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Sanremo 2026, Dargen D’Amico racconta il suo look: “Ci siamo ispirati a Pinocchio, alla macchina che vuole diventare uomo”

Dargen D'Amico ospite al Pippo Pelo Show su Radio Kiss Kiss racconta la sua esperienza a Sanremo, riflette sull'intelligenza artificiale e svela i segreti dietro i suoi look ispirati a Pinocchio.

Dargen D’Amico è stato ospite del Pippo Pelo Show su Radio Kiss Kiss alla vigilia della finale del Festival. L’artista, alla sua terza partecipazione al Festival, ha parlato della sua esperienza, delle sue riflessioni sull’intelligenza artificiale e del lavoro dietro i suoi outfit, sempre originali e ricchi di significato.

Dargen D’Amico a Sanremo 2026: emozioni e aspettative

Durante l’intervista, Dargen D’Amico ha raccontato cosa rappresenta per lui questa terza partecipazione al Festival di Sanremo. “Il mio sogno più grande era svegliarmi nel presente, capire in che momento ci troviamo e se tra noi italiani ci sia ancora la possibilità di aprire una discussione su un tema che per me è fondamentale: il passaggio al controllo della macchina sull’uomo attraverso l’intelligenza artificiale”, ha spiegato il cantante. Dargen ha sottolineato come Sanremo sia per lui anche un’occasione per “decentrarmi dal mio modo abituale di fare musica e dalla mia solita vita” e per confrontarsi con il pubblico su temi attuali.

Adriana Petro ha ricordato i successi precedenti di Dargen, come “Dove si balla”, e ha chiesto cosa si aspetta da questa edizione. L’artista ha ribadito il suo desiderio di “farmi un bagno di realtà e capire, quando parli di intelligenza artificiale nelle interviste o ti confronti con le persone, quali risposte ti danno”. Sanremo, quindi, non solo come palcoscenico musicale, ma anche come luogo di confronto e riflessione.

Intelligenza artificiale: tra preoccupazioni e possibilità

Uno dei temi centrali dell’intervista è stato il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale. Dargen D’Amico ha espresso le sue preoccupazioni, partendo dalle dichiarazioni degli stessi creatori di queste tecnologie: “Negli ultimi mesi dicono che è scappata di mano. Si sta sviluppando in autonomia con una rapidità che nessuno di noi immaginava ed è molto probabile che nei prossimi mesi questa situazione degeneri definitivamente. Se a dirlo è chi l’ha creata, io mi pongo quantomeno un quesito”.

Il cantante ha sottolineato l’importanza di una discussione collettiva e istituzionale su questi temi, soprattutto per quanto riguarda il futuro del lavoro e l’impatto sulla società: “Sarei meno preoccupato se ci fosse una discussione a livello istituzionale su quello che succederà dopo, ad esempio sui primi posti di lavoro che andranno persi”. Dargen ha anche riflettuto sull’uso personale dell’intelligenza artificiale: “Anche se non la utilizzo attivamente, vengo usato passivamente perché nel momento in cui sono qui con dei microfoni accesi, quello che diciamo prima o poi verrà utilizzato dall’intelligenza artificiale”.

Il discorso si è poi spostato sui rischi per i più piccoli: “Sono già in commercio orsacchiotti collegati a ChatGPT e i genitori spesso non ne conoscono i rischi”.

Lo stile di Dargen D’Amico: tra Pinocchio e tecnologia

Non poteva mancare una domanda sullo stile unico di Dargen D’Amico, sempre molto curato e ricco di riferimenti. L’artista ha raccontato: “Sì, c’è uno studio dietro. Abbiamo lavorato con Mordecai e Rebecca Baglini perché alla base c’era l’idea di un dialogo tra macchina ed essere umano. Ci siamo ispirati alla favola di Pinocchio, alla macchina che vuole diventare bambino e poi essere umano, e abbiamo iniziato la prima sera con la materia, il legno”.

Dargen ha anche commentato con ironia i meme circolati online: “Effettivamente l’ispirazione era quella, ma era molto complicato farsi fare un cappotto di legno, anche perché in certi casi sarebbe stato irreversibile, quindi abbiamo optato per un’altra soluzione…”. Ogni sera, ha spiegato, c’è un elemento diverso nei suoi outfit: “Ieri c’era il metallo: avevamo tutti un elemento metallico, un richiamo alla macchina nel nostro outfit. Anche se eravamo più classici, ispirati alla kermesse sanremese, ogni giorno c’è un elemento diverso, anche questa sera…”.

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