Il fuorionda di Siffredi a “Le Iene”: lacrime e polemiche sul video integrale

Durante un'intervista con Le Iene, Rocco Siffredi è scoppiato in lacrime dichiarando di non voler più vivere, in un contesto di accuse di violenza sessuale da parte di diverse attrici.

Un fuorionda andato in onda durante una puntata del programma televisivo ha riportato al centro dell’attenzione Rocco Siffredi. Nel filmato, trasmesso integralmente, l’attore – all’anagrafe Rocco Tano – appare visibilmente scosso e scoppia in lacrime durante l’intervista. Nel video pronuncia parole molto dure: «Non voglio più vivere, però non voglio lasciare il dolore a mia moglie e ai miei figli».

La sequenza è stata diffusa senza tagli, ripresa con due telecamere, con l’obiettivo di chiarire il contesto di quel momento.

Il nodo delle lacrime durante l’intervista

Il punto centrale riguarda proprio il significato di quella reazione emotiva. Secondo la difesa di Siffredi, il filmato sarebbe stato utilizzato in modo fuorviante, facendo coincidere il momento del pianto con una domanda relativa alle accuse di presunti abusi. I legali sostengono invece che la commozione sarebbe legata a un passaggio in cui si parlava del figlio dell’attore, che in quel periodo si trovava in ospedale.

La trasmissione ha però contestato questa ricostruzione, mostrando l’intero segmento dell’intervista. Nella versione integrale, secondo quanto spiegato nel servizio, non ci sarebbero riferimenti al figlio nel momento in cui Siffredi scoppia a piangere, mentre la conversazione riguarderebbe proprio le accuse mosse nei suoi confronti.

Le accuse mosse da alcune attrici

Negli ultimi mesi diverse donne che hanno lavorato nel settore hanno raccontato episodi che riguarderebbero presunti abusi e pressioni psicologiche durante le riprese. Le testimonianze parlano di situazioni avvenute sui set, anche quando Siffredi ricopriva il ruolo di regista o produttore.

Tra le accuse più gravi c’è quella di aver realizzato e diffuso contenuti pornografici senza il consenso delle protagoniste. Alcune raccontano di aver partecipato a casting poi trasformati in video hard pubblicati online senza autorizzazione e senza compenso. Altre sostengono di essere state spinte a pratiche sessuali contro la propria volontà.

La replica e la denuncia per diffamazione

Siffredi respinge le accuse e ha presentato una denuncia per diffamazione nei confronti di venti persone, tra cui diciotto donne coinvolte nei servizi televisivi e due autori del programma.

La documentazione depositata per sostenere la sua posizione includerebbe liberatorie firmate dalle attrici, registrazioni integrali delle riprese e una lista di testimoni presenti sui set, come tecnici e cameraman. L’ex attore sostiene che nulla sarebbe avvenuto contro la volontà delle partecipanti e che alcune delle pratiche contestate erano già state eseguite dalle stesse attrici in altri film.

Il commento del figlio Lorenzo

A intervenire pubblicamente è stato anche Lorenzo Tano, figlio di Rocco Siffredi, che sui social ha espresso il proprio punto di vista sul filmato trasmesso. Ha scritto che un padre che sta affrontando la possibilità di perdere un figlio per un grave problema di salute non dovrebbe trovarsi nelle condizioni di rilasciare un’intervista in quel momento.

Secondo lui, la famiglia non avrebbe ancora avuto il tempo di raccogliere tutto il materiale necessario per dimostrare con prove concrete l’innocenza del padre, aggiungendo che la realtà dei fatti sarebbe diversa da quanto mostrato in televisione.

Il dibattito sul consenso

Il caso ha riacceso anche una discussione più ampia sul tema del consenso nel settore dell’intrattenimento per adulti. La vicenda, che resta oggetto di accuse e smentite contrapposte, continua a dividere l’opinione pubblica mentre si attendono eventuali sviluppi nelle sedi giudiziarie.

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