento virale in un’opportunità economica concreta.
Precedenti nel mondo dello spettacolo
Non si tratta di un caso isolato. Un esempio simile è quello di Raoul Bova, che nell’estate 2025 ha registrato la frase “occhi spaccanti” dopo la diffusione di un audio virale, con l’obiettivo di proteggerne l’uso commerciale e fermare la diffusione dei video. Anche in questo caso, un tormentone è stato trasformato in un marchio, sottolineando l’importanza della tutela legale dei fenomeni virali.